Incredibile a Scapigliato: chi più inquina meno paga

Tra le oltre 300 osservazioni già pervenute alla Regione Toscana contro il progetto di ampliamento della discarica di Scapigliato, sono presenti anche quelle elaborate dal Comitato Rifiuti-zero Cecina, che aderisce al Coordinamento provinciale Rifiuti-zero.
In particolare, vengono indicati tra gli altri alcuni aspetti che riteniamo di notevole gravità:
1) l’atto dirigenziale n. 159/2012 della Provincia di Livorno prevede che “all’esaurimento della volumetria autorizzata il gestore dovrà avviare la procedura di chiusura” e non certo chiedere una nuova autorizzazione per abbancare altri 6 milioni di tonnellate;
2) il Piano regionale prevede una sostanziale diminuzione dei rifiuti urbani e speciali conferiti in discarica, oltre alla nascita di filiere del riciclo dei rifiuti speciali, contrastando quindi nettamente con il progetto di ampliamento a Scapigliato;
3) i conferimenti richiesti risulterebbero superiori all’intero fabbisogno di tutta la Toscana costiera (ATO), senza contare la costante tendenza regionale di diminuzione dello smaltimento dei rifiuti speciali, calato del 33% in 7 anni;
4) la convenzione firmata da ATO Costa e REA Impianti il 14 marzo 2017 prevede prezzi di conferimento in discarica che si riducono con l’aumento dei conferimenti annuali: partendo da un costo di 75 euro a tonnellata si procede a scontare il prezzo fino a 65 euro a tonnellata man mano che i conferimenti aumentano! Questo criterio può essere definito “chi più inquina, meno paga” e distorce il sistema di gestione dei rifiuti sfavorendo le pratiche prioritarie virtuose indicate dalla normativa nazionale, europea e regionale, compensando in tutto o in parte le penalizzazioni tariffarie applicate dalla Regione per i conferimenti in discarica.
Per tutti questi motivi e per molti altri indicati nelle osservazioni presentate, continuiamo a chiedere con forza che REA Impianti ritiri il progetto e ne presenti uno realmente rivolto alla chiusura della discarica ed allo sviluppo di impianti di recupero e riciclo dei materiali, come era stato assicurato ai cittadini: non si può prescindere da una diminuzione progressiva dei conferimenti autorizzati dalla Regione, fino ad arrivare a zero nel più breve tempo possibile.
Coordinamento Provinciale Rifiuti Zero Livorno
18 maggio 2017
***

MEDICINA DEMOCRATICA
Movimento di lotta per la salute
Sezione di Livorno e della Val di Cecina

Alla Regione Toscana

Premesso che

Alla Regione Toscana

Oggetto: osservazioni oppositive alla richiesta di REA impianti srl Unipersonale Rosignano per l’ampliamento e la modifica sostanziale della discarica di Scapigliato.

Premesso che

Quello presentato da REA è un progetto di raddoppio della discarica in oggetto, con aggiunta oltretutto di un biodigestore ad alto rischio ed alto impatto ambientale, e una sezione dedicata al ricevimento di rifiuti contenenti amianto; si descrivono brevemente sotto i motivi di opposizione.

Inquinamento dell’acqua  

  • La discarica, in attività dal lontano 1982, nata come discarica provvisoria e riservata al comprensorio, poi estesa a tutta la Toscana per convenienze bipartisan (Comune e Regione), non avrebbe mai dovuto essere autorizzata per ragioni geologiche e di pericolo per il reticolo idrico circostante ed i pozzi comunali a valle di essa, come sotto specificato;
  • Dalla Carta geologica del Comune di Rosignano, allegata al volume “La scienza della terra, nuovo strumento per lettura e pianificazione del territorio di Rosignano Marittimo” del CNR (Mazzanti, Squarci ed altri, 1985) si evince che l’area di Scapigliato non è un’area argillosa omogenea, ma una sorta di isolotto argilloso (fig. 1 e 2) in mezzo ad una rete alluvionale (ciottolosa e drenante) solcata dai torrenti Sanguigna, Motornino, Motorno, Ripaiolo recapitanti nel torrente Savalano (o Savolano) e da questo nel fiume Fine, ai cui lati a valle sono collocati i principali pozzi del Comune di Rosignano: Migliarino 1 e 2, Fabbriche, Pietricci 1-2-3, Steccaia, Passo Caprioli (fig. 3)
  • Un’area a monte di pozzi pubblici (particolarmente importanti, visto che i restanti pozzi del Comune di Rosignano, nell’area di Vada, sono attaccati dal cuneo salino e inquinati da nitrati) non avrebbe mai dovuto essere autorizzata a ospitare una discarica, e tanto più oggi, ad essere raddoppiata. Si fa sommessamente notare che l’intera area della bassa val di Cecina, compresa l’area in questione, è profondamente stressata nella risorsa idrica dalla presenza dello stabilimento Solvay, che ha monopolizzato il grosso della risorsa idrica, a partire dal lago artificiale di Santa Luce (completamente prosciugato dalla multinazionale nel luglio-agosto 2012) a proseguire con la piana di Vada-Cecina (insalinazione e nitrati).

Inquinamento atmosferico

  • I precedenti gestori della discarica, nelle persone di Alessandro Nenci (contumace, Presidente REA), Montanucci Pier Angelo (contumace, Amministratore delegato REA), Lami Valerio (presente, Direttore tecnico REA) vengono condannati penalmente per aver causato “danno esistenziale” ai cittadini residenti nei dintorni della discarica.[1]

Il processo penale si è chiuso nel 2010, confermando nel terzo grado di giudizio la condanna ai tre dirigenti di REA. [2] Si evidenzia che, anche se nel frattempo i dirigenti sono cambiati, la situazione di grave disagio e danno per i cittadini è proseguita, con fasi alterne, ed aggravata da ripetuti incendi [3].

Si evidenzia che il danno ai cittadini non è stato e non è solo “esistenziale”, ma anche sanitario: il biogas di discarica infatti è solitamente composto da idrogeno solforato, mercaptani, altri gas e polveri sottili, ognuna delle quali sostanze provoca patologie. L’idrogeno solforato ad esempio, il più comune, può provocare il cancro anche a basse dosi, come testimoniano studi internazionali.[4]

Non coerenza del progetto presentato da REA con il Piano rifiuti e bonifiche della Regione Toscana

Portare i conferimenti in discarica dall’attuale 42% a un massimo del 10% dei rifiuti urbani (al netto della quota degli scarti da RD), corrispondente a circa 237.000 t/anno complessive. Risulta evidente che centrando l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata e realizzando gli interventi di adeguamento della capacità di recupero energetico come prima descritto si riduce radicalmente la “dipendenza del sistema regionale dalla discariche”.

Così recita (è proprio il caso di usare questo verbo …) il Piano dei rifiuti e bonifiche, fin dalle premesse, approvato con  delibera n. 22 del 29 marzo 2017del Consiglio regionale.

Con questa premessa, il progetto REA per essere autorizzata a ricevere circa 480.000 tonn/anno di rifiuti è fondato solo sulla previsione/volontà politica regionale di non diminuire con la stessa celerità (si fa per dire) i rifiuti speciali. Al contrario questi ultimi possono e debbono essere i primi ad essere ridotti drasticamente ad opera delle aziende che li producono, cambiando i cicli produttivi ed ambientalizzandoli. Ad esempio, si può produrre cloro e soda caustica o potassica senza l’uso del mercurio, e si può conciare le pelli senza l’uso del cromo, con la concia al tannino, molto meno impattante.

Si evidenzia che se i RSU ammontano in Toscana a 2,2 milioni tonn/anno, e stanno leggermente ma costantemente diminuendo; i rifiuti speciali, pericolosi e non, ammontano a ben  8,5 milioni tonn/anno , costituendo il vero problema/rifiuti.

Si coglie l’occasione per censurare tutta la catena decisoria in Toscana, dai sindaci ai vertici regionali, che ha ritardato più o meno consapevolmente l’adeguamento della Raccolta differenziata dei RSU al 65% entro il 2012, con forte aggravio sulla TARI dei cittadini : si  calcola che su circa 1.600.000 tonnellate/anno di RSU raccolte non differenziate[5], i cittadini paghino oltre 64 milioni di euro di addizionale, che avrebbe potuto essere evitata, con beneficio per l’ambiente, oltretutto.

Si ricorda  al proposito la Sentenza n. 83 della CORTE DEI CONTI Sez. Giur. Liguria, 27 Maggio 2013 “RIFIUTI – Raccolta differenziata insufficiente – Oneri aggiuntivi per il conferimento in discarica-  Pagamento degli oneri a carico dell’Ente – Artt. 205, c.1 e 300 D.Lgs. n. 152/2006.”

No al biodigestore

(impianto di digestione anaerobica e compostaggio forsu, per la produzione congiunta

di compost e biometano. impianto di quarantena rifiuti). Elaborato et 1b

Si premette che un impianto di Biostabilizzazione di REA fu inaugurato a Scapigliato il 30 Novembre 2015 [6] come “ultimo ed importante anello della catena dei RSU”, per il trattamento della frazione organica. Evidentemente non era “l’ultimo anello”, se ora si propone quanto sotto. La credibilità di REA scende ulteriormente, e si è legittimati a pensare che gli investimenti effettuati (anche pubblici) non servano allo scopo dichiarato.

Il nuovo impianto proposto non ha nessuna attinenza con i bisogni del territorio, come si vede dalle quantità di FORSU da trattare in progetto:

lotto 1: impianto di digestione anaerobica e compostaggio per il trattamento di

45.000 t/anno di FORSU,

 lotto 2: ampliamento impianto al fine di arrivare a trattare complessivamente

90.000 t/anno di FORSU.

Sono quantità molto rilevanti, che con il tempo e la diffusione di impianti di piccola taglia e buone pratiche locali saranno difficili da reperire in tutta la Toscana.

I biodigestori in generale sono impianti ad alto rischio esplosione ed incendio, come dimostra un’ampia casistica nazionale ed internazionale.[7] E sono impianti molto “odorigeni”, per usare il termine usato dagli estensori. Nella zona di Scapigliato non è ammissibile esporre i cittadini ad ulteriori disagi e danni, né esistenziali né sanitari, dopo quelli sanzionati dal Tribunale nel 2010, come visto sopra.

Sottoposizione alla legge Seveso 334/99, Parere preventivo del CTR (Vigili del fuoco): a pag 37 di 109 è esposto un flusso in uscita di biometano di ben 31.530.000 normalmetri cubi di biogas e biometano, con relativo stoccaggio, quantità che sottopone l’impianto alla legge Seveso 334/99 e successiva Seveso III n.105/2015 allegato 1, soglia superiore (200 nmc). Ciò prevede anche la predisposizione di un Piano di emergenza esterno all’impianto, per la protezione della popolazione e la sua informazione preventiva. A pag 99 di 109, dichiarando che l’impianto non sarebbe soggetto alla legge Seveso, si afferma, ad avviso della scrivente, un falso, o un errore, peraltro ripetuto in altra pagina.

No alla coltivazione agricola dedicata all’alimentazione del biodigestore

Non si rintraccia negli elaborati del progetto quello relativo alle aree destinate da REA alla produzione agricola di biomassa per alimentare il biodigestore. Ma è il concetto stesso che si intende mettere in discussione: il biodigestore non è pensato per affrontare  il problema dell’organico nei RSU, la cui disponibilità calerà in Toscana nei prossimi anni, ma come fonte di profitto, quindi da alimentare anche con fonti create allo scopo. In altre parole, si crea l’impianto che poi in qualche modo va alimentato, anche sottraendo terreni alla produzione di cibo per la popolazione.

REA ritiri il progetto, comunque la Regione lo respinga in blocco

Visto tutto quanto sopra, si chiede il respingimento in blocco del progetto, e l’avvio della chiusura in sicurezza della discarica, da concludersi entro il termine dell’AIA 159/ 2012. Da subito si chiede la soppressione dei codici CER più pericolosi, come i fanghi al cromo, i fanghi di escavo portuale e di bonifiche di siti inquinati e simili.

In subordine si chiede la VAS e la VIA, con coinvolgimento popolare a norma di legge, che prevedano anche l’ipotesi zero.

Per Medicina democratica onlus

Maurizio Marchi

18.5.17

  • Il 17 marzo 2006 il Tribunale di Cecina (Sentenza n. 134/06) depositata in Cancelleria il 16 gennaio 2007, giudice Ottavio Mosti) condanna “nell’esercizio dell’attività della discarica di Scapigliato, gestita dalla predetta società, non realizzando barriere frangivento lungo il perimetro della discarica (come era prescritto dalla Provincia di Livorno), non procedendo a corretta captazione e convogliamento di notevoli quantitativi del biogas sviluppato dalla macerazione dei rifiuti, lasciando invece vari pozzi del biogas incompleti e liberi di scaricare in aria il biogas accumulato e bruciato solo in parte attraverso l’accensione di “fiaccole”, provocando emissioni di biogas atte a molestare le persone viventi  nelle aree circostanti. … Svolgevano attività di gestione di una discarica senza osservare le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni all’esercizio dell’impianto ….

Non presentavano alle autorità competenti richiesta di autorizzazione concernente le emissioni diffuse  in atmosfera … costruivano all’interno della discarica due impianti di recupero energetico c.d. Rosignano 1 e Rosignano 2, provocanti emissioni di fumi di combustione, senza autorizzazione delle autorità competenti … … dispone la sostituzione della pena detentiva complessivamente inflitta a Montanucci, pari a un mese e venti giorni di arresto con la corrispondente pena pecuniaria  di euro 1.900 di ammenda; dispone la sostituzione della pena detentiva complessivamente inflitta a Nenci, pari a tre mesi e quindici giorni di arresto, con la corrispondente pena pecuniaria di euro 3.990 di ammenda … condanna Lami, Montanucci e Nenci in solido al risarcimento del danno in favore delle parti civili costituite da … cittadini residenti, per un totale di euro 123.000 per aver causato loro “danno esistenziale” tra il 1997 e il 2003. Le parti virgolettate sono tratte dalla sentenza 134/06.

[2] Il Tirreno 14 aprile 2010 Danni per i miasmi, la Cassazione riapre il caso di Scapigliato. “Una sentenza storica” esulta l’avvocato Nando Bartolomei, uno dei legali delle 27 parti civili che hanno vinto il terso round nell’annosa vertenza…..

[3] Incendio del 4.4.2014: “In seguito all’attivazione da parte del Dipartimento di Livorno, si è provveduto ad analizzare i dati

meteo disponibili nella zona attorno alla discarica in località Scapigliato, dove il 4.4.2014 tra le 4:00 e le 11:00 (ora locale legale) si è sviluppato un incendio presso il lotto 6 (area W) che ha interessato una superficie di circa 600 m2.” Fonte Arpat

Incendio del 13.4.14 : “Nella notte fra sabato 12 e domenica 13 aprile il personale reperibile di ARPAT del Dipartimento di Livorno è stato attivato dalla sala operativa dei VV FF di Livorno, che ha segnalato la presenza di un incendio presso la discarica gestita da REA Impianti in Loc Scapigliato – Rosignano M.mo.” fonte Arpat

Incendi del 28 marzo 2015 e del 21 aprile 2015 fonte La Nazione 17.9.16

[4] “Danni alla salute umana causati dall’idrogeno solforato” Maria Rita D’Orsogna,1 and Thomas Chou2 1Department of Mathematics, California State University at Northridge, Los Angeles, CA 91330-8313 2Department of Biomathematics,

David Geffen School of Medicine, University of California, Los Angeles, CA 90095-1766  (Dated: January 14, 2010)

[5] Dato ARRR Spa per il 2012

[6] Sito REA 30.11.15

[7] http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/    sugli incidenti in biodigestori si veda il sito http://www.ruralpini.it/Commenti04.10.12-Biogas-tedesco.htm

DOCUMENTO del piano conoscitivo rifiuti Delib094_Allegato A_PRB

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