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INTERNI

Tagli all'istruzione ma La Russa ottiene 3 milioni per festeggiare la giornata delle Forze Armate

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Mentre la Gelmini taglia sulla scuola La Russa ottiene 3 milioni di euro per festeggiare la Giornata delle Forze Armate

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Link: Ma Vittorio Veneto ‘ndo cazzo stà… ?

I costi preventivati, per ora, sono “solo” di 850 mila euro, a cui andranno aggiunti i l’indennità e lo straordinario dei militari. Tanto costerà quest’anno la celebrazione del 4 novembre, Giornata delle Forze Armate ed anche 90° anniversario della fine della I Guerra mondiale. Lo ha annunciato, senza destare alcuno stupore, il ministro Ignazio La Russa, spiegando che: “E’ stato attivato un fondo speciale di massimo 3 milioni di euro, al quale attingeremo soltanto in parte. La manifestazione conclusiva di Roma, che vedrà la partecipazione di Andrea Bocelli, Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa, bande e 150 tra orchestrali e coristi avrà un costo di 300 mila euro. 200 mila andranno per la comunicazione istituzionale. 250 mila per l’occupazione del suolo pubblico”.

Quindi mentre la Gelmini e Tremonti annunciano tagli all’istruzione, il ministro della Difesa vanta un credito di 3 milioni di euro per organizzare una parata militare e ricordare la guerra del 1915-18, pagando pure Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa. E non si tratta di fondi per garantire la difesa del paese dal terrorismo o dagli attacchi dell’Iran (peraltro rischi imminenti e reali…) ma di soldi concessi per una autocelebrazione militaresca che, finita la Guerra fredda, potrebbe anche essere mandata in soffitta.

Ma in fondo si tratta di una questione di priorità e di agenda politica: vengono prima i carri armati suoi Fori imperiali o le scuole di montagna? Ha più senso celebrare retoricamente la Grande guerra con Frizzi e Dalla Chiesa o mettere i docenti nelle condizioni di insegnarla?

Voi che ne dite?

tratto da www.polisblog.it

1 novembre 2008

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 04 Novembre 2008 01:44

La P2 tornata in diretta su Odeon tv

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berlusconi_tessera_p2.gif 

Nella foto, la tessera della P2 di Silvio Berlusconi acquisita con un versamento di 100.000 lire nel 1978

 Link: Licio Gelli e il Piano di rinascita democratica

 Gelli: "Sarà una trasmissione di epica fascista"

Mentre Veltroni tace sul rapporto tra Gelli e Berlusconi, nell'evidente tentativo di non perdere contatto con il Cavaliere, continuano gli avvertimenti di chiaro stampo fascista da parte dell'ex maestro venerabile della loggia massonica P2. La democrazia in questo paese è in pericolo mentre qualcuno pensa alla legge elettorale per le europee. (red) 1 novembre 2008

 

Roma, 1 nov. (Adnkronos) - ''La prima puntata è su Mussolini: non solo epoca ma epica fascista. Ci sarà dell'Utri con i diari del Duce, ai quali Gelli non crede. Poi parlera' Veneziani, che rimprovera al fascismo di aver diviso l'Italia. Per Gelli il fascismo e' stato solo positivo, incarnato su un sogno di sicurezza che oggi sarebbe auspicabile''. A raccontare come sarà 'Venerabile Italia', il programma che andrà in onda il lunedì su Odeon Tv condotto da Licio Gelli, il novantenne ex venerabile della Loggia segreta P2 coinvolto in numerosi misteri italiani dal crack dell'Ambrosiano alla strage di Bologna al caso Calvi, è in un'intervista all' ''Unita''' Lucia Leonessi, 41 anni, aretina, autrice del programma. ''Il titolo è mio -aggiunge- ho scritto la biografia di Gelli 'Il potere invisibile', ho cambiato nome per non pubblicizzare il libro...La sigla sara' O'Sole Mio'''. Di Gelli Leonessi dice: ''E' un gran signore''. Quanto alle condanne che ha collezionato replica: ''La corte europea di Strasburgo ha condannato lo stato italiano a risarcire Gelli con 22 milioni di euro, altro che reato. E nel fallimento del Banco Ambrosiano Gelli ci ha rimesso un sacco di soldi. Prendo il te' a villa Wanda da 20 anni, ha la fedina penale pulita''. ''Credo sia legittimo -sottolinea- che un 90enne parli della sua vita. Anche se fosse Hannibal Lecter. Gelli ha incontrato uomini che hanno fatto la storia: rientrato dalla guerra di Spagna, ha conosciuto Hitler durante la sua visita romana. Raccontera' 60 anni d'Italia, sara' materiale per gli storici''.

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Sono tornati. Prepariamoci!

gelli.jpg

Sconcertante e pericolosa dichiarazione di Licio Gelli, specie se il premier non prenderà le distanze

Gelli definisce pubblicamente Berlusconi come l'artefice del suo antico "Piano di rinascita democratica", fascista e golpista ecco il testo originale del piano, datato 1982 http://www.berlusconisilvio.com/pianodoc.doc

Sono tempi oscuri per un paese quando riemergono questi fantasmi. E' tempo di vigilanza democratica, quella vera.

Ecco invece le prime reazioni alla sortita del golpista, fascista e massone Licio Gelli

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80495

La biografia di Licio Gelli da Wikipedia tra massoneria, stragi, connivenze con il neofascismo e delitti

http://it.wikipedia.org/wiki/Licio_Gelli

Alcuni video su Licio Gelli

http://it.youtube.com/watch?v=GdaLl7PEepk

http://it.youtube.com/watch?v=yLsVnZ-dCRg

http://it.youtube.com/watch?v=RjIQfBwrIxw

Inoltre, Licio Gelli presenterà un programma televisivo su Odeon tv, il programma si occuperà degli ultimi decenni della storia italiana, i primi ospiti saranno: Andreotti, Dell'Utri e Veneziani.

La parte più oscura della storia d'Italia riemerge incoronando Berlusconi come proprio campione

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Da Repubblica del 29 maggio 1984 si poteva leggere (a proposito del programma di rinascita del '76):  è un programma di governo, anzi il programma dei governi

I SEGRETI DI BELFAGOR
Repubblica - 04 luglio 1984 pagina 44 sezione: DOSSIER P2
SECONDA PARTE III. La struttura associativa della Loggia P2. La Loggia non viveva la vita assembleare tipica di tutte le organizzazioni. Gli affiliati venivano riuniti episodicamente e sempre per iniziativa di Gelli. Il vertice della Loggia deve essere identificato nello stesso Gelli. Non trova riscontro la tesi che vuole a capo della P2 una sorta di direttorio"
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/04/segreti-di-belfagor.103i.html

COSI' CONQUISTO' BANCHE E GIORNALI
Repubblica - 11 maggio 1984 pagina 4 sezione: LA GRANDE CONGIURA
ROMA - Mondo finanziario e mondo dell' editoria. La penetrazione della Loggia P2 in questi universi fu un' avventura, un romanzo su un'agognata conquista del potere. Lasciatosi alle spalle l' epoca delle trame, il 1975 fu l' anno del "Grande Piano" per arrivare ad occupare i gangli vitali del paese.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/05/11/cosi-conquisto-banche-giornali.html

GELLI RIAPRE L' ARCHIVIO
Repubblica - 30 maggio 1984 pagina 3 sezione: POLITICA INTERNA
ROMA - Un memoriale datato 10 maggio, firmato da Licio Gelli, arrivato a Palazzo San Macuto quando il deputato radicale Teodori aveva finito da poco il suo intervento sulla relazione finale. Il Venerabile ha scelto di esser presente in questa fase finale dei lavori per "contestare specificamente le conclusioni della prerelazione".
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/05/30/gelli-riapre-archivio.html


L' ITALIA SPORCA CHE GELLI SOGNAVA
Repubblica - 10 maggio 1984 pagina 3 sezione: LA GRANDE CONGIURA

ROMA - Gelli fu uomo dei Servizi segreti italiani almeno dal 1950, quando essi decisero di legarlo a sè con l' acquisizione di un documento che provava la passata militanza a servizio dell' Est del futuro capo della P2; come uomo dei servizi italiani Gelli manovrò in prima persona l'eversione nera, come padrone dei pubblici apparati, dal ' 75 in poi, orientò il brigatismo rosso e redasse un piano politico che prevedeva il controllo del governo del paese. Per fare questo, legò a se uomini di primo piano della vita sociale, iscrivendoli nella Loggia segreta i cui elenchi sono veritieri, anche se probabilmente incompleti.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/05/10/italia-sporca-che-gelli-sognava.html


LICIO GELLI SI DIFENDE E ATTACCA I POLITICI
Repubblica - 19 giugno 1984 pagina 17 sezione: CRONACA

ROMA - Gelli si difende: non alle contestazioni dirette che gli avrebbero rivolto i membri della Commissione P2 se avessero potuto interrogarli, ma attraverso 26 pagine del memoriale arrivato venerdì scorso e molti documenti allegati. Il presidente della commissione P2 Tina Anselmi lo ha fatto mettere ieri a disposizione dei parlamentari.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/06/19/licio-gelli-si-difende-attacca-politici.html

 

Licio Gelli: «Io in tv? C'è di peggio» Su Odeon con «Venerabile Italia»
Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma. Ospiti? Andreotti e Dell'Utri
http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_31/gelli_tv_venerabile_6d6aeeec-a725-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml

Licio Gelli e la P2: «Il mio erede? È Berlusconi» Adesso ha un programma tutto suo su Odeon tv e sfrutta la rinnovata ribalta per passare il testimone. Licio Gelli, capo della loggia massonica P2, non ha dubbi: per l'attuazione del Piano di Rinascita democratica della P2, «l'unico che può andare avanti è Berlusconi». L´investitura arriva durante la conferenza stampa di presentazione di Venerabile Italia, il programma che Gelli condurrà sull´emittente tv: «L'unico che può andare avanti è Berlusconi: non perché era iscritto alla P2, ma perché ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora mostra un po´ di debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha».
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80490

Conferenza stampa a Firenze dell'ex Gran maestro della P2 alla presentazione del programma 'Venerabile Italia', in onda da lunedì su Odeon Tv
Gelli, la P2 e il Piano di rinascita nazionale Scoppia il caso sull'ex
Venerabile in tv "Solo Berlusconi può proseguire il mio progetto. Usi la
sua maggioranza"
Il Pd insorge e attacca: "Il presidente del Consiglio non ha nulla da dire?"
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/gelli-rinascita/gelli-rinascita/gelli-rinascita.html

"Berlusconi? Può attuare mio piano" Bufera per frasi di Gelli, il Pd insorge L'ex capo della loggia P2: «Bene il decreto della Gelmini, rimetterà ordine nella scuola». Finocchiaro: «Ora il premier prenda le distanze»
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200810articoli/37833girata.asp

Gelli: «Il mio Piano di rinascita? Solo Berlusconi può farcela» Torna alla ribalta l'ex gran maestro della Loggia P2, Licio Gelli, presentando la nuova trasmissione televisiva «Venerabile Italia», che andrà in onda su Odeon Tv e della quale Gelli - pur quasi novantenne - sarà protagonista a partire da lunedì prossimo alle ore 22,30.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/10/licio-gelli-odeon-tv.shtml?uuid=e9bd3406-a765-11dd-912b-fabc61a6857c&DocRulesView=Libero
 
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Licio Gelli: Sono d'accordo con la riforma Gelmini perchè ripristina l'ordine

''In linea di massima sono d'accordo con la riforma Gelmini perche' ripristina un po' di ordine''. Lo ha detto Licio Gelli, ex gran maestro della Loggia P2, presentando a Firenze la trasmissione 'Venerabile Italia', in onda su 'Odeon Tv' da lunedi' prossimo. Secondo Gelli, ''il maestro unico e' molto importante perche', quando c'era, conosceva l'alunno'' e poi ''il tema dell'abbigliamento e' importante perche' l'ombelico di fuori non dovrebbe essere consentito''. Inoltre, ''la confidenza tra alunno e professore dovrebbe essere limitata''.

In questo senso, secondo il Venerabile, ''bisognerebbe ripristinare la personalita' del professore: ho quasi pianto quando a Roma quel professore e' stato malmenato e ha dovuto abbandonare la cattedra''. Per quanto riguarda le manifestazioni studentesche, Gelli si dice convinto che ''non ci dovrebbero essere: gli studenti dovrebbero essere in aula a studiare, bisognerebbe proteggere chi vuole studiare''. E invece, ''nelle piazze non si studia: se viene garantita la liberta' di scioperare, dovrebbe essere tutelato anche chi vuole studiare, e molti in piazza non ne hanno voglia''. Inoltre, afferma ancora Gelli, ''dovrebbe essere proibito portare i bambini in piazza perche' cosi' non crescono educati''.

Licio Gelli: Se c'è un potere forte, costituzionale, è la magistratura

''Se c'e' un potere forte, costituzionale, e' la magistratura, perche' quando sbaglia non e' previsto il risarcimento del danno''. Lo ha detto Licio Gelli, gran Maestro della Loggia massonica P2, presentando a Firenze la trasmissione 'Venerabile Italia', in onda su 'Odeon Tv' da lunedi' prossimo. Secondo Gelli, infatti, ''la magistratura non funziona: il pubblico ministero dovrebbe arrivare da un concorso diverso rispetto al giudice e dovrebbero odiarsi''. A proposito della magistratura, Gelli ha citato il caso Dell'Utri.

''Marcello dell'Utri - ha detto - e' una bravissima persona, onesta e di profonda cultura. Non credo che sia mafioso. C'e' una sentenza che si trascina dietro e sara' tirata fuori al momento opportuno perche' tutto e' guidato. La magistratura prende decisioni su teoremi e non su prove e su Dell'Utri il processo non ha fatto chiarezza''. Ai cronisti che gli chiedevano poi se oggi la Massoneria abbia ancora potere in Italia, Gelli ha risposto che ''poteri forti ora non ce ne sono e non ce ne sono mai stati. Oggi la massoneria non esercita nessun potere. Ci sono tre-quattro comunioni che contano e che dovrebbero chiedere che gli elenchi dei massoni non debbano essere consegnati al commissariato. Rotary, Lions, associazioni sportive o religiose non hanno questo dovere e la massoneria dovrebbe pretendere dallo Stato non il segreto ma la riservatezza. La P2 era riservata, non segreta, e il motivo per cui e' stata perseguitata e' stato per distogliere da altre questioni''. E a chi gli chiede se ci siano archivi segreti della Pd, Gelli sottolinea che ''archivi completi non ne ho mai consciuti: alcune cose vengono sepolte nell'oblio e poi possono riemergere''. Gelli, circa un anno e mezzo fa, ha donato il suo archivio allo Stato.

tratto da www.canisciolti.info

31 ottobre 2008

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Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Gennaio 2010 11:05

"La pantera non siamo noi". Riflessione dal Polo Carmignani occupato

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La pantera non siamo noi

pantera.jpgIl movimento che in queste settimane sta scuotendo l'Università e le scuole di ogni ordine e grado sta affermandosi in tutta Italia. A partire dall'opposizione alle leggi promosse dai ministri Gelmini e Tremonti, sta costruendo un'opposizione sociale che va oltre la protesta antigovernativa e mette in discussione le relazioni sociali e di potere che si sono consolidate negli ultimi vent'anni, dopo il crollo del muro di Berlino.

Per fare un po' di ordine nel dibattito lancio alcuni spunti di riflessione, cercando di mettere in relazione le nostre azioni col nostro antecedente storico privilegiato, cioè il movimento della Pantera del '90.

La premessa. Il contesto sociale ed economico attuale.

Da più di un anno l'Occidente intero è scosso da una crisi finanziaria che si ripercuote sempre di più sull'economia reale. La cosiddetta crisi dei mutui subprime, cioè la crisi che è derivata dalla cessione di crediti finanziari inesigibili provenienti dal ricorso a mutui immobiliari non garantiti ha un'origine sociale e ideologica: in sintesi l'ideologia di fondo sta nel ricorso al debito a tutti i costi, soprattutto nella parte più ricca del mondo (gli USA), ed è considerato un buon modo per garantire a se stessi un degno tenore di vita.

Le banche d'investimento e commerciali sono state il perno su cui ha agito quest'ideologia, che a conti fatti non ha più nulla a che vedere con il neoliberismo. Ricordiamoci che un mutuo è un debito netto nei confronti delle banche. L'insolvenza porta alla recessione del mutuo e all'acquisizione da parte delle banche dei beni mobili e immobili acquistati coi soldi garantiti dal mutuo.

La crisi dei mutui subprime non nasce però solo dall'insolvenza dei debitori a rischio, ma anche dal crollo verticale del valore di quegli immobili non garantiti, per cui le banche si ritrovano fra le mani titoli finanziari costosi a garanzia di valori immobiliari in caduta libera.

Possiamo affermare che le conseguenze di questa crisi stanno nel più grande pericolo mai vissuto dalla storia del capitale occidentale. Il timone del capitalismo è sempre stato anglofono (prima Gran Bretagna, da cent'anni circa USA). Oggi il capitalismo occidentale, indebitato fino al collo, deve accordarsi con le altre economie (Cina e India in testa) per sopravvivere, perché la qualità della vita in Europa e Nordamerica sta precipitando.

In più l'attuale leadership mondiale e quelle nazionali non sono in grado di dare risposte concrete alla domanda di sicurezza e stabilità economica: questi signori non hanno un progetto, non hanno un'idea concreta per farci uscire dal baratro che loro stessi hanno incentivato. Si potrebbe dire con ironia che l'Argentina è vicina.

Le conseguenze sociali sono molte: una volta messo in discussione il primato dell'economia e della politica occidentale, non è difficile fare altrettanto con i rapporti sociali che si sviluppano al suo interno. In una società che ha paura di diventare la serva del magnate cinese o indiano, la disgregazione sociale si trasforma in regressione sociale e la proposta politica tende a puntare su elementi di radicalità, sul polso duro nei confronti del più povero. È in atto una guerra fra "non più ricchi" e poveri, promossa dai governi di questi anni e che sta trasformando il nostro Paese e l'Europa intera in una società chiusa e razzista.

L'ingegneria politica istituzionale degli ultimi vent'anni ha costruito due leader indistinguibili nei connotati fondamentali, che portano avanti un modello di politica "leggera" volto a destrutturare tutti i legami sociali deboli, o meglio che partono dal tessuto sociale che non ha alcun potere.

Raramente c'è discordanza politica reale (oltre la caciara mediatica) fra Berlusconi e Veltroni, che anzi si trovano d'accordo su tutte le questioni cardine di politica estera (sostegno alla NATO, all'UE e alle guerre) e interna (sostegno alle banche e agli industriali, taglio dello stato sociale, lotta ai poveri e agli immigrati, nessuna progettualità contro la recessione e il caro-vita).

Si potrebbe dire che questi leader e i loro rispettivi partiti di cartone non sono più in grado di rappresentare il popolo. Berlusconi ha in mente una svolta autoritaria e la sta attuando con rigore, soprattutto per quanto riguarda la riforma della Pubblica Amministrazione e della Giustizia, mascherandola da lotta ai "fannulloni", come ci ricorda il ministro Brunetta.

L'aggregazione studentesca di questi giorni ha quindi un significato che va oltre la semplice contestazione della manovra economica di Tremonti:

  • sfiducia nell'ideologia finanziaria alla base del nostro sistema economico
  • sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, ridotti a scatole vuote
  • sfiducia nel futuro individuale di ognuno, che ognuno sa essere precario (non come forma contrattuale, bensì esistenziale)

Lo slogan "Noi non pagheremo la vostra crisi" riassume con chiarezza questi concetti.

Confrontiamo adesso il nostro contesto economico e sociale con quello del 1989-90, per evidenziare i tratti di continuità e di differenza con il movimento della Pantera.

Per un confronto fra la Pantera e oggi.

La Pantera è stato il primo movimento studentesco contro la privatizzazione dell'Università. Il suo strumento privilegiato era l'occupazione, che ha riguardato circa centocinquanta facoltà in tutta Italia per una durata di circa tre mesi. Le parole d'ordine erano spesso simili a quelle che si dicono adesso nei cortei e nelle assemblee, anche se va rimarcata qualche differenza.

La allora legge Ruberti introduceva l'autonomia finanziaria, cioè la gestione autonoma di ogni Università, che già allora favoriva il reperimento di fondi presso le industrie e le società private.

Gli studenti vi leggevano una trasformazione delle Università in senso classista, una spaccatura fra Nord (Università di serie A) e Sud del Paese (serie B), che non aveva e non ha un tessuto economico a cui rivolgersi per i finanziamenti; la fine del diritto allo studio e della possibilità di dare applicazione al dettato costituzionale in merito al raggiungimento dei più alti gradi di istruzione ai capaci e meritevoli privi di mezzi; in sintesi, crisi della democrazia universitaria, se mai vi era stata.

La Pantera si muoveva in un contesto molto diverso da quello attuale: la fine del socialismo reale significava la vittoria della democrazia, di una democrazia che si poteva rendere meno asservita agli interessi dei privati.[1] Ma significava anche crollo definitivo dell'identità rivoluzionaria, dopo anni di agonia. Il '68 e il '77 erano molto distanti, gli anni '80 ("gli anni di merda", secondo Nanni Balestrini) avevano creato un buco della memoria storica collettiva, ritiratasi a vita privata.

Il '90 arrivava dopo il "piccolo boom" dell'era Craxi, in un momento di fiducia nel mercato capitalista senza uguali; gli stessi studenti si definivano come la futura classe dirigente del Paese, e se andiamo a vedere quanti ex Panteristi sono entrati nei vari partiti di governo, possiamo solo dar loro ragione.[2]

Intendo sottolineare in questo momento quella che mi sembra la differenza maggiore fra oggi e diciott'anni fa: il crollo del socialismo reale opposto alla crisi della finanza capitalista. Due scenari che più diversi non si può immaginarli, il primo di un Occidente vincente e in espansione, mentre oggi siamo impauriti dalla "sconfitta" e dalla recessione.

Vent'anni fa, anche per questo motivo, gli studenti scelsero di rimanere nelle Università, attuando un blocco ad oltranza che sarebbe impraticabile e controproducente nella dinamica attuale, incapace di trovare pratiche reali di confronto con il resto della società. Gli studenti volevano fare gli studenti, e niente più, consci di avere tutto il tempo per dedicarsi al resto della propria vita. Oggi è difficile districare l'Università dal resto del mondo, se non altro perché la stessa legge Tremonti è in realtà un taglio generalizzato a tutte le strutture portanti dell'ormai residuo stato sociale e non una riforma che organizza la vita dentro le Università a priori. La organizza solo a posteriori, coi pochi soldi che resteranno da spartire fra Università in deficit.

Il risultato è che gli studenti sono già precari, pur senza avere un contratto di lavoro. Si potrebbe definire "precariato esistenziale", nel senso che la prospettiva del futuro personale non va al di là di qualche mese, del prossimo esame, della tesi; oltre il muro di gomma dell'Università c'è un deserto che a molti fa paura.

Altro elemento importante: nel '90, in seguito al crollo del Muro di Berlino, il Partito Comunista italiano cominciava quella trasformazione lenta che avrebbe prodotto in serie il Pds, i Ds e il Pd, lasciando intorno a sé un nugolo di partitini (anche di vita breve) fra cui il più rappresentativo è Rifondazione Comunista, che ebbe una buona aggregazione all'indomani della Pantera.

Oggi non ci sono riferimenti partitici in vista, per quanto il Partito Democratico stia tentando di rincorrere il movimento studentesco in prospettiva governativa, con poco successo. Il ruolo dei giovani di Rifondazione appare marginale, soprattutto se lo paragoniamo al peso che ebbero i Giovani Comunisti nella Pantera, capaci di determinare alcune posizioni importanti che hanno gettato le basi per l'attuale fallimentare rappresentanza studentesca all'interno degli organi d'Ateneo.

La politica che si fa nelle assemblee è caotica, lenta, fuorviante, spesso sbagliata, ma è politica. Quella che si fa fuori dalle assemblee, negli atti di mobilitazione, è politica, che non ammette strumentalizzazioni.

La struttura organizzativa è però nel complesso molto più leggera rispetto a quella della Pantera, che aveva commissioni per ogni aspetto della vita dell'occupazione. Il movimento si sta dando soprattutto una struttura informativa e di mobilitazione, oltre che di approfondimento e di inchiesta sui temi afferenti al deficit universitario e alle legge Tremonti e Gelmini.

Oggi come allora appare determinante l'uso dei media, soprattutto di quelli strutturati e organizzati come televisioni e quotidiani.

Nel 1990 Repubblica si assunse la responsabilità di narrare quotidianamente il movimento, col risultato di venire boicottata dalle Pantere per palese parzialità.[3] Oggi sicuramente gli studenti sono meno sprovveduti sul piano della comunicazione, non hanno paura della televisione, non se ne lasciano affascinare.

Oggi i media ufficiali insistono nel sottolineare che esiste anche una protesta di destra, guidata da Casa Pound a Roma e da Blocco Studentesco. Si porta il dibattito da un'altra parte, in modo molto più efferato rispetto a vent'anni fa.

Questo movimento, come la Pantera, ha rinunciato a ogni simbolo, bandiera, slogan proveniente dall'esterno del movimento, imparando più dalle lotte territoriali (Vicenza, Val di Susa, Chiaiano) che dai vecchi movimenti studenteschi, ed ha capito bene l'importanza e il valore dell'autonomia da ogni livello di decisione esterno all'assemblea.

Per questo motivo le organizzazioni neofasciste che puntano a intrufolarsi nel movimento rimangono corpi esterni, per quanto i media insistano a dare conto di una protesta (questa sì) parziale e faziosa, lontana dal sentire degli studenti.

Il movimento, in ogni caso, si sta organizzando sempre più tramite i blog, i migliori collettori di informazione del mondo, anche se è presto per dire quanto incideranno sul piano comunicativo reale.

Durante la Pantera lo strumento di comunicazione principale erano i fax, attraverso i quali la protesta si diffondeva in tutta Italia. Ci si teneva aggiornati anche tra le facoltà con il fax, ci si scambiava qualsiasi elemento informativo, dai documenti di programma alle vignette alle semplici cazzate.

Oggi i blog sono ancora molto seri, cominciano adesso a venir fuori le fantasie dei grafici e speriamo diventino sempre più prolifici.

La questione delle lotte

L'occupazione non è più l'unico strumento del movimento. Distrutto dalle riforme, reso inservibile dalla semestralizzazione dei corsi (se si occupa per più di una settimana salta l'anno accademico), adesso è arrivato il momento di superare questa forma di lotta.

Non basta più rinchiudersi a produrre dossier e seminari informativi, la pratica delle lezioni all'aperto non è abbastanza conflittuale, per quanto sia un elemento di informazione alla cittadinanza.

Sta passando una concezione per cui basta avere alcune aule occupate nelle varie facoltà dove impiantare la base logistica della lotta. Ma la lotta deve essere portata all'esterno, tramite il blocage di tutto il territorio.

Le proposte su cui si trova maggiore condivisione sono infatti il blocco del traffico o delle ferrovie. Proposte molto radicali dietro a cui sta non tanto una posizione politica "estremista" di gruppo, quanto la riscoperta della semplicità dell'azione collettiva.

Oggi bloccare la stazione è l'unico segno che si può dare a un governo sordo e indolente, e che serve anche per portare la lotta fuori dall'ambito meramente accademico. Non c'è volontà di fare a botte, c'è solo la coscienza che l'unico modo per far ritirare il decreto è bloccare l'Italia. A tale scopo sarebbe utile coordinare un blocco nazionale (stradale o ferroviario) che dimostri anche la capacità di agire compatti in tutto il Paese.

Ma soprattutto si vuole dimostrare che essere studenti non vuol dire non essere persone, uomini e donne. Questo movimento, al contrario della Pantera (essenzialmente studentista), è costituito da uomini e donne che forse non hanno ben presente lo scenario che li attende nel prossimo futuro, ma che sanno di non poter raggiungere le soglie del benessere com'era successo alla generazione precedente.

Siamo un movimento di senza futuro, questa è la vera novità di questi giorni. Non dobbiamo raccogliere alcun testimone del passato. Costruiamo assieme il nostro futuro, costruiamolo subito prima che il castello di carte che ci pende sulla testa ci crolli addosso.

Massimiliano Denaro

29 ottobre 2008


[1]      Già allora si parlava di "berlusconizzazione" della società, soprattutto dopo l'assalto di Berlusconi al gruppo editoriale L'Espresso.

[2]      Perfino Alemanno ha rivendicato l'occupazione di Economia a Roma durante la Pantera, attuata dal gruppo "Fare Fronte", occupazione subito boicottata da tutto il movimento.

[3]      Un esempio dovrebbe bastare: Ad un dibattito su "vecchi e nuovi movimenti" alla Sapienza di Roma, prese parola a margine del dibattito un ex brigatista. Repubblica trasformò un fatto marginale in uno scoop, o meglio in un attacco frontale al Movimento dipinto come "quelli dei Br in cattedra". Gli studenti persero molto tempo a spiegare che non erano brigatisti, come se non fosse evidente.

 

 

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Ottobre 2008 21:14

Video e foto degli scontri di Piazza Navona. Ma il governo difende i fascisti

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Sulla relazione causa/effetto. Ovvero, quanno ce vò, ce vò
Il giorno dopo si dibatte su vari blog su chi, come e perchè abbia cominciato gli scontri a piazza Navona. Girano video e foto a sostenere l'una o l'altra versione. Chi parla degli sbirri che stanno a guardare, chi del fatto che non bisogna essere violenti sennò siamo come loro, chi difende sto "blocco" (d'intestino, speriamo), chi dice che sono provocatori ecc. ecc. ecc....e alla fine abbiamo trovato questa "cronaca parziale dei fatti" su http://www.militant-blog.org/?p=82.
 
CAUSA

Ieri mattina il Blocco Studentesco ha tentato per l'ennesima volta di strumentalizzare la protesta studentesca presentandosi direttamente sotto il Senato così come aveva già fatto il giorno precedente. Il giochino è paraculo quanto semplice, arrivo con il mio camion e la mia amplificazione, mi porto pure il servizio d'ordine di squadristi e a quel punto cerco di monopolizzare la comunicazione di una piazza che si presenta spontanea e non strutturata. Insomma, come si dice in gergo, metto il cappello. Ma  non è detto che quello che funziona una volta funzioni per sempre. Ieri, infatti, a rovinare i piani di Casa Pound ci hanno pensato i lavoratori dei Cobas Scuola che, a differenza dei borghesucci fascisti di Piazza dei Giuochi Delfici, avevano mille e una ragione per stare in piazza. Visto che il decreto taglierà 87.000 posti di lavoro colpendo principalmente i precari che non vedranno rinnovato il loro contratto. A quel punto i fascisti, infastiditi anche dalla presenza di un'altra
amplificazione che rompeva il loro monopolio, hanno comunque tentato di prendere la testa della manifestazione caricando più volte studenti e lavoratori che non volevano farsi strumentalizzare. Il tutto sotto lo sguardo acquiescente delle forze dell'ordine. Direte voi, ecco che riemerge il pregiudizio nei confronti delle guardie, ma leggete (qui) quanto scrive Curzio Maltese (mica un Autonomo) su La Repubblica (mica Lotta Continua) di oggi. A rimetterci sono stati alcuni studenti e due compagni, uno dei quali dopo essere caduto a terra colpito da una catenata è stato preso a calci in testa da numerosi di questi "eroici" combattenti (daje Vale', partigiano combattente sempre in prima fila).

piazza_navona.jpgEFFETTO

La notizia dell'aggressione fa il giro della città, arriva al corteo degli studenti medi e nelle Facoltà occupate della Sapienza. La rabbia è diventata enorme e si è fatta onda, questa si, incontrollabile. Perché ne abbiamo le palle piene delle aggressioni sotto le scuole, delle coltellate assassine, degli assalti squadristici contro i centri sociali… e perché questi topi di fogna d'ora in poi dovranno averlo ben chiaro: guai a chi ci tocca.Arriviamo incordonati su Corso Vittorio Emanuele accolti dagli applausi dei compagni giovanissimi cacciati a bastonate dalla piazza. Ad attenderci altri cordoni, altri compagni e altre compagne. La stessa rabbia negli occhi, la stessa determinazione. Si va. Il corteo entra da Piazza di San Pantaleo, un cordone di PS ci si para davanti, ma oggi non è aria e allora si spostano. Qualcuno lancia un coro: CAMERATA, BASCO NERO e il corteo risponde ruggendo IL TUO POSTO E' AL CIMITERO. Finalmente, non se ne poteva più della presunta apoliticità, dei "ne
destra ne sinistra" dei vari Bascetta e dei suoi epigoni. Entriamo in piazza, parte, ritmato, un SIAMO TUTTI ANTIFASCISTI. Li vediamo, stanno dall'altra parte della piazza. Avanziamo compatti, incordonati, decisi. Noi siamo a mani nude, loro hanno tutti dei manici di piccone. Avanziamo ancora, arriviamo a dieci metri da loro. Qualche "pompiere" si para davanti, dice di piazza_navona3.jpg"non rompere" il movimento. Ma vaffanculo, che movimento vuoi fare con chi spranga i compagni. Al tre, decidiamo, si parte. UNO e allora pensi cazzo non c'ho niente in mano DUE e neanche un fazzoletto in faccia TRE ma 'sti cazzi CAAARICAA. Vola di tutto, le loro prime file reggono quelli dietro si squagliano come neve al sole. Provano a tenerci a distanza coi bastoni e noi non abbiano altro a disposizione che le sedie di vimini del bar affianco. Che anche se lanciate da un palazzo non farebbero male a nessuno. Fa niente, li stringiamo all'angolo, li sommergiamo. Qualcuno arriva al contatto, e ora quel bastone sai dove
te lo infiliamo, pezzo di merda. Scappano, scomposti. Quel coglione di Polacchi sta li a chiamare la linea, ma non s'è ancora accorto che dietro non c'è più nessuno.  Si gira, capisce, e la sua faccia, da sola, vale il prezzo del biglietto. La polizia a quel punto carica sia noi che loro. Finisce così, alcuni di noi sono ammaccati ma nemmeno un dubbio ne valeva la pena, cazzo se ne valeva la pena. 50 fascisti armati di bastoni sono stati cacciati dalla piazza dai compagni a mani nude, e adesso che vadano pure a piangersi addosso.

Questa è per Renato, questa è per DAX.

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Curzio Maltese: "Ho visto tutto, li hanno lasciati agire. Una strategia secondo me studiata a tavolino che mi ricorda il G8" 

Mentre il decreto stava diventando legge, una ventina di fascisti infiltrati di Blocco Studentesco (nelle foto) hanno caricato il corteo degli studenti medi e universitari in Piazza Navona con la scusa di voler prendere la testa del corteo. Mentre la polizia gli ha inizialmente permesso di scagliarsi indisturbati contro il resto degli studenti, un nutrito gruppo di studenti antifascisti ha difeso il presidio e allontanato con veemenza i provocatori fascisti. 

  «A seguito della carica da parte del gruppo di estrema destra - spiegano esponenti dell'Uds - due studenti a piazza Navona riportano gravi traumi alla testa e un ragazzo riporta un orecchio lacerato.È scandaloso il comportamento delle forze dell'ordine che non intervengono per ripristinare una situazione pacifica». «Erano una ventina di infiltrati - ha aggiunto Roberto Iovino, coordinatore nazionale dell'Uds -, era un'azione premeditata. Siamo scandalizzati dalle forze dell'ordine che stanno a guardare. Ora ci stiamo organizzando noi con un cordone, per impedire altri incidenti. Comunque da qua non ci muoviamo». «Ero a terra mi hanno colpito con bottiglie, cinte e caschi - ha detto uno dei due feriti -. Ci hanno caricato con violenza, alcuni avevano anche dei moschettoni che hanno utilizzato come arma contundente». E l'altro ferito: «Mi sono saltati addosso, colpivano con violenza, molti utilizzando il casco». «Noi stavamo davanti- aggiunge una studentessa -, ma loro con forza volevamo guadagnare la prima fila».

La polizia è poi intervenuta ed ha fermato 15 esponenti fascisti una volta che avevano caricato e che erano già stati respinti dal presidio.

"In riferimento agli scontri avvenuti oggi in piazza tra studenti, mi chiedo come sia possibile che sia riuscito ad arrivare in Piazza Navona un camion con mazze e bastoni". Lo dichiara in una nota Luigi Lusi, senatore del Partito Democratico. "Si apra una inchiesta - continua Lusi - per sapere come è stato possibile che nel salotto di Roma, in piazza Navona, in una piazza chiusa al traffico per i romani, controllata anche in vista delle manifestazione, sia potuto entrare un camion con le mazze bianche rosse e verdi come si vede in tutti i telegiornali. Perché non è stato fermato? Dove erano i vigili? O si è forse chiuso più di un occhio - conclude Lusi -  nella speranza che ci fosse un incidente?"

Ci va giù durissimo anche Curzio Maltese, noto editorialista di Repubblica: "Ero presente in piazza Navona e posso assicurarvi che questo gruppo di neonazisti, non so come chiamarli altrimenti, sicuramente non studenti, è arrivato con un camion e ha picchiato selvaggiamente due studenti. Se dalla polizia non erano scortati, erano sicuramente ignorati e tollerati. Al grido 'Duce, duce' hanno iniziato a picchiare con spranghe. Studenti e professori che erano nel corteo si sono avvicinati all'ispettore di polizia addetto alla sicurezza e questi gli ha detto che non si trattava di fascisti ma di studenti di sinistra. Tutto questo - ha aggiunto Maltese - mi sembra una cosa sospetta e mi dispiace che domani si parlerà genericamente di incidenti e non del fatto che questi siano stati provocati ad arte da una precisa fazione politica. La polizia ha sistematicamente distribuito manganellate agli studenti che erano in corteo, disarmati e incolpevoli di quanto stava accadendo ignorando invece i provocatori. La scena - ha concluso Maltese - mi ha ricordato i momenti peggiori del G8, spero non sia una strategia su larga scala".

''La provocazione degli agitatori e degli studenti di estrema destra infiltrati nel corteo di questa mattina a piazza Navona e le forze dell'ordine che hanno preso a manganellate pacifici studenti e giovani maestre che protestavano contro l'approvazione del decreto Gelmini sono atti gravissimi e inaccettabili, che purtroppo si commentano da soli. Il governo impedisca in ogni modo simili atti, spieghi alle forze dell'ordine che vanno isolati e allontanati provocatori e violenti, non pacifici studenti e insegnanti''. Lo chiede in una nota il segretario del Prc Paolo Ferrero. ''Chiediamo anche - prosegue Ferrero - l'immediato rilascio, da parte della Questura di Roma, del dipendente della Direzione nazionale del Prc Yassir Goretz, presente agli scontri e ai disordini con l'unico fine di portare solidarieta' e sostegno agli studenti e ai docenti pacifici che manifestavano e in alcun modo responsabile di alcunche'. Riteniamo infine che il ministro degli Interni sia tenuto a riferire immediatamente su quanto avvenuto''

A Milano due ragazzi che partecipavano al corteo  che da largo Cairoli si è mosso verso il centro, hanno denunciato di essere stati «caricati a colpi di manganelli dagli agenti della polizia» all'angolo di piazza Meda e via San Paolo.

www.repubblica.it

29 ottobre 2008

Link: Tensioni anche al corteo di martedì
Link: "In corteo non abbiamo reagito alle loro strumentalizzazioni"
Link: Napoli, botte destra-sinistra a Giurisprudenza

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Solidarietà alle studentesse e agli studenti aggrediti oggi a Roma

Durante la votazione al senato del decreto legge n.137, riguardante la cosiddetta “riforma” della scuola, si sono verificate gravissime aggressioni da parte di gruppi neo-fascisti al corteo degli studenti medi e universitari che protestava contro le misure del governo.

Riscontriamo un nesso tra tali episodi e il clima di tensione creato in queste settimane sia dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che minacciava l’intervento delle forze dell’ordine contro le occupazioni delle facoltà, che dall’altrettanto sconcertante dichiarazione rilasciata durante un intervista di Repubblica al senatore Cossiga, che consigliava di infiltrare provocatori nei cortei e nelle manifestazioni di piazza per poter reprimere tutto il movimento studentesco con l’uso indiscriminato della violenza.

Come Assemblea delle studentesse e degli studenti di Scienze Politiche del Polo Didattico Carmignani Occupato di Pisa condanniamo queste aggressioni al movimento studentesco ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli studenti vittime di questi atti intimidatori.

Opporsi al decreto Gelmini e alla legge n.133/08, non significa per noi difendere l’esistente, ma creare un movimento dal basso capace di autoriformare l’Università rivendicando il diritto a un sapere critico accessibile a tutti: principi fondamentali quali l’antifascismo, l’antisessismo e l’antirazzismo sono dunque imprescindibili per costruire la scuola e l’università che vogliamo.

Ribadiamo nuovamente con forza la nostra piena solidarietà agli studenti vittime delle vili aggressioni fasciste perpetrate oggi mercoledì 29 ottobre 2008 a Roma.

Studentesse e studenti di Scienze Politiche del Polo Didattico Carmignani Occupato

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Gelmini e i nazifascisti contro il popolo della scuola pubblica

L'arroganza governativa non ha tenuto conto della corale mobilitazione del popolo della scuola pubblica contro il decreto Gelmini, approvato al Senato davanti a migliaia di studenti e docenti che protestavano contro la politica scolastica di Tremonti-Gelmini. Ma la partita resta aperta, visti i numerosi passaggi che attendono, prima dell'attuazione, la legge Gelmini e la 133, e tenendo conto sopratutto dell'intenzione del popolo della scuola pubblica di proseguire e intensificare la lotta nei prossimi giorni, fino ad arrivare ad una oceanica manifestazione nazionale unitaria, con tutte le componenti del fronte in difesa della scuola.
Oggi però l'attacco alle migliaia di studenti e docenti che manifestavano a Piazza Navona non è venuto solo dai senatori/trici che hanno votato il catastrofico decreto, ma anche da un manipolo di nazifascisti che a Roma si sono introdotti in alcune aree del movimento degli studenti medi, usando sigle di copertura. Dopo aver cercato, come già  negli ultimi giorni, di prendere la testa di cortei e sit-in, grazie ad una pratica aggressiva e militaresca, di fronte alla pacifica ripulsa della grande maggioranza degli studenti, hanno gettato la maschera, caricando violentemente la piazza e colpendo con catene, bastoni e altri strumenti, giovani inermi, lasciandone numerosi a terra sanguinanti. Ed hanno continuato ad intimidire e a aggredire fino a quando non sono stati messi in condizione di non nuocere dall'ingresso in piazza del corteo degli studenti universitari. Ci auguriamo che questo gravissimo episodio serva se non altro a far chiarezza tra alcuni settori del movimento degli studenti medi romani che in questi giorni avevano creduto di poter convivere pacificamente con i nazifascisti. La sacrosanta indignazione del movimento nei confronti non solo delle politiche governative ma anche di quelle del precedente centrosinistra e dell'attuale inesistente opposizione non possono far sottovalutare, come hanno dovuto purtroppo oggi verificare di persona gli studenti picchiati, come il nazifascismo sia sempre violento, aggressivo, antidemocratico, qualsiasi ne siano le mascherature. E ancora una volta verrà usato dal Potere per cercare di criminalizzare il movimento di lotta e per riaccreditare la tesi berlusconiana del necessario intervento poliziesco "per riportare ordine e disciplina". Ma nè Gelmini nè tantomeno i nazifascisti fermeranno il grande movimento popolare in difesa della scuola pubblica.  
 
Piero  Bernocchi  portavoce nazionale dei Cobas della scuola
 
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Ultimo aggiornamento Domenica 04 Gennaio 2009 13:43

Vademecum per orientarsi tra le rovine della Scuola Pubblica

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  scuola_finita.jpg

Ecco come sarà la scuola  dal prossimo anno

SCUOLA DELL'INFANZIA

 "La scuola dell'infanzia (anche con "piccoli gruppi di bambini di età compresa tra i due e i tre anni") si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione"

(Piano programmatico L. 06/08/08 n 133)

Quindi

La scuola dell'Infanzia (materna) sarà garantita solo la mattina dalle ore 8,30 alle 12,30 con un solo insegnante.

 

I genitori dovranno provvedere privatamente per le ore pomeridiane con una spesa considerevole e senza alcuna garanzia di serietà educativa.

 

La conseguenza sarà lo smantellamento del progetto educativo della nostra scuola attuale, studiato ed imitato in tutto il mondo.

 

SCUOLA PRIMARIA DI PRIMO GRADO (elementare)

Articolo 4- Insegnante unico nella scuola primaria:

"Nell'ambito dei tagli previsti dalla legge n.133 (agosto 2008) le scuole costituiscono,  a partire dal prossimo anno scolastico, classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di 24 ore settimanali (...)

(DECRETO LEGGE 1 settembre 2008, n. 137

Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università)

 Quindi

La scuola aprirà alle 8,30 e chiuderà alle 12, 30.

Torna la maestra unica, vengono  cancellati Modulo e Tempo Pieno

che erano garanzia di:

tempi distesi per gli apprendimenti,l'ascolto dei bambini e la loro centralità, un modello educativo sperimentato ed efficace, una relazione educativa ricca e significativa, l'accettazione e l'integrazione di tutte le diversità.

 

Si impone inoltre ai genitori un altissimo costo per le cure pomeridiane dei bambini senza alcuna garanzia di serietà educativa, si impongono alle donne con figli condizioni lavorative difficili o impossibili.Poichè non c'è piu' compresenza di insegnanti non ci saranno piu' uscite didattiche, gite, progetti,laboratori,ore da dedicare al recupero degli alunni in difficoltà,all'insegnamento individualizzato, ai bambini stranieri....

(la diminuzione di ore di scuola porta al "risparmio" di 87.000 insegnanti)

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

(Scuola media)

 "Nella scuola media l'orario obbligatorio è, in via ordinaria, di 29 ore settimanali" (rispetto alle 32 attuali) con conseguente riduzione del quadro orario (...) tranne che per le classi ad indirizzo musicale. (...)Le classi a tempo prolungato (orario massimo di 36 ore per insegnamenti e attività), saranno soppresse"

(Piano programmatico L. 06/08/08 n 133)

 

Quindi

29 ore per tutti = meno tempo scuola = 13.600

docenti in meno:

 

meno storia, meno italiano, meno matematica, scompare l'insegnamento

della seconda lingua straniera,

scompaiono progetti come quelli di educazione alla legalità; di integrazione;

Di superamento degli atteggiamenti di bullismo;

e l'elenco potrebbe continuare

I

intanto si dà una mano di tinta (che brutti colori però!) introducendo il voto in comportamento , il grembiulino,

i voti numerici al posto dei giudizi ...

così si copre quello che marcirà sotto a questa riforma.

 

SCUOLE SECONDARIE DI SECONDO GRADO

"L'orario obbligatorio di lezione nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane sarà pari ad un massimo di 30 ore settimanali, (...) per i licei artistici e i licei musicali e coreutici l'orario obbligatorio di lezione sarà di 32 ore settimanali" con conseguente ulteriore riduzione dei quadri orario previsti dalla Moratti.

"(...) gli istituti tecnici e professionali previsti dalla L.40/2007 per i quali il numero degli indirizzi di studio dovrà essere opportunamente ridimensionato (...)

L' orario obbligatorio delle lezioni non  potrà essere superiore a 32 ore settimanali, comprensive delle ore di laboratorio ..."

 Negli istituti professionali già "dall'a.s. 2009/2010 non saranno attivate nelle prime classi le sperimentazioni

attualmente in atto"

(Piano programmatico L. 06/08/08 n 133)

 

Quindi

 

meno tempo scuola =

un primo taglio di 14.000 posti da docente

 

Diminuiscono:le attività laboratoriali; i progetti formativi;la ricerca e la sperimentazione

 

cioè

 

la qualità della scuola

IN TUTTI GLI ORDINI DI SCUOLA

aumento di 4 o 5 alunni per classe

per risparmiare 72.000 posti di docenti

La legge n.133/2008 prevede che aumenti di una unità il rapporto tra docenti e alunni,  per realizzare questo

obiettivo bisogna che in ogni classe aumenti il numero massimo degli alunni di almeno due unità.

si taglia il 17% del personale non docente:

44.500 posti di lavoro (direttori amm.assistenti laboratorio,collaboratori scolastici..)

 

DOMANDE:

- Come verrà garantita la vigilanza sugli alunni nei locali extra aula?

- Quali supporti organizzativi verranno garantiti alle attività dei docenti?

- Quale garanzia di sicurezza, di tempestività nell'intervento di primo soccorso in caso di incidenti all'interno della scuola se non si può contare su un numero adeguato di personale?

Meno tempo scuola, meno qualità , classi affollate e piani di studio ridotti

questa è la scuola di domani!

Invece:

  • la Scuola e' un Servizio Pubblico e un Diritto Costituzionale
  • l'istruzione non è una merce ma una garanzia di uguaglianza e benessere
  • I tagli alla scuola sono "tagli" al futuro di tutti noi

Per questo

chiediamo le dimissioni del Ministro Gelmini e il ritiro del suo scellerato piano di distruzione della Scuola Pubblica!


Il Comitato si riunisce tutti i MARTEDI' alle 17.30

presso Cittadinanzattiva, Via degli Asili, 35

per  contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Ultimo aggiornamento Martedì 28 Ottobre 2008 10:31

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