Sabato 17 settembre potrebbe essere ricordato come il giorno in cui le economie di Europa e America rese esangui dal vampirismo finanziario iniziarono a esser rovesciate da ampi movimenti della società civile indignata dal fatto che i responsabili materiali della crisi fossero ancora largamente al potere nei governi e nelle borse. Il giorno in cui, sull’esempio delle rivoluzioni del Maghreb, la società civile si è risvegliata contro un dominio troppo a lungo ritenuto inattaccabile. Se là si trattava di dittature corrotte e autoritarie, qui si tratta di oligarchie colluse con grandi banche e mercati finanziari che hanno svuotato la democrazia a vantaggio della tecnocrazia.
E’ stato un giorno entusiasmante di protesta transnazionale contro le piazza finanziarie che è rimbalzato da Madrid a Parigi, da Venezia a New York, da Barcellona a Milano. Preparato da Adbusters, la magazine canadese che ha inventato il subvertising contro il dominio delle multinazionali, diffuso su Twitter da Anonymous, la rete informale di attivisti in giro per il mondo che si battono contro l’oligarchia politica ed economica, e animato da movimenti di indignadas y indignados, in Spagna, Francia, Stati Uniti, Italia.
La Spagna disoccupata e precaria è stata la prima a insorgere il 15 maggio scorso contro una classe politica – pure guidata dall’illuminato Zapatero – incapace di evitare che la crisi si risolvesse in perdita di futuro per la giovane generazione. Da allora le acampadas, le occupazioni con tenda di piazze simboliche, prima a Puerta del Sol a Madrid poi nel resto del paese, sono diventate una forma di contropotere nonviolento permanente, che invoca democrazia reale, la fine dei tagli sociali e del patto di Maastricht che prescrive austerità nell’era della Grande Recessione.
A Barcellona una tre giorni di assemblee detta hub meeting (incontro(s)nodo) ha discusso le mobilitazioni di qui all’#Oct15, il giorno in cui tutte le grandi capitali europee insorgeranno contro neoliberismo e monetarismo e l’austerity che impongono per restare al potere in Europ, con quella che da mesi viene ormai chiamata su Twitter la #europeanrevolution. Attivisti di tutti i paesi d’Europa convergeranno su Bruxelles, la capitale dell’Unione Europea, e quel sabato da Atene a Madrid, passando per Roma, ne vedremo davvero delle belle.
A Madrid una grande assemblea pubblica si è tenuta di fronte alla borsa spagnola. Gli hashtag del giorno erano infatti #TomalaBolsa e #OccupyWallStreet. A Milano, dopo che venerdì la sede milanese di Standard & Poor’s era stata assalita al grido di “siete toxic junk” (l’agenzia di rating che ha degradato a “spazzatura” i titoli di stato greci, tre anni fa alla vigilia del crack della Lehman dava AAA a quelli poi divenuti titoli “tossici” perché inesigibili che sono per miliardi nei bilanci della banche) un sit-in con tende ha di nuovo, come il 6 settembre giorno di sciopero, occupato Piazza Affari, installandosi intorno alla grande scultura di Cattelan, l’ormai famoso ditone medio di marmo che il mondo c’invidia (e che i banchieri detestano).
A Venezia, una grande manifestazione antileghista ha rilanciato le parole d’ordine della #europeanrevolution, dopo esser stata più volte caricata dalla polizia su ordine di Maroni, con il consigliere comunale Beppe Caccia che è stato portato via in barella per le manganellate subite. Sono stati allora occupati i binari della Stazione di Venezia S.Lucia e tenuta un’assemblea nel piazzale antistante. A Parigi dal pomeriggio un corteo transnazionale di attivisti francesi, belgi, spagnoli, italiani ha toccato l’Hotel de Ville, la Banque de France prima di arrivare alla Bastiglia, dove è stata circondata dalla polizia di Sarkozy.
Ma, complici il fuso orario e la simbolicità del luogo, tutti gli occhi degli attivisti erano puntati sulla protesta #OccupyWallStreet, il tempio del capitalismo finanziario mondiale, difesa da forze di polizia non certo tenere con i manifestanti. A partire da mezzogiorno (ore 18 europee) qualche migliaia di attivisti provenienti da tutta l’America e da uno spettro politico particolarmente ampio (c’erano anche i sostenitori di Ron Paul, ad esempeio) ha cercato di porre sotto assedio il Toro di Wall Street e ha pacificamente occupato tutti i parchi di Downtown Manhattan tenendo assemblee e lanciando proclami, organizzando mense e campeggi perché la protesta contro i banchieri (ribattezzati banksters) possa andare avanti a oltranza. Obama ha annunciato oggi la Buffett Tax (dal nome del vecchio speculatore di Omaha) sui milionari: coincidenza?
#TakeWallStreet è prestato diventato trending topic su twitter in tutti gli Stati Uniti, e dopo che AlJazeera ha dato ampio spazio alla protesta, anche CBS e CNN hanno diffuso immagini e commenti. Mentre scrivo #OccupyWallStreet è fra i thread più discussi di twitter in Italia!
Guarda le foto di tutte le manifestazioni
tratto da http://www.milanox.eu
17 settembre 2011
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