Dopo la pillola del giorno dopo arriva “Ellaone”, la pillola dei cinque giorni dopo. O, almeno, si spera che arrivi anche in Italia dove, come noto, le resistenze ideologiche di natura religiosa sono ancora più forti che in molti altri paesi, “civilizzati” e non. Il farmaco ha già ricevuto il via libera dall’ Autorità europea per i farmaci e, recentemente, dalla Food and drug administration statunitense.Fin qui opera la scienza, anzi, il metodo scientifico; altrove, segnatamente da noi, comincia ad operare il fattore “V” , il metodo vaticano, in base al quale la scienza ha dignità solo in quanto subordinata alla prevalenza dell’aspetto ultramondano, cioè di dio. Le premesse di quest’approccio molto italiano le ha poste cristianamente lo stesso ministro Fazio, affermando che oltre al placet dell’Aifa, organismo tecnico-scientifico, la pratica abbisogna anche del parere del Consiglio superiore della sanità, organismo più politico, e conseguentemente molto più orientabile dai dettami ideologici del sempre nutrito stuolo di parlamentari e governativi facilmente influenzabili da oltretevere.
Da un punto di vista tecnico, la cosiddetta pillola del giorno dopo invero può avere effetto fino a tre giorni dopo il rapporto, mentre questa in itinere – cosiddetta Ellaone – produrrebbe i propri effetti, per l’appunto, anche fino a cinque giorni dopo il rapporto. La differenza con la “vecchia” e agognata RU486, sta nel non indifferente principio di funzionamento: la RU486 è un farmaco abortivo; la Ellaone, come la pillola del giorno dopo, invece rallenta considerevolmente l’ovulazione. Una difficoltà in più per contestare la nuova pillola da parte dei talebani dell’antiabortsmo; i quali, comunque, come ampiamente dimostrato, anche a costo di offendere i più elementari principi di ragione e ragionevolezza, non si fermano certo di fronte alle più basilari evidenze scientifiche.
Stavolta Giuliano Ferrara, invece di una lista antiabortista, dovrà inventarsi per le prossime elezioni politiche una lista pro ovulazione. Chissà che dallo zero virgola per cento possa arrivare almeno al risultato ad una cifra piena. Francamente non glielo auguriamo, ma nel Paese dove ancora si venera lo scioglimento del sangue di San Gennaro, non si sa mai.
Epperò, al di là di tutto, non sarebbe male che, forti dell’ancoraggio ai saldi ai principi costituzionali di libertà di scelta, di autodeterminazione, finanche di libertà di cura, decidessimo, se certi farmaci non si trovano qui da noi – magari per un discutibilissimo atteggiamento di obiezione di coscienza dei farmacisti – di ordinarli all’estero, imparando ad utilizzare meglio e più frequentemente internet. Un modo lecito per ottenere un risultato che reputiamo giusto, e per mettere vieppiù in difficoltà chi crede che la libertà sia un dono condizionato di dio, e non una profonda e consapevole coscienza maturata dal e nel nostro essere.
Stefano Faraoni
tratto da www.cronachelaiche.it
16 agosto 2010
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