"Cambia il vento", si legge, su un paio di gambe di donna scoperte dall'aria che le solleva una minigonna rosa. Commentare il manifesto della festa dell’Unità di Roma in programma in questi giorni, se non fosse vero sarebbe difficile anche da immaginare tanto cattivo gusto da parte della classe politiche che in questo disgraziato paese dovrebbe rappresentare l’opposizione. L’opposizione di sinistra. Dunque le loro campagne e il loro agire si presuppone abitato da parole e principi come solidarietà, uguaglianza, tutela e rilancio dei diritti delle donne, delle persone omosessuali, dei migranti,… In occasione del Se non ora quando? del 13 febbraio il PD e tutta la sinistra istituzionale ha fatto i salti mortali per accaparrarsi la parola e la maternità dell’iniziativa. Fino ad arrivare all’8 marzo
Certo che anche a voler pensar bene, non si capisce tutto questo stordimento da parte del comitato nazionale. Che gli sia sfuggita la campagna promozionale con cui una delle loro fondatrici la direttrice dell’Unità, lanciava l’uscita del nuovo formato del quotidiano? La ragazza in minigonna con l’Unità nella tasca e le scritte nuova, mini, bella, dinamica, indomabile, forte,…
Per quanto riguarda il carrozzone del PD, c’è poco da aggiungere. Evidente che il vento è cambiato sul serio e una volte per tutte. Lavoriamo per un tsunami culturale che li spazzi via. Definitivamente.
Link: 8 marzo, la donna che crede nel centrosinistra ha sbagliato pianeta
Link: Per un 8 marzo di lotta. Non c'è rivoluzione senza liberazione della donna
per Senza Soste, Leila Chinapoli
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