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Pina Bausch ci lascia alla rivoluzione dei corpi

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pina_bausch.jpgLa coreografa tedesca Pina Bausch, autrice di una rivoluzione nel linguaggio della danza moderna, ci lascia a 68 anni, dopo che qualche giorno fa le era stato diagnosticato un tumore.

http://www.youtube.com/watch?v=dtqrqjERhkQ

Pina Bausch, direttrice artistica del teatro danza di Wuppertal, è diventata famosa in tutto il mondo per le sue performance d’avanguardia e per le coreografie in cui si fondono danza e suoni. Ha rivoluzionato l'idea classica e moderna di balletto in nome di un teatro totale, i suoi spettacoli hanno emozionato il pubblico in tutto il mondo.

Come ricorda il manifesto nell’edizione odierna “[…]Un linguaggio che dopo di lei è divenuto patrimonio comune, strumento collettivo perché ha unito e miscelato per sempre gli strumenti della rappresentazione, con tutte le loro possibilità, la loro storia, i loro segreti, con quello del corpo, della sua libera espressione, della sensuale padronanza. Qualcosa che riguarda tutti, e che tutti, volendo, possono usare ed esprimere.
Il suo è stato un assoluto teatro della seduzione. Del dolore quando questa non si realizza e non conquista l'altro; del piacere quando la vicinanza dei corpi scatena energie e fiamme che possono diventare incontrollabili. Detto così potrebbe risultare pura retorica, ma chiunque abbia visto uno dei suoi mille spettacoli, sa che c'era dentro un eros, un ineffabile afflato fisico che a volte poteva risultare perfino inconfessabile. Una visione del corpo femminile e di quello maschile poetica e realista, che non nascondeva il conflitto tra i generi, ma anzi ne esaltava la potenza che, differenziandoli, rendeva merito ad entrambi. Laica ed egualitaria, totalmente emancipata nonostante l'apparenza da distinta fraulein, la bellissima Pina aveva una saggezza sorniona, un sesto senso ineluttabile per capire situazioni oscure o indagare oltre la patina dell'esteriorità.
Ne fanno fede i suoi tanti spettacoli dedicati ognuno a una città (a parte Roma che ne ebbe due, Viktor capostipite del genere, e poi Oh Dido). Per decine d'anni ha disegnato il proprio personale atlante, visitando instancabilmente (e senza accusare mai stanchezza e stress), e approfondendo ogni volta con i suoi danzatori/attori, una realtà, un paese, una cultura. Con immagini «ingenue» alternata ad altre forti, molto forti, che hanno fatto epoca. Lei era così, in grado di mescolare il carnale e l'etereo, il quotidiano e il sublime, e di farti danzare tutto questo davanti agli occhi, mentre l'orecchio s'incantava ad un flusso che, mixandoli, rovesciava il nord e il sud del mondo. E le scene allusive e scultoree (prima di Rolf Borzik e poi di Peter Pabst, entrambi suoi fidi, come la costumista Marion Cito) bloccavano quegli attimi in scatti dell'eternità.[…]”

Pina Bausch è andata in scena quindici giorni fa, per l'ultima volta.

Pina Bausch — nata nel 1940 a Solingen — ha collaborato con registi del calibro di Federico Fellini e Pedro Almodovar. Ha ricevuto tantissimi riconoscimenti. Alla notizia della sua morte il vice-cancelliere tedesco Frank-Walter Steinmeier ha detto in una nota: “come nessun altro, era stata in grado di rompere con le strutture tradizionali della danza, di modernizzare il balletto classico e di dare vita a un suo proprio stile”.

Pina Bausch ha iniziato a studiare danza all’età di 14 anni alla Folkwang School di Essen, dove si è formata con diversi insegnanti, tra cui il coreografo espressionista tedesco Kurt Jooss. Nel 1960 era andata a New York per studiare alla Juilliard School, nel 1962 tornò in Germania dove divenne solista nel Folkwang Ballett e nel 1973 diventò direttrice artistica e coreografa della compagnia di teatro-danza di Wuppertal.

 

Ps.

Un ricordo molto particolare e affettuoso viene anche da quelle compagne di Pisa che hanno giocato con il suo nome e la sua fantasia scegliendo, qualche anno fa, come nome per il loro collettivo femminista quello di peppina bausch.
 
Per Senza Soste, Leila Chinapoli
 
1 luglio 2009
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