Negli ultimi tempi c'è stata una grossa attenzione e molte decisioni a dir poco scioccanti sull'età pensionabile. Ma la questione previdenziale è molto più articolata e la sinistra appare in netto ritardo di analisi. Senza voler toccare gli aspetti degli ammortizzatori sociali che pure sarebbero fondamentali, soprattutto nell'estensione alle categorie che ne sonoescluse, la questione previdenziale può essere articolata a vari livelli: chi paga, quanto paga, chi e in che parte ne beneficia, quando ne beneficia e in che misura. In questo l'età pensionabile è un elemento molto importante ma non l'unico, e forse neanche il più importante.I bilanci INPS appartengono ai grandi misteri italiani, ma ci sono persone non accusabili di essere di sinistra che li hanno analizzati.
http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/28/Inps_conti_segreti_categor ia_per_ce_0_100628026.shtml
con importanti integrazioni qui:
http://www.morningstar.it/it/news/article.aspx?lang=it-IT&articleid=90253&ca tegoryid=426
Gli articoli non sono eccessivamente tecnici, ma una breve sintesi con alcuni commenti può essere comunque utile.
Va inoltre tenuto conto che in questo settore sono confluiti i dirigenti aziendali ex-INPDAI (pensione media 50.000 euro), vecchi fondi per trasporto pubblico locale, dirigenti e addetti del vecchio settore elettrico e telefonico. Senza questi l'attivo sarebbe di 10 miliardi.
Sempre su questo settore qualche mese fa Confindustria aveva diffuso la notizia un filino tendenziosa che ci fosse un disavanzo patrimoniale di 118,8 miliardi (stabile). Roba da brividi, verrebbe da dire. Si erano però dimenticati di conteggiare il fondo per le prestazioni temporanee è parte integrante del fondo del lavoro dipendente, in avanzo di 176 miliardi (in crescita). La situazione patrimoniale del settore lavoratori dipendenti puri è in effetti in attivo per circa 58 miliardi.
La gestione separata (1,7 milioni di lavoratori) ha attivi ancora più alti. Nel primo articolo si parla impropriamente di parasubordinati, che in effetti sono solo una parte della gestione separata. Si tratta essenzialmente dei precari del settore privato e dei lavoratori autonomi non protetti. L'attivo è di 7,7 miliardi, a fronte di pensioni medie di 1.400 euro L'ANNO su cui pagano un ulteriore 26% di contributi previdenziali. Il passivo viene dagli altri settori, ossia coltivatori diretti, mezzadri e coloni e dagli artigiani, e in misura molto minore i commercianti. I lavoratori agricoli (coldiretti, coloni e mezzadri) sono sotto di 4 miliardi, gli artigiani di 4,2 e i commercianti di 850 milioni. Su preti cattolici e parassiti di altre religioni ci sono i dati del 2009, ma nel 2008 il buco era di 114 miliardi per pagare le pensioni di circa 14.600 preti cattolici ma anche ebrei, protestanti, testimoni di Geova, induisti e buddisti. Non avendo risentito della crisi non dovrebbero esserci grosse modifiche nel salvaguardare il corpo di coloro che pensano alle nostre anime.
Su quanto si riceve.
Certo, non si tratta di un obiettivo a breve, ma sarebbe utile per smascherare le falsità sia di destra che di sinistra.
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