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CITTA' DEL VATICANO - Aborto, devastazione dell'ambiente e violazione
dei diritti umani. Ma anche causa della sterilità maschile. La pillola
anticoncezionale, quella comunemente usata dalle donne di tutto il
mondo, torna sul banco degli imputati. A muoverle accuse di crimini
gravi e finora sottovalutati o ignorati è un articolo dell'Osservatore
Romano firmato dal presidente della Federazione Internazionale delle
associazioni dei medici cattolici, Pedro José Maria Simon Castellvi.
Nell'articolo, intitolato "L'Humanae Vitae, una profezia scientifica",
l'esperto cattolico non parla della pillola abortiva RU486, ma
dell'anticoncezionale che fu vietato nella controversa enciclica
firmata nel luglio 1968 da Paolo VI, dedicata alla regolazione delle
nascite. Ispirandosi a quel testo "profetico", l'associazione
internazionale dei medici cattolici ha redatto un documento di un
centinaio di pagine, sintetizzato, nei suoi punti principali, dal prof.
Simon Castellvì sul giornale del Papa.
Anche la pillola a
basso dosaggio ormonale - si legge sull'Osservatore Romano - "funziona
in molti casi con un effetto abortivo" ed ha comunque "conseguenze
devastanti sull'ambiente"in quanto il rilascio di "tonnellate di
ormoni" (attraverso le urine femminili ndr.) è una delle cause
dell'infertilità maschile in Occidente. I mezzi contraccettivi -
incalza il medico cattolico - "violano" almeno cinque importanti
diritti dell'uomo: "il diritto alla vita, il diritto alla salute, il
diritto all'educazione, il diritto all'informazione (la loro diffusione
avviene a discapito dell'informazione sui mezzi naturali) e il diritto
all'uguaglianza fra i sessi (il peso dei contraccettivi ricade quasi
sempre sulla donna)".
Il che non è poco - fa osservare
l'articolo - se si pensa che la comunità internazionale ha appena
celebrato i 60 anni della Dichiarazione universale a difesa dei diritti
dell'uomo.
Elisa Pinna
tratto da www.ansa.it
3 gennaio 2009
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