Ecco la risposta d'Israele all'irriducibile resistenza delle milizie palestinesi nei Territori Occupati. E' il primo output degli attacchi contro i coloni israeliani, al lancio di razzi qassam e all'opposizione ai farlocchi colloqui di pace di Washington.
Che i Territori Occupati siano realtà non pacificate e non accontentabili tramite le eterne promesse è poco ma sicuro. Indice di ciò è la diffusa reazione disincantata nei Territori al vertice di Washington, dove il presidente Abu Mazen è andato a rappresentare più se stesso che il popolo palestinese (da non sottovalutare i crescenti malumori presenti nella base come nella dirigenza di Fatah!), ma anche la risposta organizzata delle milizie della resistenza (tredici gruppi hanno annunciato la costituzione di un coordinamento contro Israele, in avversione a quanto pianificato nei colloqui diretti negli Stati Uniti ), in seguito agli attacchi contro i coloni in Cisgiordania.
Stamane l'esercito sionista ha calmierato la prima risposta militare, tre raid sulla Striscia di Gaza, un morto e diversi feriti:
S'indebolisce nell'immediato la possibilità che Israele mantenga fede agli impegni presi, nell'evidente difficoltà di giustificare morti che si vorrebbero infliggere ad Hamas ma che colpiscono tutto il popolo palestinese, nell'impossibilità di far uso di due pesi e di due misure per lo stesso territorio (Striscia di Gaza e Cisgiordania) nonostante sia geograficamente diviso. Così come si complica ulteriormente la posizione del presidente dell'Anp Abu Mazen, spodestato di ogni autorità politica perchè saltato il "processo democratico", inglobato dal teatrino della politica internazionale nella collaborazione diretta: giustificherà i morti di Gaza perchè appartenenti ad Hamas e farà spallucce dinnanzi a quelli di Hebron e Ramallah perchè "esterni"...?
vedi anche:
Che i Territori Occupati siano realtà non pacificate e non accontentabili tramite le eterne promesse è poco ma sicuro. Indice di ciò è la diffusa reazione disincantata nei Territori al vertice di Washington, dove il presidente Abu Mazen è andato a rappresentare più se stesso che il popolo palestinese (da non sottovalutare i crescenti malumori presenti nella base come nella dirigenza di Fatah!), ma anche la risposta organizzata delle milizie della resistenza (tredici gruppi hanno annunciato la costituzione di un coordinamento contro Israele, in avversione a quanto pianificato nei colloqui diretti negli Stati Uniti ), in seguito agli attacchi contro i coloni in Cisgiordania.Stamane l'esercito sionista ha calmierato la prima risposta militare, tre raid sulla Striscia di Gaza, un morto e diversi feriti:
Due incursioni hanno colpito alcuni tunnel utilizzati per il contrabbando di armi tra Rafah e l'Egitto: due persone che si trovavano all'esterno della struttura sotterranea sono rimaste ferite. Uno dei tunnel è crollato: un palestinese che lavorava all'interno è rimasto sepolto dalle macerie ed è morto, un altro è considerato disperso. Un terzo uomo è rimasto ferito. Un terzo raid ha colpito una vecchia base operativa del braccio armato di Hamas, a est della città di Khan Younis: in questo caso non si hanno notizie di vittime o feriti.
S'indebolisce nell'immediato la possibilità che Israele mantenga fede agli impegni presi, nell'evidente difficoltà di giustificare morti che si vorrebbero infliggere ad Hamas ma che colpiscono tutto il popolo palestinese, nell'impossibilità di far uso di due pesi e di due misure per lo stesso territorio (Striscia di Gaza e Cisgiordania) nonostante sia geograficamente diviso. Così come si complica ulteriormente la posizione del presidente dell'Anp Abu Mazen, spodestato di ogni autorità politica perchè saltato il "processo democratico", inglobato dal teatrino della politica internazionale nella collaborazione diretta: giustificherà i morti di Gaza perchè appartenenti ad Hamas e farà spallucce dinnanzi a quelli di Hebron e Ramallah perchè "esterni"...?
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