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La banda della Panda Nera

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banda_panda_nera.jpgForse si ispiravano ai loro vigliacchi precedessori dandosi come segno di riconoscimento della banda un'auto italiana, fatto sta che se anche colore e modello erano diversi (e non parliamo di omicidi) qualche dettaglio accomuna la banda della uno bianca e quella della panda nera. Primi fra tutti (sfondo ormai comune a tutte le forze dell'ordine pubblico): razzismo e xenofobia.

Le violenze e il razzismo

Ispirati da odio razziale 21 persone, fra cui una dozzina di carabinieri, vigili urbani e fascisti della zona si davano come la chiamavano loro alla “caccia grossa”. In una competizione tutta interna all'arma dei carabinieri della caserma di Calcio nel bergamasco facevano a gara a chi sequestrava più stupefacenti. Si trovavano il venerdì sera e poi armati e con una panda nera con targa rubata, andavano in giro per la zona a pestare prevalentemente extracomunitari irregolari perché più ricattabili. Come da buon repertorio di ogni carabiniere in difesa della legge, i metodi delle azioni erano i soliti: pestaggi con tanto di nasi, timpani e denti spaccati. Mentre i dialoghi intercettati e resi pubblici alla stampa riprendono il lessico di ogni fascista in carriera: «’Sti marocchini, li ammazzerei tutti, non muoiono mai», «... Me ne sbatto i c. e ’sti marocchini di merda mi hanno veramente rotto i c.», «Tu sei troppo agitato, mo ti piazzo un cazzotto in testa. Da chi hai comprato? Ti porto in caserma e ti sfondo a mazzate». Alcuni di questi sono il carabiniere Danilo D’Alessandro, il vigile di Cortenuova e Andrea Merisio, il maresciallo Massimo Deidda, «Herr kommandant», come lo soprannominavano gli altri della banda.
La banda non era una gruppo chiuso, ma puntavano anche ad allargare la loro cerchia di adepti, soprattutto fra picchiatori esperti, e così se eri razzista e sapevi picchiare potevi far parte dei loro raid. «Più siamo più danni facciamo » diceva il vigile Andrea Merisio.

Questa storia ricordando Genova 2001, Bolzaneto, Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi, Gabriele Sandri e tanti altri fra cui i migliaia di immigrati subiscono pestaggi nelle caserme italiane, sicuramente non ci giunge come nuova. Ma come l'ennesima conferma che decreti razzisti e repressivi, lager di stato chiamati cpt e leggi speciali non fanno altro che avallare e legittimare un clima di razzismo di stato che è ormai interiorizzato in primis dalle forze dell'ordine del nostro paese. A quando una fiction televisiva chiamata “i pestaggi dei Carabinieri”?


Rassegna Stampa:

I raid dei carabinieri anti-immigrati (Corriere della Sera)

Raid nella Bassa: chiesti tre patteggiamenti (Eco di Bergamo)



Per non dimenticare:


http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Uno_bianca

http://www.piazzacarlogiuliani.org/

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/
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