Sull'uscita della Grecia dall'euro si sono aperte due scuole di dibattito. Rintracciabili nelle due edizioni, quella in lingua inglese e qualla in lingua tedesca, del Financial Times.
La prima, che si trova in un articolo dell'edizione inglese di pochi giorni fa, parla dell'uscita della Grecia dall'euro come il possibile avvio di una grave depressione continentale (e non solo). La seconda, presente nell'edizione tedesca del Financial Times, minimizza invece gli effetti dell'uscita dall'euro da parte del paese ellenico. Ma, attenzione, la firma di quest'ultima analisi è di Nouriel Roubini, uno degli economisti che si è fatto una fama globale prevedendo il grande crack del 2008.
Comunque vada, il punto di svolta della crisi greca è il post-elezioni del 17 giugno. La differenza o meno di vedute tra il governo che si formerà in Grecia, se si formerà, e il resto dei paesi della zona euro, le modalità di permanenza o meno della Grecia nella moneta unica saranno i fenomeni che definiranno o la precipitazione della crisi economico-finanziaria dell'area Ue o una sua neutralizzazione.
Allo stesso tempo, nel momento in cui in qualche modo si potesse neutralizzare l'innesco greco di una più vasta crisi europea, sullo sfondo c'è sempre la polveriera spagnola.
Infatti, dopo una stagione severa di tagli alla spesa pubblica, il governo di Rajoy è alle prese con il "salvataggio" di Bankia, il quarto gruppo bancario iberico che, come si vede dal lancio di agenzia Agi, ha un rosso pari a una manovra finanziaria italiana.
Per farla breve, come vediamo da questo articolo, le dimensioni economiche e finanziarie della crisi spagnola sono tali, e quindi bisognose di una politica di attenzione continentale, per cui o l'euro finisce o ricomincia su basi completamente nuove.
http://www.straitstimes.com/
Se l'innesco greco verrà neutralizzato come tale, e non è certo scontato, è quindi pronta ad esplodere la polveriera spagnola. Esplosione che toccherebbe anche l'Italia, sempre se la penisola riesce a stabilizzarsi, secondo lo scenario dettato da questo articolo
http://www.thestreet.com/
Il continente è di fronte a una lunga estate calda oppure, in alternativa, ad un autunno caldo.
(red) 29 maggio 2012
***
(AGI) - Roma, 28 mag. - Un buco da 23 miliardi e 500 milioni di euro. E' l'astronomico 'rosso' che denuncia Bankia, il quarto istituto di credito spagnolo, che sta mettendo a repentaglio la credibilita' dell'intero sistema bancario iberico. La notizia ha generato nuove preoccupazioni nel Vecchio Continente, cancellando quasi del tutto l'ottimismo generato dai sondaggi elettorali svolti in Grecia che danno vincenti i conservatori e le possibilita' che il Paese resti nell'euro. Tutte negative le principali borse europee (Milano -0,52%). Poco prima della chiusura solo Atene vola del 6,9%. Gli effetti del 'caso-Bankia' si sentono anche sugli spread. Il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si attesta a 448 punti sulla piattaforma Reuters, dopo aver toccato un top di 451. Il rendimento e' al 5,84%. Sulla piattaforma Bloomberg, che si basa su un benchmark diverso, il differenziale e' a 435 punti, dopo un massimo a quota 438. Lo spread tra Bonos spagnoli e Bund e' a 510 punti, dopo essere volato al nuovo livello record di 513 punti per un tasso del 6,46%.
Il titolo Bankia poco prima delle 17 perde il 11%, ma in mattinata aveva toccato il -29%. Ai 19 miliardi di euro di aiuti richiesti al governo di Madrid per coprire le sue perdite immobiliari se ne aggiungono altri 4,5 gia' versati dal governo spagnolo lo scorso 9 maggio per la parziale nazionalizzazione.
L'intera somma dovra' essere apportata dallo Stato spagnolo sotto forma di aumento di capitale. Fonti governative fanno sapere che una possibile soluzione potrebbe essere quella di immettere nella banca titoli del debito pubblico, che verrebbero girati alla Bce come collaterale per avere prestiti.
Il premier Mariano Rajoy ha pero' escluso contatti con la Bce.
"Non e' stata ancora presa alcuna decisione" su come finanziare Bankia, ha detto Rajoy che e' intervenuto anche sul rischio di un crack della Catalogna, per spiegare che la regione "non e' a rischio fallimento ma ha problemi di liquidita'". Il salvataggio di Bankia, ha spiegato, non ha "nessun impatto" sull'aumento dei costi di finanziamento del debito sovrano del Paese. Il premier spagnolo ha sottolineato che l'Europa "deve agire con l'idea che l'euro sia un progetto irresistibile", lasciando capire che, a suo avviso, questa determinazione non ci sia finora sempre stata. Sul salvataggio delle banche spagnole, Rajoy ha infine sostenuto che occorre attendere i risultati della revisione esterna prima di sbilanciarsi sull'entita' degli aiuti. Della questione si occupera' direttamente il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn, in occasione della presentazione mercoledi' delle raccomandazioni agli Stati membri nell'ambito del "semestre europeo". (AGI) .
| < Prec. | Succ. > |
|---|














