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Da Livorno ai campi profughi del Libano: 4° resoconto

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palestinian_kids_are_seen_sizedGli ultimi due giorni di viaggio nei campi profughi sono stati trascorsi a Damasco in Syria. Dopo un breve viaggio di circa tre ore da Beirut alla capitale siriana, siamo stati accolti in uno dei campi profughi più grandi dello stato: quello di Yarmouk nella periferia di Damasco.
Più che un campo profughi (come a Beirut) ha le sembianze di un grande quartiere periferico. La condizione dei palestinesi che vivono qui appare molto migliore rispetto a quella vista in Libano.
Nel campo sono presenti molte scuole ben attrezzate, centri ricreativi e sportivi nonchè innumerevoli attività commerciali.
In questa ultima visita siamo riusciti ad intervistare un membro del Fronte Popolare di liberazione della Palestina. Abbiamo reputato interessante chiedergli cosa ne pensa dei negoziati di pace di questi giorni e la loro posizione politica in merito.

Riporto di seguito l'intervista compelta precisando che è il frutto di una doppia traduzione simultanea.

Discussione politica con Marwan  membro dell'ufficio politico del fplp a Damasco

1)  Sui trattati di pace iniziati oggi....

Per rispondere a questa domanda ci vuole un "flashback". Israeliani e americani hanno spinto i palestinesi a questo accordo a causa del clima che si era creato
I palestinesi sono stati forzati e quindi li chiamiamo trattati indiretti perchè non rappresentano la realtà palestinese. Come partito siamo contro questi negoziati perchè non è stato chiesto il consenso popolare e quindi non sono validi. Gli iraeliani cercherano di protrarre più a lungo possibile i negoziati per poter consolidare il proprio potere e la conquistare nuove porzioni di territorio in modo da renderlo successivamente come un dato di fatto. Gli americani stanno truffando i palestinesi anche se hanno chiesto di fermare la costruzione di nuove colonie.
Netanyahu ha promesso che non costruirà nuovi insediamenti ne amplierà i vecchi se i palestinesi accetterano completamente i trattati di pace. Nonostante Fatah abbia accettato questi trattati gli insediamenti continuano ad ingrandirsi lo stesso. Israele sta accellerando i processi di confisca delle case e delle terre e non manterrà nessuna promessa fatta. Dai primi incontri informali avvenuti qualche mese fa le attività antipalestinesi non si sono interrotte e la reazione alla Freedom flottilia conferma questo dato.
Nella striscia di gaza gli israeliani continuano ad attaccare i palestinesi  in questo quadro gli Stati Uniti spingono per i negoziati volendoli trasformre a tutti i costi in negoziati "diretti"
Nonostante la grande truffa, Abù Mazen ha accettato di partecipare agli incontri. Gli americani da una parte spingono a continuare i trattati ma dall'altra nei vecchi trattati non è stato mai rispettato nulla. Il miserabile Abù Mazen vuole avere una copertura araba a questi trattati pur sapendo di avere già questo appoggio invece di fare un ragionamento democratico e parlare prima coi l'Olp e poi con i regimi arabi Abù Mazen ha fatto totalmente il contrario si può già fare un ipotesi di come potrà andare a finire il negoziato.
Abù Mazen ha ricevuto una lettera da Obama che non ha ceduto nulla per far accettare i negoziati che partiranno sui termini imposti da israele. Molti partiti hanno dato il proprio parere negativo, su un totale di 18 votanti 9 era presenti e 3 hanno votato contrariamente all'Olp. Persino Abù Ala che era stato l'ingegnere isieme ad Abù Mazen degli accordi di Oslo era assente e anche alcuni stessi membri di Fatah era contrari. Le forze di sinistra del comitato hanno detto no e una delle ragioni per cui erano contro è che l'Fplp voleva dare una valutazione politica dei negoziati visto che dal '93 l'autorità nazionale è servita solo a fare accettare gli interessi israeliani ai palestinesi
La situazione generale è che gli Stati Uniti stanno preparando un attacco o un intervento verso l'Iran, Hezbollah e verso Gaza . Questi negoziati servono per prendere tempo per preparare questo tipo di clima non sarà una cosa di domani o di quest'anno ma strada è quella sapendo che Iran, Gaza e Hezbollah non accetterano nessun trattato.
Si prepareranno ad un attacco e ancora prima alll'isolamento e anche paesi arabi moderati appoggeranno l'intervento.Tutto questo serve anche ad Isralele per ripulire la propria immagine e far vedere che sono favorevoli alla pace.
Questi negoziati che partono con un piede sbagliato sono un ulteriore tassello per questa strategia e Obama si troverà in difficoltà perchè ha molti problemi interni. Gli stessi problemi in Irak e Afghanistan dimostrano queste difficoltà. In questo quadro già distrastroso a novembre ci saranno le elezioni di medio termine e Obama ha bisogno dell'appoggio delle lobbies sioniste.

2) Due stati per due popoli....

Alcuni regimi arabi sono solo dei fantocci in mano degli americani e sono incapaci di dire di no alla volontà degli Stati Uniti. Saranno disposti a fare anche da polizia interna.
Siamo nel periodo peggiore della resistenza palestinese (sottolineato più volte) soprattutto perchè sono stati talmente indeboliti che neanche se la lidership palestinese fosse d'accordo sarebbe possibile invertire la tendenza comune. Anche perchè ormai i palestinesi sono divisi in "due stati" tutto questo ha indebolito molto la causa Stati Uniti e Isralele lo sanno e hanno cercato il momento migliore per sferrare questo attacco politico e ancora peggio i regimi arabi sono incapaci di dire no e fanno pressioni verso i palestinesi per accettare i trattati.

Per il futuro dei negoziati ci sono due possibilità e tutti e due servono interessi israeliani:

a) Avranno pieno successo, strizzeranno i palestinesi e li costringeranno ad accettare i sei punti che girano intorno alle seguenti questioni generali
1) Non ritorno dei profughi
2) Gerusalemme israeliana
3 La non creazione di uno stato palestinese e la formazione di una specie di riserva
4) Non risolvere la questione dei nuovi insediamenti israeliani

b) I palestinesi rifiutano e i negoziati si prolungano per anni

In questo caso per loro non è importante concludere subito ma prendere tempo per ultimare le operazioni di isediamento e occupazione sotto la cappa dei negoziati.

Il Fronte popolare è completamente contro ai negoziati e non bisgna fare nessun affidamento ne' verso gli Stati Uniti ne' verso i paesi arabi. Faremo una chiamata a tutti i comitati della resistenza sia dentro che fuori dalla palestina per rivalutare la resistenza e la lotta armata contro Israele.
Il marzo scorso l'Onu aveva presentato un documento ai palestinesi che era simile a quello di Isralele. Anche questo documento non menzionava nessuna delle questioni cruciali rimaste aperte e oltretutto non riportava nemmeno vecchie risoluzioni approvate. Il documento non è stato accettato

Il Fronte è stato il primo gruppo da sempre che non ha mai accetatto la distruzione totale e l'allontanamento delle comunità ebraiche in Palestina ma non hanno nessuna intenzione di accettare queste condizioni di miseria. Due stati non potranno mai esistere perchè anche se fosse rimarebbero sempre in un contesto di guerra e sfruttamento

Di fatto eistevano ebrei palestinesi da sempre. Mentre i palestinesi in israele sono stati cacciati bisogna liberare la palestina dal sionismo e non dagli ebrei, liberarla dallo stato sionista di Israele.
L'unica soluzione strategica è quella di sempre costruire uno libero stato democratico e socialista in Palestina in cui possano convivere tutte le varie religioni.
Gli israeliani hanno sempre detto, che non è possibile perchè la Palestina è troppo piccola per tutti e due... nel 15 % di territorio totale vivono l85% di palestinesi
Il problema è che il sionismo ha intenzione di creare uno stato solo per gli ebrei

3) I rapporti con i regimi arabi limitrofi nella prospettiva di uno stato libero democratico e socialista....

Il Fronte sa che una delle più grandi variabili è che il sionismo è molto forte a livello di potere e influenza su tutto il resto degli stati arabi. I regimi arabi sono consapevoli del ruolo di israele ed è anche per questo che accettano questa influenza. Il loro potere si perpetua proprio per questo (esistenza di basi americane, soldi, petrolio ecc). Israele ha sempre avuto il ruolo di frenare qualsiasi tentativo di presa di potere di forze progressiste (esempio libano) perchè secondo loro se lo stato sionista cadrà, potra innescare un effetto a catena che darà spazio a forze progressiste nell'area. Poi sarà compito di tutti liberarsi dai regimi arabi e andare avanti.

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