Dopo l'espulsione dal Cile di una militante politica italiana, un montaggio repressivo insiste che esiste una pista che collega gruppi anarchici italiani e cileni. La notizia che riportiamo è uscita il 28 di luglio, in un momento di grave crisi di consenso del governo di destra di Piñera.La destra cilena al governo è sotto pressione: la strage dei minatori di questa settimana, la morte di un soldato durante un'esercitazione davanti a Piñera, le tangenti e i furti che si susseguono nell'opera di ricostruzione post terremoto e lo sciopero della fame di oltre 40 giorni dei detenuti politici Mapuche, hanno fatto alzare la guardia al governo.
Di fatto, con il montaggio poliziesco in corso contro il movimento anarchico e le sue ipotetiche relazioni internazionali, il Governo Piñera ha allargato il proprio campo di battaglia repressivo grazie alla messa in vigore delle Leggi Speciali, o Ley de Inteligencia (http://www.aainteligencia.cl/ ?p=440) con la quale le forze di polizia e i servizi segreti militari hanno campo libero per agire nel perfetto stile golpista: arrestando senza prove, rinchiudendo decine di persone nelle carceri a tempo indefinito e senza nesuna comunicazione con i propri legali, torturando e riscrivendo la storia a proprio favore. Il magistrato che guida l'operazione repressiva Alejandro Peña è lo stesso che è responsabile della lotta alla droga della zona sud del Cile, dove ogni giorno le forze di polizia e quelle militari sono protagoniste di autentiche barbarie impunite, sotto copertura dell'intervento anti narco. L'opinione pubblica è bombardata da notizie di questo tipo sulla mostruosità degli anarchici:
http://www.lanacion.cl/varios-Storia già vista e che conosciamo a memoria.
In attesa di articoli e analisi sulla situazione repressiva in corso riportiamo la traduzione di un comunicato immediato uscito sul network di contro informazione cileno: http://www.hommodolars.org/ web/
Inviato a senza Soste da Valerio Saltini
15 agosto 2010
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Urgente! Golpe repressivo dello Stato/Capitale: 14 arresti in diverse perquisizioni simultanee per il "Caso bombe"
Si vedeva arrivare e in molti se lo aspettavano. Stranamente il quotidiano "La tecera" aveva segnalato con gravi veline coloro che sarebbero stati arrestati. Una strumentalizzazione dell'informazione per confondere e distrarre, con articoli come "Una delle persone che figurano nella lista (degli arrestati) è stata arrestata nel settembre del 2008, durante una visita che realizzò al carcere di Neuquén, Argentina, a Marcelo Villarroel, ex lautaro, prigioniero per rapina a varie entità bancarie. Nel carcere la donna è stata sorpresa con una sostanza che sembrava essere esplosiva" (La Tercera, 20 giugno). L'8 d'agosto scriveva ancora La Tercera: "Il tesoriere manteneva frequenti contatti via email con Carlanga, militante di un gruppo anarchico di Valparaiso, e che i soldi andavano per ex militanti di Lautaro...
Troppa informazione...Reale? A quanto pare così è stato. Detto fatto. GOPE (Gruppo di Operazioni Speciale), LABOCAR, il Reparto d'Intelligence dei Carabineros (mai nome è stato più contraddittorio, non credete?) e una serie di elicotteri della polizia è stato l'arsenale utilizzato per realizzare la serie di perquisizioni durante l'alba di stamani mattina. In totale ci sono state 5 retate: due a Santiago Centro, 1 a Pudahuel e 2 a Valparaiso. La scusa dell'intervento poliziesco è quella che si conosce come il Caso Bombe: i 23 attentati esplosivi registrati a Santiago, secondo la polizia, avrebbero un vincolo direto con il gruppo degli arrestati.
La prima perquisizione-retata è stata alla casa Okupa La Crota (Santa Isabel, 380) dove sono state arrestate 6 persone e dove è stato divelto un portone. Dopo è toccata al CSO Sacco e Vanzetti, dove è stata distrutta la porta e le finestre. Alla stessa ora la polizia entrava nel Cerro La Virgen, a Valparaiso, in due appartamenti. E vergognosamente è stata perquisito anche il CSA Jonny Cariqueo, a Pudahuel, di cui ancora non sappiamo niente.
Questo golpe deve alzare ancor di più il morale dei combattenti che in differenti maniere e con svariati metodi d'agire e relazionarsi negano le norme stabilite. Il gioco dello Stato/Capitale è demoralizzare tutti coloro che sono in stato di guerra, coloro che hanno deciso di passare all'offensiva in diverse maniere. Che sia dunque un incentivo in più per prendere coscienza che la guerra è dichiarata e che i soldi e gli show mediatici ci permettono pensare e riflettere su questi atti che nella loro immediatezza possiedono un seme potenziale per sviluppare forme congiunte di riconoscerci nel rifiuto della società di classe. Non c'è da abbassare la testa.
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