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Cancro al seno? Pazienza, basta che l’utero funzioni

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seno_tumoreUna buona notizia per tutte le donne del mondo. Il quotidiano Repubblica ci fa sapere dalle sue pagine web del 28 luglio scorso, che la ricerca da cinque anni è impegnata a fare test su test non per prevenire il cancro, ma per scoprire che anche con il cancro possiamo fare figli

Dunque, non per salvarci la vita da quel male “oscuro”. Non per trovare cure meno invasive della chemio. Assolutamente no. Cinque anni di esperimenti per farci sapere che il corpo delle donne resta fertile anche durante la chemio. Che gran fortuna!

Il senso della ricerca non può che apparire grottesco. Ma quale donna in piena terapia chemioterapica si potrebbe mai sognare di scegliere di rimanere incinta? Ma questi che scrivono e gli altri che hanno promosso e portato avanti questo tipo di rierca, evidentemente per fortuna loro, non hanno mai vissuto accanto ad una persona sottoposta a chemioterapia e nemmeno si sono mai fatti un giro in qualche reparto di oncologia. Cinque anni di ricerca su come proteggere l’ovulo fecondato, e mentre quando ti viene diagnosticato un cancro continua ad essere completamente assente una qualsiasi forma di supporto psicologico alla malattia. La ricerca brinda a questa scoperta, mentre migliaia di donne in pochi minuti si ritrovano a maturare consapevolezze agghiaccianti: ad altre è capitato e alcune non ce l’hanno fatta e altre invece sono riuscite a farcela. Come resistere alle cure terribili, alla chemio, alla nausea, il vomito. Al fatto che tutto il corpo dovrà essere impegnato in una guerra contro un male che si riproduce a velocità impressionante e che si prenderà tutto lo spazio che vuole.
D’altra parte questa è la scienza che addormenta i sintomi delle malattie, e che nello specifico tratta da sempre i corpi delle donne come incubatrici su cui legififerare e operare per assicurarsi la riproduzione, possibilmente più sistemica ed organica possibile.

Come leggiamo in una riflissione sul blog femminismo a sud, “essere incinta non è solo un tratto estetico che secondo certe riviste ti fa venire “gli inestetismi nella pelle” (e l’inestetismo nel cervello di certi commercianti di inutili creme?). Essere incinta significa che tutto il tuo corpo è impegnato a far crescere questa creatura dentro di te che si prende tutto, incluso le tue difese immunitarie. Si prende il tuo cibo, le tue vitamine, i tuoi sali minerali, si prende la tua salute, il tuo corpo e lo adopera per trarne tutto quello che le serve per crescere. Si riesce ad immaginare cosa può fare una gravidanza ad una donna con il cancro? Quante possibilità ha una donna di sconfiggere la malattia se deve far crescere dentro di se anche un figlio? E qui siamo davvero al paradosso o meglio alla necroscienza, quella che vuole che le donne partoriscano anche se in coma permanente o quella che programma i parti post mortem, perchè delle femmine ciò che importa è solo l’utero, il resto chissenefrega.
Certo, perché le donne siano all’occorrenza delle madonne, pronte a sacrificarsi sull’altare della riproduzione, e che per dare alla luce un figlio possono morire. Anche no.

I figli le donne li fanno se li desiderano. Aiutiamo a indagare il desiderio di maternità in salute non quando si deve combattere contro la morte.

Per Senza Soste, Leila Chinapoli

1agosto 2011

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