Se anche il Gruppo l'Espresso, montiano per vocazione e servilismo, si accorge che le politiche del governo Monti sono tutte incentrate sulla tutela di banche e grandi capitali mentre vengono spremuti i cittadini che vivono del proprio lavoro e le piccole imprese, vuol dire che la misura è veramente colma e il piano di tassazione con l'IMU in testa, gli aumenti dei costi dell'energia e della benzina e le controriforme di lavoro e welfare condurranno il paese verso il baratro.
Monti infatti non vuole fare un accordo con la Svizzera sui capitali trasferiti nelle banche elvetiche come hanno già fatto Gran Bretagna, Germania e Austria che porterebbe 37 miliardi di euro nelle casse dello Stato.
Link: I 37 miliardi che Monti non vuole
A puntare l'indice contro le politiche economiche della Germania e della Bundesbank è anche l'ex grande speculatore finanziario George Soros che indica la dottrina tedesca per l'uscita dalla crisi, di cui Monti è un alfiere o meglio un commissario, come un boomerang che si ritorcerà contro i paesi più deboli dell'Europa. Senza contare che potrebbe saltare anche tutto il sistema dell'euro. E lo stesso Soros in conclusione dice che può essere una soluzione probabile.
Link: George Soros e il golpe patriottico della Bundensbank
red. 29 aprile 2012
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