Gli operai del Goldoni scioperano: “No a xenofobi ed omofobi in teatro”

Sciopero al Teatro Goldoni Livorno indetto da operai e personale tecnico iscritti a USB e Cgil in occasione dell’iniziativa di Lorenzo Gasperini, candidato xenofobo, omofobo della Lega Nord di cui ci siamo occupati anche i giorni scorsi.

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Ecco la proclamazione di sciopero per la giornata di domani.

***

Spettabile

Fondazione Teatro della città di Livorno “Carlo Goldoni”

Direttore generale
Marco Leone

Cooperativa Itinera

OGGETTO: Proclamazione di sciopero per giovedì 1 marzo

Con la presente siamo a proclamare sciopero, dalle ore 17 alle ore 23, per tutti i lavoratori e le lavoratrici del Teatro Goldoni del settore tecnico.

La RSU unitaria, le organizzazioni sindacali presenti e i lavoratori e le lavoratrici del Teatro Goldoni hanno deciso di scioperare a causa del comizio politico, che si svolgerà all’interno del maggior teatro cittadino, di Lorenzo Gasperini, esponente della Lega Nord locale.

Ci teniamo a specificare che non siamo interessati ad entrare nel merito della campagna elettorale. Non è la presenza di un partito come la Lega Nord il nostro problema.

Non siamo di certo noi a dover scegliere o giudicare quali siano i soggetti legittimati ad organizzare iniziative elettorali all’interno del Teatro, ma al di là delle posizioni politiche di ogni singolo lavoratore e lavoratrice, vi è un sentire morale che ci vede tutti uniti e al quale non possiamo sottrarci.

A distanza di una settimana da una splendida iniziativa sull’olocausto e sul fascismo non abbiamo intenzione di prestare il nostro lavoro per permettere lo svolgimento di un’iniziativa nella quale parlerà il sopraccitato Lorenzo Gasperini. Personaggio che non ha mai nascosto le sue simpatie verso il regime fascista. Sono famose le sue dichiarazioni violente contro i gay, i ROM e le donne (chiamate cagne). Famosa la sua dichiarazione in cui incitava il partito neofascista Casapound a prendere le armi.

Siamo convinti che il Teatro debba essere un luogo democratico e aperto. Un luogo di incontro in cui la cultura e l’arte possano esprimersi liberamente senza alcuna barriera sia essa politica, etnica e di nessun altro genere. Sotto il regime fascista non era così e perciò, in nome della democrazia, non possiamo accettare che si possano dimenticare questi principi fondanti la nostra Costituzione.

Cordiali Saluti,

La RSU

Michele Rombolini 
Massimiliano Iovino 
Lorenzo Scalsi

Le organizzazioni sindacali

Usb Livorno
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