IMU-Tasi sul rigassificatore di Livorno. Fantasie politiche o equità fiscale?

Riuscirà il Comune di Livorno a riscuotere gli oltre 30 milioni (compresi di arretrati e sanzioni) richiesti a OLT per sanare la propria posizione tributaria? Al momento pare molto difficile ma in questi giorni sono successe molte cose interessanti. Proviamo a riassumerle e a fare delle ipotesi

L’applicazione IMU-Tasi all’impianto di rigassificazione OLT Toscana ha tenuto banco in questi giorni alimentando il consueto derby propagandistico fra Pd e 5 Stelle. IN questo articolo, al di là delle polemiche, cerchiamo di capire se questa applicazione e i conseguenti introiti possono essere una prospettiva reale oppure è solo un’ipotesi trasformata in guerra di propaganda. Partiamo da un punto: valutata la giurisprudenza e la dottrina del settore appare come un’ardua impresa ma il fatto la Guardia di Finanza e successivamente il Comune abbiano ritenuto applicabile l’imposta che, arretrati compresi, fa sì che si debba lavorare per una solida normativa che possa fare in modo di poter avere una maggiore equità fiscale e che i grandi colossi energetici debbano pagare somme ingenti ai territori che li ospitano.

La richiesta del Comune di Livorno a OLT segue quella del Comune di Porto Viro (Rovigo) che aveva già imboccato questa strada. Gli arretrati da pagare richiesti sono 33,2 milioni che scenderebbero a 23 se OLT decidesse di pagare entro 60 giorni.

Il Comune di Livorno si è mosso dopo la comunicazione arrivata il 27 giugno 2017 dalla Guardia di Finanza in cui si afferma che Olt avrebbe dovuto corrispondere l’Imu al Comune dalla data dell’entrata in funzione del rigassificatore (22 dicembre 2013). OLT da parte sua ha risposto di non dovere nulla perché il Terminale Olt è un galleggiante iscritto al Registro navale della Capitaneria del Porto di Livorno, e non una piattaforma (riferimento ad una sentenza che aveva costretto una piattaforma a largo della costa teramana a pagare).

Questo è il quadro tecnico e politico di questi giorni. Ma andiamo a vedere nel dettaglio cosa concretamente è successo in parlamento e cosa potrà succedere.

Il Comune di Livorno ha già disposto nella programmazione delle proprie entrate l’ingente somma. L’euforia fiscale però si è sgonfiata in poco tempo con la presentazione di un emendamento ad hoc alla Legge di Bilancio 2017 per rendere esenti piattaforme e rigassificatori (per la parte industriale) dall’ambito di applicazione dell’imposta comunale. L’emendamento è stato inserito dal Senatore Giorgio Santini capogruppo Pd in Commissione Bilancio. Se la imminente legge in approvazione entro fine anno farà sua questa norma gli impianti a mare pagheranno solo per le parti di residenza e ad uso civile che insistono sul manufatto. Con questa eventuale disposizione però si annovera un impianto, galleggiante soltanto ancorato come appunto un rigassificatore, a far parte di un elemento patrimoniale su cui può ricadere comunque un’imposta comunale, e questo rappresenta un precedente rispetto alla sentenza della Cassazione relativa alle sole piattaforme petrolifere.

E’ importante però fare un passo indietro e chiarire il perché di un’imposta, su cosa viene applicata e per quali soggetti, nel caso specifico l’IMU-Tasi.

In origine la logica del fisco è nata e si è specializzata sul perseguimento di qualsiasi valore positivo venisse a prodursi sia in termini di reddito (lavoro o rendite finanziarie) che patrimoniali (valore potenziale del bene in sé), da qui appunto la rendita catastale anche in caso che non esista il fabbricato ma un terreno abbia la possibilità di ospitarlo. Quindi il Fisco va a caccia di valori che emergono sul territorio di competenza.

L’impianto Olt di rigassificazione è produttivo e lo fa restando nella solita posizione, cioè non fa reddito muovendosi come una nave. Il rigassificatore off shore galleggia ma ha un collegamento con la terraferma attraverso una tubazione che è talmente strategica che senza la piattaforma costantemente ancorata perderebbe il suo valore. Quindi già come criterio di fondo siamo nella circostanza dell’impianto in completo posizionamento, inoltre il fatto che sia a 12 miglia non lo esenta dal ricadere nella competenza della zona economica esclusiva che si spinge fino alle 200 miglia se il mare lo permettesse. La somma calcolata è di oltre 23 milioni di € e probabilmente è stata quantificata sulla base del fatturato al lordo degli ammortamenti essendo impossibile fare un calcolo sui valori catastali che per l’impianto ormeggiato al largo delle 12 miglia dalla costa non esistono proprio. L’impianto è solo iscritto nel registro idrografico della Marina.

I presupposti territoriali e le potenzialità di generare reddito però ci sono nonostante l’accatastamento dell’impianto di fatto non esista. Su questo ha giocato il colpo di mano tramutatosi in emendamento alla Legge di Stabilità 2017 sostenuto dal senatore di escludere piattaforme e impianti di rigassificazione dall’ambito di applicazione di IMU-Tasi. Così essendo effettivamente la normativa non proprio definita, il PD con una improvvisata forzatura alla logica di imposizione fiscale ha tolto il vin dai fiaschi in modo cruento esplicitando nel dettaglio l’esenzione per la parte industriale dell’impianto. E’ possibile, però, che in via di approvazione qualche problema di razionalità giuridica emerga e metta in evidenza solo la reale volontà politica di favorire al massimo l’azione imprenditoriale di grossi soggetti economici nel settore dell’energia.

Sull’altra sponda i 5 Stelle che non possono pensare di ritenere certa una posta in entrata solo per il fatto che la Guardia di Finanza ha fatto un calcolo. Ci sono casi in cui la GdF sbaglia o perde i ricorsi specialmente quando siamo in circostanze normative non proprio definite. Per assurdo la norma Pd fatta per esentare andrebbe proprio a dichiarare applicabile anche su un rigassificatore all’àncora un’imposta comunale. Un precedente su cui lavorare davvero per arrivare ad un’equità fiscale.

Il Sindaco Nogarin, ovviamente, ha utilizzato a livello mediatico il tutto per ottenere il massimo del riconoscimento. Sarebbe opportuno comunque che si portassero in discussione in Parlamento tutti quei punti che potrebbero rendere più definita la normativa oppure estendere l’ambito di applicazione dell’IMU-Tasi anche agli elementi patrimoniali a carattere stabile non iscritti al catasto. L’assist del Partito Democratico era ghiotto ed il sindaco lo ha sfruttato, ma sa bene che per ottenere qualsiasi riconoscimento e poterlo mettere a bilancio, serve una normativa chiara che non venga sottoposta a mille ricorsi e rinvii quindi, purtroppo, quei soldi al momento non entreranno nel bilancio cittadino. Fra l’latro è bene ricordare che quei soldi sono già nostri, visto che il rigassificatore lo paghiamo noi in bolletta.

redazione, 2 dicembre 2017

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