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La Consulta ribadisce: il diritto all'aborto non si discute. Striscione al duomo di Livorno

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194_1Oggi, 20 giugno 2012,  la Cassazione ha ribadito che il diritto all’aborto non si discute con buona pace di tutti i cattolici infiltrati tra le fila di medici o di magistrati. La Corte era stata chiamata ad esprimersi su sulla costituzionalità della Legge 194 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese. Il quesito di costituzionalità è infatti stato sollevato dal giudice tutelare di Spoleto ed è basato sulla richiesta di una minorenne che nel comune umbro, alla fine dello scorso anno, si è rivolta al consultorio per abortire senza coinvolgere i genitori. L’organo valuterà nello specifico la legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge, relativo alle circostanze che consentono l’aborto entro i primi 90 giorni.
In tutta Italia, oggi si sono tenute manifestazioni in difesa della Legge 194. A Livorno la giornata di mobilitazione è stata organizzata dal Collettivo di genere Le Stregatte, presente per tutta la mattina al Mercato Centrale per un volantinaggio informativo. Nel pomeriggio l’appuntamento  era in piazza del Cisternone. Gli obiettivi della giornata erano quelli indicati dalla campagna "#Save194", Tribunale in primis ma alla notizia della decisione della Consulta   Duomo, dove è stato affisso lo striscione “fuori i preti dalle nostre mutande” per denunciare le insopportabili e continue ingerenze dei cattolici sui corpi delle donne. Oggi a maggior ragione. Un’iniziativa meritoria quella portata avanti oggi dal collettivo, soprattutto in questi momenti dove prevalgono dalle colonne dei giornali e media in generale altre priorità: tra suggerimenti per l’abbronzatura, come salvare le banche, fallimenti,...La giornata di oggi se non fosse stata per la rete (il tweet #save194 ha letteralmente spopolato) non sarebbe stata possibile. E’ faticoso ma tocca tenere la guardia alta e su più fronti, l’erosione dei diritti è ormai quotidiana. Non possiamo attendere che certi temi ci tocchino personalmente perché quel giorno potrebbe “non esserci più nessuno a difendermi”.

LeChi 20/06/2012

Link: Turchia, dopo le proteste Erdogan rimanda la stretta sull’aborto

Il volantino distribuito:

#SAVE194

IL DIRITTO ALL’ABORTO NON SI DISCUTE

#SAVE194

In questi giorni la Cassazione è stata chiamata ad esprimersi sulla costituzionalità della legge 194 che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese. Il quesito di costituzionalità è infatti stato sollevato dal giudice tutelare di Spoleto, ed è basato sulla richiesta di una minorenne che nel comune umbro alla fine dello scorso anno si è rivolta al consultorio per abortire senza coinvolgere i genitori. L’organo valuterà nello specifico la legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge, relativo alle circostanze che consentono l’aborto entro i primi 90 giorni. Secondo quanto dichiarato dal giudice di Spoleto, l’articolo violerebbe gli articoli della Costituzione 2 (diritti inviolabili dell’uomo), e 32 (tutela della salute). Nonché, sarebbe in particolare contrasto con quanto previsto dalla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 18 ottobre 2011 dalla quale "l'embrione umano è stato riconosciuto quale soggetto da tutelarsi in modo assoluto". Una tutela che però non era pensata per riferirsi all’aborto, ma alla ricerca sugli embrioni, e che comunque non può ledere il diritto universale alla salute delle donne.

L’ennesimo attacco all’autodeterminazione delle donne è stato sferrato. Anche se tutto questo dovesse concludersi con un nulla niente di fatto è evidente il clima di continua pressione a cui certi diritti acquisiti vengano sottoposti. Basti pensare alle continue manifestazioni dei movimenti “pro life”, non per ultimo il Family Day di Milano dello scorso 3 giugno.

E’ necessario ribadire sempre e con forza che il diritto a scegliere se portare avanti o meno una gravidanza non deve essere rivisto, né tanto meno eliminato. Parlare di uccisione del feto o di negare ad una vita di poter nascere vuol farsi carico di istanze oscurantiste legate alla concezione della vita tutta cattolica. Di fatto impedisce a tutte le donne di autodeterminarsi e di tutelare la propria salute. In uno Stato che si dichiara democratico e laico il diritto all’aborto non si discute.
Inoltre, perché tutte queste morbose energie per impedire la libertà di scelta alle donne non vengono applicate nella diffusione dei contraccettivi? Quello che davvero deve essere messo in discussione è la totale assenza di vere e proprie campagne di sensibilizzazione alla contraccezione in generale.

IL DIRITTO ALL’ABORTO NON SI DISCUTE
COSTI PIÙ BASSI PER I CONTRACCETTIVI
PIÙ INFORMAZIONE LIBERA E LAICA SULLA PREVENZIONE!

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