Giornata shock sui rifiuti: a Firenze il Tar blocca l’inceneritore, ad Arezzo arrestato il direttore di Ato Sud

no-incMentre sul Tirreno di Livorno di questa mattina si continua a sponsorizzare Retiambiente e Ato Costa (cioè la privatizzazione del settore rifiuti e realtà gemella di quella per cui ad Arezzo hanno arrestato il direttore) e mentre alla Leopolda Renzi ribadisce la sua politica del fare (inceneritori da far costruire e gestire da aziende quotate in borsa), sui territori la realtà è ben diversa. A Firenze il TAR blocca la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini se prima non si fanno le opere di compensazione (converrà adesso costruirlo ugualmente?) mentre ad Arezzo la Guardia di Finanza ha arrestato il direttore di ATO sud che ha fatto la gara per la privatizzazione della gestione dei rifiuti. Una giornata nera per chi promuove queste forme di gestione e smaltimento rifiuti. redazione, 9 novembre 2016
Stop all’inceneritore a Sesto Fiorentino.
Lorenzo Falchi: “Una vittoria di tutti. Ora tocca alla politica”

Il Tar della Toscana ha annullato l’atto emanato dalla Città metropolitana di Firenze per consentire la costruzione dell’impianto di Case Passerini, alle porte del capoluogo toscano.

La comunicazione è arrivata dall’avvocato Claudio Tamburini, riporta Ansa.it, uno dei legali del ricorso contro il termovalorizzatore, presentato da Wwf, Italia Nostra e Forum ambientalista, al quale si sono unite in corso d’opera altre sigle e il Comune di Sesto Fiorentino.

“I magistrati amministrativi hanno stabilito di annullare l’autorizzazione unica, provvedimento con il quale si poteva dare il via ai lavori, riscontrando illegittimità nella procedura – avrebbe spiegato Tamburini – In sintesi, non è stato coinvolto il Comune di Sesto, con il quale doveva essere stilato secondo le norme un accordo di copianificazione, ed invece questo ruolo è stato completamente ignorato”.

“È arrivata questa mattina in Comune copia della Sentenza del Tar sulla realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini. Il Tribunale ha accolto il ricorso delle associazioni, dei comitati e del Comune di Sesto. Ora tocca alla politica, che non può più nascondersi dietro gli è tutto già deciso – fa sapere il sindaco del Comune di Sesto fiorentino, Lorenzo Falchi – Una vittoria di tutti: dei comitati e dei promotori dei ricorsi, del nostro Comune ma in particolare dei tanti abitanti della piana fiorentina che non vogliono l’inceneritore e auspicano un futuro più sostenibile“.

Subito arriva anche il commento di Mamme No Inceneritore: “Quello che per molti sembrava impossibile è successo: il Tar della Toscana ha annullato l’Autorizzazione Unica per la costruzione dell’inceneritore di Firenze (da loro chiamato Termovalorizzatore di Case Passerini) – si legge sulla loro pagina Facebook – Questo vuol dire che i lavori non potranno partire! Questo vuole dire che… #unvisifafare!”.

***

E’ una notizia “esplosiva” che premia un movimento di protesta e di proposta che dura ormai da 17 anni.

Zero Waste Italy che aveva definito questa battaglia come la “Stalingrado degli inceneritori” e che è stata determinante per un innalzamento del livello di consapevolezza della popolazione che è culminato in una manifestazione di circa 20.000 persone nel maggio scorso partecipa alla gioa di questo verdetto che se non dà ancora un colpo di grazia all’inceneritore (ci sarà sicuramente un ricorso al Consiglio di Stato da parte dei perdenti) ne affossa in modo irreversibile il già scadente appeal e sensatezza.

L’autorizzazione varata in un giorno agostano (era il 6 agosto!) “l’è tutta da rifare!” come da quasi due decenni stanno dicendo gli “odiati” (da Renzi e Nardella) comitati, associazioni e movimenti Rifiuti Zero.

La linea tenuta dalla vertenza e cioè “nessun rischio è accettabile se è evitabile”; il problema si può risolvere adottando la strategia di successo Rifiuti Zero senza realizzare un inquinante e costosissimo inceneritore per imporlo (e farlo pagare con la TARI) alla popolazione?

Un ringraziamento all’avvocato Claudio Tamburini amico di molte battaglie che ha curato il ricorso, alle “Mamme no inceneritore” che hanno dato una marcia in più alla mobilitazione e a tutti coloro che hanno collaborato anche a livello internazionale a questo  risultato (Paul Connett e a tutta la fondazione Zero Waste Europe).

Dopo la vittoria di un sindaco noinc a Sesto Fiorentino (che ha firmato il determinante Protocollo Rifiuti Zero di Zero Waste Italy ancora più cocente si fa lo smacco di Renzi, Hera e di Galletti che hanno fatto di tutto per imporre l’operazione bocciata dal TAR).

Senza la gente non si decide niente! Questi impianti nocivi “scivolano” sulle “bucce di banana” quando la mobilitazione dei cittadini entra in gioco.

Ora occorre marciare verso Rifiuti Zero non solo sulla piana ma a partire dal comune di Firenze.

E’ stato un onore anche a livello personale aver speso ore ed  ore di “passione” per contribuire con i cittadini a fermare questa scelleratezza.

Questo è un esempio che ci insegna anche quale sia strada per chiudere con  la stagione degli Sblocca Italia e degli articoli 35.

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero waste Italy

http://www.zerowasteitaly.org/il-tar-azzera-lautorizzazione-allodiato-inceneritore-di-case-passerini-alle-porte-di-firenze/

9 novembre 2016

***

Rifiuti, arrestato il direttore dell’Ato Toscana Sud. Inchiesta per corruzione

tratto da http://www.arezzonotizie.it/cronaca/arrestato-il-direttore-dellato-toscana-sud-inchiesta-per-corruzione/

seitoscana raccoltarifiutiIl direttore dell’Ato Toscana Sud è stato arrestato questa mattinaa dagli agenti della guardi di finanza di Firenze per un’inchiesta della procura del capoluogo di regione per turbativa d’asta e corruzione. L’operazione ha preso il nome di “Clean city”.

L’Ato Toscana Sud è l’autorità che si occupa del servizio di gestione integrata dei rifiuti per le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Per il direttore, Andrea Corti, originario di Montevarchi, ma residente a Firenze, sono scattati gli arresti domiciliari, contemporaneamente tre professionisti toscani si sono visti arrivare l’interdizione dai pubblici uffici.

L’inchiesta ha al centro l’appalto ventennale di circa 3,5 miliardi di euro vinto da Sei Toscana per la gestione completa del ciclo dei rifiuti nelle tre province. Secondo gli inquirenti il bando era strutturato per favorire quel raggruppamento di imprese capeggiato da Siena Ambiente. Dalle indagini della Fiamme gialle sarebbe emerso un sistema di “commistione tra controllori e controllati.

Gli inquirenti, in conferenza stampa hanno spiegato come gli indagati avevano concordato preliminarmente i dettagli della procedura e la stesura materiale dei documenti necessari, con un bando costruito su misura per favoriree il raggruppamento con a capo Siena Ambiente e per scoraggiare altri possibili concorrenti nel settore della gestione dei rifiuti.

L’appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Progetto Sei, composto da Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese. Sempre secondo le risultanze investigative il direttore generale dell’Ato Toscana sud avrebbe ottenuto guadagni illeciti per oltre 380mila euro, tramite compensi che figuravano come consulenze, prestazioni d’opera professionale o altri costi tipo rimborsi spese. L’indagine, come hanno evidenziato il procuratore Giuseppe Creazzo e il procuratore aggiunto Rodrigo Merlo, è scaturita da una segnalazione anonima molto dettagliata, “con particolari che non si potevano trascurare”.

E’ un lancio dell’agenzia Ansa a riportare anche le dichiarazioni del procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo e di quello aggiunto Rodrigo Merlo:

“Questa è un’altra tappa del tentativo di combattere la corruzione in ambito pubblico, fenomeno da cui pare che nemmeno in Toscana si sia immuni”: è il commento del procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo all’inchiesta sul maxi appalto da 3,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti ad Arezzo, Siena e Grosseto, che ha portato all’arresto del direttore generale dell’Ato Toscana sud e all’interdizione dai pubblici uffici di 3 professionisti, tra cui un avvocato fiorentino. “Il direttore generale dell’Ato Toscana sud – ha spiegato Creazzo – ha fatto mercimonio delle proprie funzioni pubbliche al fine di favorire un intreccio di intese davvero sconcertante a vantaggio dell’aggiudicatario dell’appalto e traendone vantaggi personali. Ha agito nonostante le incompatibilità funzionali. Controllati e controllori agivano insieme per raggiungere il risultato comune di far ottenere l’appalto ad un preciso raggruppamento di imprese”. Il procuratore aggiunto di Firenze, Rodrigo Merlo, parlando delle indagini della guardia di finanza, ha riferito che “l’inchiesta è partita dalla nota di un anonimo indirizzata a questa procura, alla Gdf e alla Corte dei conti. Sono scritti che spesso non vanno molto al di là del pettegolezzo quelli anonimi, ma stavolta c’erano informazioni di dettaglio che non potevamo trascurare. Così la guardia di finanza, partendo da fonti aperte, materiali reperiti su Internet, ha dato il via alle indagini“, iniziata nel 2014, mentre la gara di appalto era stata bandita nel 2010 e assegnata nel 2013. “E’ emerso che l’appalto ha favorito un privato da parte di una realtà pubblica – ha aggiunto Merlo – quando invece sarebbero dovuti sussistere criteri di imparzialità per evitare commistioni e conflitti di interessi”.

9 novembre 2016

Previous Trump, chi altro?
Next Ato sud: arresti e bollette alle stelle. Lo stesso percorso che qualcuno vorrebbe far fare ad Aamps

You might also like

Livorno

Premiati per forza. La lotta dei docenti del liceo Enriques di Livorno contro il bonus per merito

Grande scalpore ha destato la mobilitazione sostenuta da molte scuole nello scorso anno scolastico contro il bonus per merito, una delle novità più contestate della “buona scuola” renziana. In molti

Città

Usb: osservazioni sui prossimi appalti pubblici

Osservazioni in merito al prossimo bando di gara per i servizi affissioni e riscossione dei tributi minori. Come noto ormai da un paio d’anni, il Comune di Livorno intende unificare

Città

Darsena Europa, un altro grave rinvio

Da un pezzo eravamo informati del possibile (oggi possiamo dire che è certo, se non certissimo), ennesimo differimento della gara per l’agognata darsena o piattaforma Europa di Livorno, che, del