Ad un anno esatto dalla morte di Vittorio Arrigoni, a quasi due dall'assalto militare contro la Mavi marmara, una nuova iniziativa della Freeedom Flottillia per rompere l'assedio contro i palestinesi e bucare il muro di gamma del giornalismo embedded, da diversi anni confezionato unilateralmente contro le ragioni del popolo palestinese. Nasce così l'idea della Freedom Flytilla: 1200 partecipanti dall'Europa, dagli Stati Uniti e dall'Australia pronti a recarsi in Palestina oggi - via aerea. Fin dalle prime ore del mattino l'aeroporto di Tel Aviv è stato presidiato militarmente da più di 600 poliziotti in divisa.
E così fin dai primi arrivi all'aeroporto israeliano si sono registrati, fermi, rimpatrii obbligati e arresti per quegli attivisti che non hanno accettato di tornarsene a casa, come due gemelli italiani. Arrestati anche 30 francesi e diversi attivisti-pacifisti israeliani. Ma il dato forse più significativo è il divieto d'imbarco consumato già in numerosi aeroporti europei dove le diverse compagnie di bandiera e low-cost si sono mostrate complici ed esecutrici degli ordini dell’Autorità per l’Immigrazione e la Frontiera dello Stato di Israele. E così molti passeggeri si sono visti bloccare ai terminal di Mulhouse, Parigi, Roma, ginevra e anche Istanbul (con una Turchia che, nel nuovo scenario regionale e globale - crisi siriana - fa già dimenticare la voce grossa fatta ai tempi della prima Freedom Flottilla). Israele ha chiaramente messo pressione su queste compagnie aeree e il governo belga ha, in maniera deplorevole, collaborato a questa intimidazioni", ha commentato Jan Dreezen dell'associazione Solidarietà Palestina. Sei attivisti filo-palestinesi francesi, provenienti da Parigi, sono stati respinti dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv verso la Francia con voli di linea. All'aeroporto parigino Charles de Gaulle, sono state bloccate decine di persone. "Oggi - hanno commentato gli attivisti - il check point è a Parigi".
Al check-in d'imbarco, gli/le addetti/e delle compagnie aeree scrutavano i nomi degli avventori per verificare la loro eventuale presenza su "black-list" consegnate direttamente dallo stato israeliano. Tra questi anche il vignettista de Il Manifesto Vauro, segnalato tra i fermati all'aereoporto di Roma, ma raggiunto poi nel pomeriggio al telefono ha detto di essere "già arrivato in Israele". Dopo i divieti d'imbarco ci sono stati diversi momenti di protesta e insubordinazione specie a Parigi e Manchester [vedi video sotto].
La nuova sortita liberticida dello stato israeliano incontra però anche critiche interne - come già accaduto per la vicenda della poesia 'maledetta' di Gunther Grass. In questo caso è il quotidiano liberal Haaretz che sostiene che in questa circostanza "Israele si sta comportando in maniera non dissimile dall'Iran".
"Nonostante l’imponente schieramento militare e di intelligence israeliano però - commentano i compagni del portale freedomflottilla.it - attivisti italiani e francesi sono entrati in Palestina – dichiarando apertamente le proprie intenzioni – e sono già stati accolti dalle associazioni partner della missione “Benvenuti in Palestina”. Siamo orgogliosi di questi compagni e compagne, come di quelli che sono stati illegalmente bloccati negli aeroporti di partenza e di quelli che in questo momento si trovano in stato di detenzione nelle mani dei sionisti".
Gli Italiani sequestrati dai sionisti sono Stefania Russo, Marie Moise, Joshua e Valerio Evangelista.
L'articolo originale e i video su infoaut.org
Vedi anche
Israele ordina, Alitalia esegue
Prima di contestare Israele vai in Siria o in Iran!
Per aggiornamenti vedi:
www.freedomflotilla.it
bienvenuepalestine.com
il canale U-stream di Arab dissent che ha strimmato in diretta dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv: http://www.ustream.tv/channel/arabdissident
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