Nel pomeriggio di oggi alcune centinaia di donne si sono ritrovate davanti alla caserma dell'Arma dei Carabinieri nel quartiere Quadraro di Roma, per chiedere a gran voce lo smantellamento della struttura, a seguito della denuncia di una trentaduenne in stato di fermo, alcuni giorni fa, di essere stata stuprata da tre carabinieri e un vigile urbano.
La mattinata era già iniziata con due appuntamenti, uno a Piazza dei Tribuni e uno alla metro Lucio Sestio: le iniziative si sono susseguite per tutto il giorno con blocchi del traffico, volantinaggi nei mercati e momenti di controinformazione.
Le due manifestazioni si sono poi ricongiunte e, dopo un corteo per le vie del X Municipio di Roma, hanno raggiunto la caserma in questione.
Immediato è iniziato fittissimo il lancio di uova, arance e fumogeni alla volta dell'edificio, per dimostrare ancora una volta la rabbia delle donne che, ancora oggi, sono troppo spesso vittime di violenza, soprattutto tra le mura domestiche.
Le manifestanti hanno richiesto a gran voce che la caserma venga destinata a scopi sociali, la rimozione immediata dall'arma dei protagonisti dello stupro, ma anche le dimissioni del sindaco Alemanno, le cui politiche securitarie e razziste che cercano di convincere l'opinione pubblica che le responsabilità per le violenze sulle donne siano da ricercarsi nel degrado e nell'immigrazione clandestina, hanno dimostrato, per l'ennesima volta, di essere fallaci.
Significative le parole d'ordine lanciate per la giornata di oggi, che recitano "Carabinieri/sicurezza. Meglio insicure che violentate".
Link: Sullo stupro di una donna in una caserma dei Carabinieri a Roma
tratto da www.infoaut.org
5 marzo 2011
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