Immagine di ciò è quanto agenzie e media stanno rimbalzato ai quattro angoli dell'Occidente su Marjah: issata la bandiera dell'Afghanistan su un nuovo edificio della città facente parte della provincia sotto attacco dell'Helmand... un dispositivo simbolico innervato nell'interesse di narrare una versione della guerra nella sua "versione liberatoria", di acquisizione di terreno e controllo politico delle zone a forte concentrazione talebana, di progresso del processo targato Obama di risoluzione del conflitto in Afghanistan... Cerimonia pomposa questa mattina, con il governatore della provincia, Gulab Mandal, accompagnato da Haji Zaman, il nuovo capo dell'amministrazione locale, tornato in Afghanistan dopo aver trascorso 15 anni in Germania, insieme a ufficiali militari della Nato e afghani. Evento svoltosi nella militarizzazione della zona, altro segno della reale debolezza nell'insediamento militare.
Al contempo prosegue l'offensiva Nato, in corso dal 13 di questo mese, che ha portato altra morte e distruzione in un paese che dal 2001 è immerso nel vortice della guerra. Un'operazione che ha provocato oltre 50 morti fra i civili (tra i quali tanti bambini), benchè la Nato ne riconosca solamente 16... Conflitto nell'Helmand che, al di là di quanto si racconti, procede anche sotto il tempo degli attacchi contro le forze occupanti, che hanno portato altri morti ai danni dei militari occidentali.
Proprio quest'oggi dagli Usa, attraverso la rete, è arrivato l'aggiornamento del conteggio dei soldati americani uccisi in Afghanistan: numero che ha oramai raggiunto quota 1000. Il sito web sostiene che i militari Usa morti in Afghanistan quest'anno sono 54 e 8 in Iraq, portando rispettivamente a 1000 e 4378 il numero di caduti nei 2 paesi invasi dalla guerra. I civili e i militari morti in Afghanistan sono aumentati notevolmente nei passati 12 mesi, con un'intensità seconda, nei numeri, solo a quelli registrati nel 2001.
A dispetto delle bandiere issate, è la guerra a pervadere i territori dell'Afghanistan...
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