Crescono le preoccupazioni per la politica di aggressione dell’asse USA-Israele
Fidel Castro avverte: un intervento militare contro Teheran rappresenterebbe una catastrofe per l’umanità intera, con conseguenze difficilmente immaginabili. Israele che spinge per le sanzioni all’Iran ha centinaia di armi nucleari e non ha neanche firmato il trattato di non proliferazione. Navi e sommergibili di Stati Uniti e Israele sono già nel Golfo: la pretesa di ispezionare le navi iraniane potrebbe essere la scintilla di uno scontro armato
Il leader cubano Fidel Castro ha dedicato all’argomento sei delle sue ultime riflessioni. Ha avvertito che approfittando della distrazione di un’opinione pubblica impegnata a seguire i Mondiali in Sudafrica, USA e Israele stanno preparando un’aggressione militare all’Iran. “Quanto mi piacerebbe sbagliarmi” scriveva il 25 giugno. Il “Comandante” parla ormai della guerra come una prospettiva certa e imminente, e i toni sono estremamente preoccupati (1). Purtroppo capita di rado che il vecchio Fidel sbagli una previsione.
La controversia sul nucleare iraniano è nota. USA, Israele e i loro alleati vogliono impedire all’Iran di avere a disposizione uranio arricchito, nel timore che possa usarlo per dotarsi di armamenti nucleari e non per scopi civili.
La cosa più incredibile è che Israele non ha mai firmato il trattato di non proliferazione nucleare e “non ammette di possedere atomiche, pur avendone centinaia con circa mezzo quintale di plutonio per uso militare” (1).
Su pressione dell’asse USA-Israele le Nazioni Unite hanno approvato a più riprese sanzioni contro l’Iran, e nei mesi scorsi i due Paesi pretendevano una nuova risoluzione punitiva.
Ma il 17 maggio Brasile, Turchia e Iran firmano un accordo con l’Iran secondo cui Teheran si impegna a consegnare alla Turchia 1200 chili di uranio arricchito al 3,5% e ricevere in cambio 120 chili di uranio arricchito al 20% per usi civili. In questo modo l’uranio ad alto arricchimento non potrebbe essere processato in Iran ed usato per scopi militari.
È un buon accordo, ma USA e Israele in realtà non vogliono arrivare a una soluzione negoziata, e se la prendono con Brasile e Turchia per aver assunto l’iniziativa di trattare (2).
Così il 9 giugno il Consiglio di Sicurezza dell’ONU vota per un inasprimento delle sanzioni, con il voto contrario di Turchia e Brasile e l’astensione del Libano.
Si dispone che le navi iraniane possano essere ispezionate in acque internazionali per impedire il trasporto di materiali per le industrie missilistiche, vengono vietati gli scambi con banche ed enti pubblici e privati e si vietano i viaggi all’estero di diversi dirigenti iraniani.
Secondo Noam Chomsky le sanzioni sono “così prive di senso che
In effetti l’Iran non pare proprio isolato: firma un accordo da 7 miliardi di dollari con il Pakistan per la costruzione di un gasdotto che colleghi i due Paesi e un altro da 5 miliardi di dollari proprio con
Ma il principale giacimento di gas iraniano è nel Golfo Persico, e quindi esposto a un blocco navale...
Alcuni giorni dopo, intorno al 20 giugno, una dozzina di navi militari USA tra cui la portaerei Truman con 80 caccia e sottomarini israeliani armati di missili nucleari entrano nel Golfo Persico: dovranno ispezionare le navi come previsto dalle Nazioni Unite. Cosa che potrebbe costituire la scintilla di uno scontro militare.
Intanto l’Arabia Saudita offre a USA e Israele un corridoio aereo per bombardare gli impianti nucleari iraniani, mentre vengono ammassate armi e attrezzature militari nella base nordamericana di Diego Garcia: “I bombardieri e i missili a lunga gittata degli USA sono preparati per distruggere 10.000 obiettivi in Iran in poche ore”, dichiara un esperto britannico di questioni internazionali (3).
Agli inizi di luglio Washington vota un durissimo pacchetto di sanzioni che impone a banche internazionali e imprese petrolifere di non negoziare con gli iraniani se vogliono avere rapporti con gli USA.
Speriamo davvero che il Comandante si sbagli.
Per Senza Soste, Nello Gradirà
10 luglio 2010
Note:
(1) http://www.granma.cu/espanol/reflexiones/25junio-reflexiones.html
(2) Tommaso Di Francesco, Manlio Dinucci, Arriva all’AIEA l’accordo con Turchia e Brasile, Il Manifesto 25 maggio 2010; notare che il 29 maggio la conferenza per il trattato di non proliferazione nucleare aveva proposto il Medio Oriente come zona libera da armi atomiche, con il voto favorevole dell’Iran, ma gli USA vogliono che Israele sia esentato.
(3) All’inizio di giugno c’era stata l’aggressione israeliana alla nave turca appartenente alla flottiglia dei pacifisti per Gaza. Solo una coincidenza?
- Vedere Noam Chomsky, Nubes de tormenta sobre Irán, http://blogs.publico.es/noam-chomsky/10/nubes-de-tormenta-sobre-iran/
| < Prec. | Succ. > |
|---|














