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Sciopera l'Europa in crisi

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Dalla Gran Bretagna alla Grecia: "Noi la crisi non la paghiamo!"

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Nella foto l'ultimo sciopero dello scorso autunno ad Atene. Per lo sciopero generale di mercoledì 24 è prevista una giornata di tensione
La crisi non è finita! Nonostante i messaggi di tranquillità delle varie autorità nazionali, dalla Gran Bretagna alla Francia alla Spagna, l'Europa si mobilita e sciopera: contro i tagli di posti di lavoro, contro la delocalizzazione, contro l'aumento dell'età pensionabile.
E la fantomatica riforma del Welfare (leggi: tagli drastici a quel che resta dello Stato Sociale), da Parigi ad Atene passando per Berlino, diventa 'missione impossibile'. Segno che le classi lavoratrici non sono disposte a pagare il costo della crisi della finanza. Sembra quasi di sentire riecheggiare uno slogan ormai raro nelle manifestazioni: "noi la crisi... non la paghiamo!". Pronunciato o meno, è questo il senso degli scioperi che stanno agitando il continente.

In Francia

Il Paese rischia la paralisi dei suoi impianti di raffinazione, con gli addetti del settore che minacciano di estendere gli scioperi, che da giorni coinvolgono il gruppo Total, agli stabilimenti della Esso, controllata del gruppo americano ExxonMobil. Messe assieme le due compagnie assicurano il 70% della produzione di raffinati made in France. Secondo il sindacato Cgt questo determinerebbe tensioni sugli approvvigionamenti dalla prossima settimana. Per l'Unione dei petrolieri francesi il paese dispone di riserve sufficienti per coprire tra i 7 e i 10 giorni di consumi. Il governo francese corre ai ripari per scongiurare il rischio che gli scioperi nelle raffinerie Total paralizzino il Paese a pochi giorni dal voto per le Regionali. Il terrore del Governo, sintetizza Liberation, è di uno 'sciopero infiammabile' che si propaghi ad altri settori dell'economia che fatica a ripartire dopo la recessione. Per Le Figaro, su duemila stazioni di benzina Elf e Total, ieri ben 132 erano a corto di carburante. La situazione è destinata a peggiorare... Ad aggiungere le difficoltà per il governo Sarkozy, è arrivato l'annuncio che da oggi e per cinque giorni sciopereranno i controllori di volo francesi, con conseguente cancellazione di numerosi voli a Orly e allo Charles de Gaulle.

In Gran Bretagna

Incubo paralisi del traffico aereo anche qui, per la minaccia molto concreta di sciopero anche a British Airways, il cui personale di volo ha votato per la seconda volta, con una percentuale dell'80,7% dei votanti, a favore di un'astensione dal lavoro. La data dell'agitazione sarà decisa nel corso di una riunione con i dipendenti in programma giovedì. Unite, il sindacato del settore, spiega che la protesta e' rivolta contro i piani di risparmio della compagnia aerea londinese. Compatto, il personale di volo di British Airways si era già espresso a grandissima maggioranza (92,5%) a favore dello sciopero nel dicembre scorso, ma il voto era stato invalidato dalla magistratura, su richiesta della compagnia, per vizi di forma, impedendo così uno sciopero di 12 giorni già proclamato tra il 22 dicembre 2009 e il 2 gennaio di quest'anno.

Giù le mani dalle pensioni!

L'Humanité - storico giornale del Pcf  - rivela oggi che il 65% dei Francesi è pronto a mobilitarsi mei prossimi mesi contro qualsiasi ipotesi di innalzamento dell'età pensionabile oltre la fatidica soglia dei 60 anni. Dalla Francia, alla Spagna, dove la mobilitazione è già in atto. El Pais fa notare come si tratti della prima agitazione promossa da sindacati di sinistra contro il governo socialista del premier Zapatero. Lo slogan dei cortei a Madrid è uno: 'No al ritardo dell'età pensionabile' a 65-67 anni'.

Atene: occupata la borsa, domani sciopero generale

Sindacati e lavoratori sul piede di guerra anche in Grecia. Un gruppo di militanti del Pame, la principale sigla sindacale greca, hanno occupato e bloccato stamani la Borsa di Atene, per protestare contro le misure di austerità varate dal governo socialista per appianare il debito pubblico. L'intenzione degli occupanti è di restare per tutta la giornata e fino ad ora la polizia non è intervenuta per mettere fine alla protesta, che avviene alla vigilia dello sciopero generale di 24 ore proclamato per domani. Un blocco che fermerà aerei, treni, trasporti urbani, scuole, uffici, supermarket, banche, ospedali, tribunali e determinerà un black out informativo in virtù dell'adesione dei giornalisti. La protesta, convocata dal sindacato del settore privato, Gsee, ha trovato anche l'adesione della confederazione dei dipendenti pubblici, Adedy, e del sindacato comunista Pame, che hanno già scioperato lo scorso 10 febbraio.

tratto da www.infoaut.org
23 febbraio 2010
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