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Mercato del lavoro, giornata clou tra mobilitazioni e trattative

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livorno2_blocco_art.18Nella foto i blocchi di questa mattina a Livorno in via Enriques

Mentre partono le prime mobilitazioni in tutta Italia (Ancona è stata la prima con alcuni blocchi stradali) contro la cosiddetta riforma dell’Art. 18, si fanno sempre più fitte le consultazioni informali tra le parti sociali. Questa notte i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil hanno passato tre ore al ministero del Lavoro in conclave con il ministro Elsa Fornero. E da stamattina sono a palazzo Chigi con Mario Monti. Ieri sera a fare pressioni era stato direttamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ovviamente non poteva mancare. “Penso che sarebbe grave la mancanza di un accordo cui le parti sociali diano solidalmente il loro contributo”, ha detto scambiando alcune battute con i giornalisti dopo aver partecipato, presso la Sala della Lupa, a Montecitorio, alla commemorazione di Marco Biagi. “Io mi aspetto che anche le parti sociali mostrino di intendere che è il momento, come abbiamo detto facendo il bilancio dei 150 anni dell'unità nazionale, di far prevalere l'interesse generale su qualsiasi interesse e calcolo particolare. Lo richiedono le difficoltà del paese, lo richiedono i problemi che sono dinanzi al mondo del lavoro e delle giovani generazioni”, ha aggiunto il Capo dello Stato. Il nodo non è più se depotenziare l'Art. 18 o meno ma come: al centro del confronto i licenziamenti disciplinari. La posizione di Monti infatti è che lasciare al giudice la decisione se "reintegrare" o "indennizzare" significherebbe, per tradizione giurisprudenziale, far prevalere sempre la prima soluzione. Ecco perché‚ vorrebbe dei paletti ben precisi per regolare meglio questa fattispecie. E possibile però che alla fine, anche grazie all'appello di Napolitano, l'Esecutivo decida di cercare un'intesa su questo punto. In questo quadro nel governo tengono particolarmente d'occhio la Uil. "Se anche Angeletti si oppone, allora la rottura sarà definitiva", spiega una fonte di governo, perché‚ "Bonanni non resterà con il cerino in mano". Se al contrario la Uil dovesse accettare, magari grazie a qualche ammorbidimento sui licenziamenti disciplinari, sarebbe la Cgil di Susanna Camusso a ritrovarsi nell'angolo. 
Secondo fonti sindacali e fonti governative durante il confronto con le parti sociali il premier Mario Monti e il ministro Elsa Fornero sono rimasti sulle medesime posizioni. «Nessuna proposta di mediazione è stata messa sul tavolo» sull'articolo 18, spiega una fonte vicina alla trattativa. «Il governo non si è mosso di un millimetro», ha aggiunto un'altra fonte sindacale. Anche in ambienti governativi si conferma come l'Esecutivo, pur auspicando un accordo, non abbia presentato proposte di compromesso. Per il momento l'Esecutivo, riferiscono le stesse fonti, non pare intenzionato a concedere molti margini di manovra.

Per oggi la Fiom ha indetto due ore di sciopero. La Federazione della sinistra ha chiamato un sit in davanti palazzo Chigi per oggi pomeriggio a partire dalle 14.00.

Ancona, ore 10.00. La protesta degli operai Fiom dei cantieri di Ancona si è trasferita dalla Statale 16 al centro cittadino, con un concentramento di tute blu davanti alla sede della Banca d'Italia, in piazza Kennedy. Circa 300 lavoratori della Fincantieri, dei cantieri Crn (Gruppo Ferretti) e Isa sono scesi in strada e stanno distribuendo volantini ai passanti. “Molto alta”, secondo il segretario regionale della Fiom Giuseppe Ciarrocchi, l'adesione alle due ore di sciopero nazionale indette dal sindacato dei metalmeccanici Cgil.

Roma, ore 11.00 Le Rsu di SIstemi Informativi (contratto Commercio) e IBM Italia (metalmeccanici) indicono due ore di sciopero per oggi 20 marzo ed invitano a partecipare al presidio che si terrà a piazza Montecitorio.

Roma, ore 11 Al ministero del Welfare è in corso un tavolo tecnico sulla riforma del mercato del lavoro con il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini e il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy. C'è anche il direttore generale di Confindustria Giampaolo Galli. I temi del confronto riguardano i capitoli ammortizzatori sociali e tipologie contrattuali.

Pisa, ore 11 Cobas sotto le due torri della provincia di Pisa in via nenni per un nuovo presidio di protesta dopo le mobilitazioni di ieri contro l'attacco all'Art. 18.

Roma, ore 11.30 Martone viceministro del Lavoro ha raggiunto il tavolo tecnico sulla riforma del lavoro in corso nella sede del ministero di via Veneto

Campobasso, ore 11.30 L'articolo 18 "non va tagliato, ma esteso". È il pensiero dell'arcivescovo di Campobasso e presidente della conferenza episcopale per il lavoro, giustizia e pace, Giancarlo Bregantini. Il presule lo ha ribadito nel corso di un incontro dal tema "Dignità del lavoro, a Nazareth e in Molise", che si è svolto in occasione della festività di San Giuseppe lavoratore.

Roma, ore 12.15 I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl , Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Giovanni Centrella, lasciano palazzo Chigi. L'incontro con il governo sembra al momento terminato e l'intesa appare ancora lontana.

Roma, ore 12.30 È in corso una riunione ristretta tra il premier Mario Monti, i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera e le imprese. Il vertice previsto per oggi pomeriggio è confermato anche se, si apprende, potrebbe slittare di almeno mezz'ora

Reggio Emilia, ore 12.45 I sindacati reggiani e le Rsu aziendali (in testa la Fiom Cgil) hanno mobilitato in massa gli operai delle maggiori aziende di Reggio Emilia. Dalle 10 sono scesi in strada per manifestare in varie zone della città. Uno sciopero di due ore ha interessato il Gruppo Brevini e la Lombardini - Meta System. Cortei sono partiti anche dal quartiere industriale di Mancasale con operai delle ditte in sciopero Rcf, Sacmann, Eurocastings, Bell Landi; dalle 11 si sono mobilitati a Bagnolo (a ridosso della città) i dipendenti delle aziende Ognibene, Emak, Alubel. A Rubiera i dipendenti delle aziende metalmeccaniche ceramiche ed edili hanno cominciato a manifestare dalle 10 sulla via Emilia. Sciopero anche alla Tecnogas di Gualtieri, nel distretto industriale di Luzzara e a Lentigione di Brescello dove ci sono gli stabilimenti di Terex (gruppo americano che ha acquisito la Fantuzzi-Reggiane) e Immergas. Un'ora di sciopero anche nella zona di Correggio e San Martino in Rio (qui scioperano Fiom e Uilm mentre Fim non aderisce). Due ore di sciopero infine all'Interpump dalle 10.30 alle 12,30 e in altre aziende della zona di San'Ilario d'Enza.

Roma, ore 13.15 Il tavolo tecnico sulla riforma del mercato del lavoro è "ancora molto indietro". A dichiararlo è il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni entrando nella sede del sindacato per incontrare Susanna Camusso. Fammoni ha partecipato questa mattina al tavolo in corso al ministero del lavoro.

Roma, 13.20 Terminato l'incontro informale a Palazzo Chigi tra il governo e le imprese sulla riforma del mercato del lavoro. Il tavolo ufficiale con tutte le parti è stato riconvocato alle 16.

A Sesto San Giovanni, tra Viale Edison e Viale Marelli, hanno manifestato i lavoratori in sciopero di Alstom Ferroviaria, Alstom Power, Weir Gabbioneta, Ansaldo Sistemi Industriali, a cui si è aggiunta una delegazione della Siae di Cologno e della Siemens. Poco più un là, in Viale Sarca, hanno scioperato quelli della Marcegaglia.

Milano, 13.35A Cornaredo, in corteo su Via Novara, hanno sfilato i lavoratori della Lobo (che sono “di casa), quelli della Frimont di Lainate, della Hydronic Lift di Pero, e delegazioni della Colgar di Cornaredo e della Kone di Pero (che ha scioperato ieri). A Lainate sono usciti dai cancelli delle aziende ai metalmeccanici della Bonetti Acciai e della Saes Getters.

Milano, 13.35 Sciopero alla Obl e alla Ceit di Segrate, alla Maflow Brs di Trezzano alla Isa di Arese, alla Cesare Bonetti di Garbagnate, alla Carle e Montanari di Rozzano, alla Cinemeccanica di Milano, alla Novelis di Pieve Emanuele, all’Italtel di Castelletto.

Roma, 13.45 Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso è rientrata nella sede del sindacato in corso d'Italia per incontrare i componenti della segreteria nazionale. Camusso, che non ha partecipato ad una conferenza stampa prevista per le 12 nella stessa sede del sindacato sulle elezioni delle Rsu, sta relazionando sull'esito dell'incontro di questa mattina anche in vista del vertice di oggi pomeriggio sempre a Palazzo Chigi.

Palermo ore 15, 00I lavoratori del Cantiere Navale: 2 ore di sciopero (proclamato dalla Fiom Nazionale) e sarà fatto oggi a fine turno per protestare contro le proposte avanzate al governo in materia di mercato del lavoro. «Riteniamo che in questo momento la priorità assoluta sia il lavoro - dichiarano i lavoratori del Cantiere Navale - Ci attendiamo incentivi e nuove commesse, la cantieristica è in grossissime difficoltà. Per questo - aggiungono - sollecitiamo il governo a cambiare politica economica e chiediamo, inoltre, che l'articolo 18 non vada toccato. Non si possono indebolire i diritti e le condizioni dei lavoratori in questo momento di crisi». La Fiom richiama su questi temi gli impegni del segretario del Pd Bersani. «Bersani a Palermo ha promesso ai lavoratori del Cantiere navale che l'articolo 18 non si sarebbe toccato e che la priorità sarebbe stata il lavoro. Chiediamo a tutti i parlamentari del Pd di vigilare sul rispetto di queste promesse - dichiarano il rappresentate Fiom Cgil Palermo Francesco Piastra e il rappresentante Fiom della Rsu del Cantiere Francesco Foti - I lavoratori sono già colpiti dalla vicenda dalle pensioni. Non possono rischiare di rimanere senza lavoro e senza pensioni».

Firenze ore 15,00 lavoratori della Champion di Scandicci saranno in sciopero domani 21 marzo per l'intera giornata. Il presidio sarà fatto la mattina davanti all'azienda.
Secondo quanto affermano in una nota Chiara Liberati (Filcams-Cgil) e Pietro Baio (Uiltucs-Uil), l'iniziativa è stata indetta contro la decisione dell'azienda. Questa infatti pare non non voler attivare ammortizzatori di tipo sociale che vadano incontro alle esigenze di quei dipendenti che non sono nelle condizioni di potersi trasferire a Carpi. I lavoratori inoltre manifestano sconcerto per l'inflessibilità dell'azienda di fronte alla richiesta fatta di posticipare il provvedimento di trasferimento del 26 Marzo 2012 per quattro colleghi. Non si comprende, come nonostante la decisione improrogabile del trasferimento di sede fissato per agosto, l'azienda non sia disponibile a rivedere la propria posizione».

Venezia ore 15,30 "Siamo ancora nella fase delle trattative - dichiara Zaia, presidente  del Veneto -  quando si parla di riforma del lavoro è ovvio che non si possono accontentare tutti. Occorre che i rappresentanti dei lavoratori, dei datori di lavoro e del Governo si trovino intorno ad una proposta quanto meno sufficientemente condivisa: questo perchè altrimenti si va al conflitto sociale».

Piemonte 16,04Numerose fabbriche metalmeccaniche oggi hanno scioperato in difesa dell'articolo 18. Lo rende noto la Fiom che annuncia altre fermate per domani.  «Gli scioperi di oggi e anche quelli previsti nei prossimi giorni - commenta Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese - dimostrano la volontà dei metalmeccanici torinesi di non farsi scippare diritti importanti come l'art 18 e la volontà di far sentire la propria voce nella trattativa in corso con il governo». Per il responsabile del settore auto della Fiom nazionale Giorgio Airaudo «i lavoratori difendono il loro articolo 18 perchè non è accettabile che le persone restino da sole di fronte al rischio dei licenziamenti».

Roma 17,00 Ferrero (Prc): «Considero gravi e fuori luogo le parole del Presidente della Repubblica che propongono politiche economiche di destra come se fossero una necessità obbligata. Il rispetto che è dovuto al Presidente della Repubblica per il suo ruolo istituzionale - aggiunge - ha un corrispettivo nel profilo istituzionale delle sue esternazioni. Con le parole odierne di Napolitano ci troviamo al contrario di fronte ad una presa di posizione politica, di parte, che come tale deve essere giudicata. La proposta del rigore avanzata dal Presidente Napolitano è completamente sbagliata e riproduce la disastrosa politica perseguita in Germania dopo la crisi del '29 e che ha aperto - con 5 milioni di disoccupati - la strada alla vittoria del nazismo. Al contrario di cosa dice Napolitano occorre costruire un New Deal, basato sull'intervento pubblico e sulla riconversione ambientale e sociale dell'economia. Il contrario delle politiche dei tagli che oggi pratica il governo Monti con gli altri governi di destra europei».

Roma 17,45 Il premier Mario Monti apre l'incontro con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro ricordando e ribadendo le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «prevalga l'interesse generale». Poi aggiunge: «Spero questa riunione possa essere conclusiva o quasi».

Roma 18,51 Accordo in salita. Cgil: «Non vogliono l'intesa». Monti: «A verbale i dissensi, poi tutto alle Camere e su quella base si discuterà».

Roma 19,00 Fornero: «Reintegro per i soli licenziamenti discriminatori, per i disciplinari sono in casi gravi. Per gli economici indennizzi da 15 a 27 mensilità».

tratto da http://www.controlacrisi.org

20 marzo 2012

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Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Marzo 2012 12:50

Mercato del lavoro. Convulsioni in corso

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Ancora non si trova la "quadra" per la riforma epocale. Confindustria non è soddisfatta, la Cgil divisa.

crackLa prima a lamentarsi, Emma Marcegaglia, ha messo in evidenza che le misure previste sulla bozza di decreto presentata dal ministro Elsa Fornero - che pure lascia intatti i 46 contratti precari - "rappresenta un aumento del costo del lavoro". Le pochissime misure previste per "stringere i bulloni" di alcune forme contrattuali precarie - quelle che puntano a stabilire contributi maggiori con cui finanziare l'Aspi - il nuovo assegno d disoccupazione che deve sostituire cassa integrazione mobilità - sarebbero infatti "insopportabili per le imprese". Sono come sempre incontentabili, persino di fronte a una rifforma epocale che consegna alle imprese lavoratori spogliati di ogni diritto e possibilità di contrattazione.

Dal lato sindacale, invece, i problemi sono soltanto in casa Cgil. Camusso aveva provato ad aggirare il Direttivo nazionale - l'unico organo che autorizzato a conferire un mandato per la trattativa - convocando la riunione dei segretari di categoria e delle Camere regionali del lavoro, dove il solo Landini della Fiom era un oppositore dichiarato. Per la prima volta, infatti, la minoranza congressuale era stata esclusa prima ancora di iniziare la duscussione. Per sicurezza...

Nonostante questo meschino sotterfugio autoritario - che mette in luce la considerazione in cui sono tenute le procedure democratiche dall'attuale segretaria confederale, si sono manifestate numerose e veementi proteste da parte anche di alcuni "insospettabili" davvero non imputabili di estremismo. Ad esempio,come la segretaria di Torino, iscritta d'ufficio tra i falchi "pro Tav" (anche questo tema divide ormai la Cgil in alto e in basso). Soprattutto, pesa su Camuusso la certezza - in fondo l'ha spiegato lei stessa - che la firma su quell'orrore di"accordo" viene posta solo per non fa esplodere il Partito democratico. Il massimo del danno possibile il minimo di vantaggio possibile.A cosa serve, ormai, mantenere il cordone ombelicale con un grupo di capicordata impropriamente chiamato partito? Il risultato non la tranquillizza: lunedì  la Fiom riunisce un Comitato centrale straordinario e mercoledì deve essere riunito il Direttivo, che Camusso sperava potesse limitarsi a ratificare una firma già messa.

Ora non si sa se andrà davvero così. Sia chiaro, alla fine si fa come l'Europa e Monti vogliono. - «La settimana prossima si chiuderanno le trattative sul mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali", ha detto stamattina Mario Monti. Ma che non tutti svolga tranquillamente ha la sua importanza. Solo il silenzio assoluto - il vero sogno per cui sono stati chiamati i "tecnici" - è da temere.

tratto da www.contropiano.org

***

Più che una bozza un boomerang

Le bozze di riforma del mercato del lavoro diffuse dal Sole 24 Ore in questi giorni lasciano molto perplessi. Nonostante le misure sugli ammortizzatori sociali si muovano nella direzione di un (molto) graduale cambiamento di regime, nel complesso emerge una chiara continuità con le politiche dei governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi dieci anni.

Primo, rimane una sostanziale frattura tra i contratti a tempo indeterminato e una vasta platea di rapporti di lavoro a termine. Non c'è nelle bozze alcuno sforzo di semplificazione tramite l'accorpamento o l'abolizione di alcune forme contrattuali, o la loro integrazione in un nuovo contratto a tempo indeterminato che valga almeno per i nuovi assunti (tutti, infatti, hanno sempre concordato nel voler lasciare intatti i rapporti di lavoro in essere). Val la pena ricordare che in Italia esiste una babele che rende il mercato del lavoro di impossibile decifrazione sia per gli esterni (i molto ipotetici investitori stranieri) sia per chi lo vive tutti i giorni.

Secondo, nonostante la permanenza di una grande molteplicità di forme contrattuali, si cerca di scoraggiarne l'uso tramite un appesantimento delle pratiche burocratiche, delle sanzioni, e un aumento degli oneri sociali. Queste novità dovrebbero, al contrario, incentivare i contratti a tempo indeterminato. Innanzitutto, appare improbabile che un fenomeno che riguarda milioni di lavoratori e la stragrande maggioranza dei neoassunti possa essere contrastato efficacemente con formalismi burocratici.

Ma ancora meno condivisibile è l'idea di aumentare i contributi sociali per i lavoratori flessibili. L'effetto di questa misura si conosce già perché gli oneri sociali per contratti a termine (compresa la cosiddetta "gestione separata" Inps) erano stati aumentati anche dai precedenti due governi con la conseguenza di una continua diminuzione reale degli stipendi di quei lavoratori (che sono privi di potere contrattuale perché non sindacalizzati ed esposti ad una concorrenza feroce) e nessun effetto sulla "precarietà" che è continuata ad aumentare.

Il lavoro flessibile non "costerà di più" come da mantra propagandistico, al contrario i precari guadagneranno meno e, laddove le aziende non fossero in grado di scaricare sul lavoratore i costi aggiuntivi, esse assumeranno meno.

Il punto che purtroppo non sembra finora trovare un rappresentante credibile è che per favorire l'occupazione stabile e produttiva, per favorire la crescita, non bisogna far costare di più il lavoro precario, ma far costare meno all'azienda il lavoro a tempo indeterminato, contribuendo dunque anche a sostenere le retribuzioni.

Allo stesso tempo, è per favorire la produttività e la crescita che si auspicava una forte semplificazione delle norme sui contratti. Una loro unificazione che comprenda il "modello tedesco" di protezione contro i licenziamenti (ossia fortissima protezione contro le discriminazioni; protezione solo monetaria per licenziamenti economici) dovrebbe avere il fine principale di rendere le norme maggiormente prevedibili, meno aleatorie, e più semplici; inoltre, applicabili a un ventaglio di contesti maggiore rispetto alla ristretta platea a cui oggi si applica l'articolo 18.

Al contrario, rafforzare le differenze tra diversi contratti; identificare condizioni di utilizzo più complesse e diversificate (di cui alcune particolarmente paradossali come quelle sugli apprendisti); aumentare in potenza il ricorso ai tribunali come arma contro la precarietà: sono misure che avrebbero l'effetto opposto rispetto a quel che serve al mercato del lavoro italiano, aumentando l'insicurezza e l'incertezza sui destini individuali e collettivi.

È difficile non notare che con il passare delle settimane la discussione sul mercato del lavoro ha teso ad assomigliare sempre più alle classiche trattative tripartite dei passati governi, e similmente anche i contenuti hanno finito per porsi in netta continuità. Visto il risultato di quelle politiche, ci auguriamo che il più forte mandato sul tema ottenuto ieri, secondo varie fonti, dal premier Monti consenta di rimettere al centro di questa riforma gli obiettivi di crescita collettiva che sembrano essere sfocati tra i soliti, parziali interessi.

Marco Simoni

tratto da Il Manifesto del 17 marzo 2012

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Marzo 2012 00:10

1300 euro per i lavoratori "somministrati". Le domande entro il 30 marzo 2012

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Lavoratori somministrati disoccupazione: prorogata l’una tantum Inps

L'Inps ha comunicato che l'intervento a sostegno dei lavoratori somministrati disoccupati prosegue anche per gli 2010 e 2011. Domande relative all'ottenimento della c.d. una tantum da presentarsi nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 30 marzo 2012

soldi-in-ariaCon la circolare n. 9 del 23 gennaio scorso, l’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha  comunicato che l’intervento a sostegno dei lavoratori somministrati disoccupati prosegue anche per gli anni 2010 e 2011. La presentazione delle domande per ottenere la cosiddetta una tantum Inps può avvenire nel periodo compreso tra il 1 febbraio prossimo e il 30 marzo.

LAVORATORI IN SOMMINISTRAZIONE DISOCCUPAZIONE: L’ACCORDO DEL 13 MAGGIO 2009

Il documento datato 23 gennaio 2012 dell’Inps comporta in prima battuta delle modifiche all’Accordo del 13 maggio 2009. Tale accordo, sottoscritto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da Assolavoro e dalle Organizzazioni sindacali, ha previsto per i lavoratori in somministrazione in possesso dei requisiti contenuti nello stesso Accordo, una misura di sostegno al reddito, c.d. una tantum, pari a euro 1300,00 al lordo delle ritenute di legge. A beneficiare di questa prestazione sono stati i sottoscrittori dei Patti di attivazione stipulati, presso le Agenzie per il lavoro, entro il 31 dicembre 2009. Dopo che il 16 dicembre 2011, si è terminata la  procedura relativa all’annualità 2009, le stesse Parti che hanno firmato questo Accordo, insieme con l’Inps, hanno stabilito di riaprire, nel periodo compreso tra il 1 febbraio e il 30 marzo 2012, i termini di presentazione delle domande relativamente ai lavoratori in somministrazione negli anni 2010 e 2011, con le modalità e a favore dei soggetti individuati secondo quanto previsto nel Verbale di accordo. 

UNA TANTUM LAVORATORI SOMMINISTRATI: QUALI SONO I BENEFICI

I destinatari dell’indennità una tantum di sostegno al reddito sono i lavoratori in somministrazione che, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2010 e il 31 dicembre 2011,possiedono, alla data dichiarata nella domanda di ammissione al beneficio, dei requisiti specifici.

Tali requisiti sono:

- avere maturato un’anzianità di lavoro di almeno 78 giornate in somministrazione a partire dal 1 gennaio 2008 e, successivamente, almeno 45 giorni continuativi di disoccupazione precedenti la data dichiarata nella domanda;

- non aver già beneficiato della stessa misura una tantum di sostegno al reddito;

- non avere percepito, nei sei mesi precedenti la maturazione del requisito, prestazioni pubbliche di sostegno al reddito di importo pari o superiore a euro 1300,00. 

DISOCCUPAZIONE LAVORATORI SOMMINISTRATI: COME CHIEDERE L’UNA TANTUM

La domanda, corredata della richiesta di incentivo e del Patto di attivazione, deve essere presentata esclusivamente alle Agenzie per il lavoro e sarà dalle stesse inserita nella piattaforma informatica PLUS dedicata da Italia Lavoro S.p.a. a questo tipo di intervento. Quando si presentano le richieste, sono le Agenzie a dover verificare, in tempo reale, il possesso in capo al richiedente dei requisiti necessari, attraverso le funzionalità messe appositamente a disposizione da parte dell’Istituto e, ove riscontrabili, in base ai dati presenti negli archivi dell’Inps e nell’archivio delle comunicazioni obbligatorie.

Essendo la prestazione legata ad un fondo a capienza, le richieste presentate, per le quali è stato verificato il possesso dei requisiti, verranno accettate con “riserva di capienza”. In caso di esito negativo, la richiesta di incentivo è inserita nel sistema ma con “riserva di verifica e di capienza”. Il lavoratore potrà quindi presentare la documentazione cartacea idonea, ossia il Cud e certificazione del competente Centro per l’impiego, presso l’Agenzia per il lavoro che dovrà verificare il possesso dei requisiti e successivamente trasmettere detta documentazione via posta elettronica ad Italia Lavoro entro 30 giorni dopo la data di sottoscrizione della domanda. Spetta ad Italia Lavoro, verificare la conformità della documentazione ricevuta, e inserire poi il nominativo del beneficiario nell’elenco finale che andrà trasmesso all’Inps. Se tutta la relativa documentazione non giunga nei tempi indicati, ovvero non sia ritenuta idonea, la richiesta di incentivo sarà respinta.

GRADUATORIA UNA TANTUM LAVORATORI IN SOMMINISTRAZIONE

Al terminata questa fase, l’elenco dei potenziali beneficiari, insieme con la tutta la documentazione relativa, sarà trasmesso all’Inps che, dopo l’accordo concordato con le Parti sociali che hanno sottoscritto il verbale del 16 dicembre 2011, con cui si è terminata la procedura prevista nell’Accordo del 2009, provvederà  entro il 5 maggio prossimo, a creare una graduatoria dei beneficiari. La graduatoria sarà formata tenendo conto della data in cui sono maturati i requisiti richiesti e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

LAVORO SOMMINISTRATO: EROGAZIONE UNA TANTUM

Dopo aver formato la graduatoria, si provvederà ad erogare la prestazione. Al termine dei pagamenti, da effettuarsi entro il 31 maggio 2012, le Direzioni regionali dell’Inps, devono comunicare, mediante l’invio del relativo file, i nominativi dei beneficiari della prestazione, alla Direzione centrale Prestazioni a sostegno del reddito, affinchè Italia Lavoro aggiorni la piattaforma PLUS.

ISTRUZIONI OPERATIVE

L’Inps nella sua circolare ha messo a punto anche un servizio mediante il quale le Agenzie del Lavoro possono verificare, in tempo reale, il possesso dei requisiti necessari, ove riscontrabili, in capo al richiedente la prestazione, in base ai dati presenti negli archivi dell’Inps e nell’archivio delle comunicazioni obbligatorie. La procedura DsWEb disponibile in Intranet – processi – prestazioni a Sostegno del reddito – sezione Disoccupazione non agricola, è quella utilizzata per la gestione e il pagamento della prestazione. Per l’acquisizione occorre selezionare il tipo domanda ‘E-Sussidio straordinario’ e, in seguito il codice sussidio ‘SOMM-IND.SOST.REDDITO LAV.SOMMINISTRATI’. Per i pagamenti della prestazione, dal menù principale occorre selezionare il link Pagamenti – Pagamento diretto interventi per l’occupazione; dalla lista di opzioni presentate è possibile selezionare i pagamenti per i LAV. SOMMINISTRATI.

CIRCOLARE INPS 23 GENNAIO 2012

Al fine della rilevazione contabile dei pagamenti, l’Inps nella sua circolare del 23 gennaio 2012,  rimanda alle istruzioni contenute in un’altra circolare, la n. 100 del 07 agosto 2009, aggiornate con quelle contenute nella n. 121 del 04 dicembre 2009 in merito all’accentramento dei pagamenti delle prestazioni a sostegno del reddito. Proprio con quest’ultima circolare sono state fornite le istruzioni operative e contabili relative al processo di riforma dei sistemi di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito che prevede l’automatismo completo delle attività contabili ed il pagamento delle prestazioni esclusivamente da parte della Direzione centrale bilanci e servizi fiscali.

tratto da http://www.investireoggi.it

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Ecco il comunicato dell'Inps

Saranno riaperti dal 1° febbraio al 30 marzo 2012 i termini di presentazione delle domande per la cosiddetta “una tantum”, destinata ai lavoratori in somministrazione che, nel periodo dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2011, possiedono – alla data dichiarata nella domanda di ammissione al beneficio – i requisiti descritti in dettaglio nella circolare n. 9 del 23 gennaio 2012. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente alle Agenzie per il lavoro e, dal momento che la prestazione è legata ad un fondo a capienza, le istanze presentate per le quali è verificato il possesso dei requisiti saranno accettate con “riserva di capienza”.

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Ultimo aggiornamento Sabato 17 Marzo 2012 19:17

La Cgil pronta a firmare, escluse le minoranze dalla riunione. Cremaschi denuncia la truffa della riforma Fornero

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camusso_marcegaglia_angeletti_bonanniClamorosa decisione della maggioranza Cgil: convocata una riunione dei segretari nazionali di categoria e della camere del lavoro regionali per decidere cosa fare nella trattativa.

Contrariamente alla prassi di sempre, la minoranza de "la Cgil che vogliamo" non è stata neppure invitata.

E' un passaggio gravissimo che trasforma le istituzioni democratiche all'interno del più grande e storico sindacato italiano in proprietà privata della segreteria confederale. E che preannuncia un accordo talmente schifoso che non si può neppure discuterne con tutto il gruppo dirigente, ma solo con la parte che direbbe "sì" ai desiderata del segretario generale, la craxiana Susanna Camusso. L'unica categoria a esprimere contrarietà alla decisione, a quanto si è appreso, è ancora una volta la Fiom.

La notizia data da Gianni Rinaldini, nel primo pomeriggio.

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La CGIL che Vogliamo esclusa dalla riunione in CGIL sulla trattativa: dichiarazione del coordinatore nazionale Gianni Rinaldini

"E' in corso in CGIL una riunione dei segretari generali delle categorie e dei territori sulla trattativa col governo sul mercato del lavoro. Per la prima volta è stata esclusa dalla discussione la minoranza congressuale che per prassi consolidata e per rispetto del pluralismo a riunioni di questo livello ha sempre partecipato. Se le motivazioni attenessero al rispetto della riservatezza sarebbero infondate e persino offensive del senso di responsabilità dei componenti la minoranza. E' piuttosto,a questo punto, legittimo – e inquietante- il sospetto che le ragioni di tale esclusione riguardino il merito dei testi che la CGIL si appresterebbe a sottoscrivere".

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La dichiarazione di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom e membro del direttivo Nazionale della Cgil.

L'Apartheid per tutti e la resa della Cgil

La segreteria Cgil ha convocato una riunione informale dei dirigenti per valutare con riservatezza quelle proposte del governo i cui testi sono già sui giornali. La minoranza congressuale per la prima volta non è stata invitata. C'è una forma che corrisponde ai contenti di un accordo che si profila catastrofico per i lavoratori. Oramai è chiaro infatti che l esercizio fondamentale in corso è quello della propaganda bipartisan per piegare il sindacato confederale a firmare una sconfitta superiore persino a quella subita per le pensioni. I capisaldi del possibile accordo sono infatti agli occhi di tutti, altro che riservatezza!

Essi sono:

- la conferma di tutte le forme contrattuali della legislazione di questi anni comprese le più assurde e devastanti. Tutto questo in cambio di una lotta alle truffe che si dovrebbe fare comunque e che non dovrebbe essere merce di scambio per nulla; e di un po' di tasse in più sul lavoro a termine che fanno arrabbiare le imprese senza dare alcun giovamento ai lavoratori.

- La riforma degli ammortizzatori sociali è in realtà una controriforma come sulle pensioni. Oggi chi perde il lavoro in una fabbrica ha diritto nella realtà, tra Cig e mobilità, da tre a cinque anni di copertura salariale. Col nuovo regime la copertura sarà di 12 mesi e di 18 per chi ha più di 55 anni. E la platea interessata sarà sostanzialmente la stessa. I disoccupati cronici ed i precari che lavorano meno di un anno su due non avranno niente, altro che reddito i cittadinanza. E non a caso tutta la trattativa è fondata sulla attenuazione di questi tagli per i più anziani colpiti dalla controriforma delle pensioni. e non a caso si cerca di rinviare il più a lungo possibile l' inizio di questa riforma che penalizzerà tutti e in particolare i giovani

- L' articolo 18 non c'è più. Esso resta integrale solo per i licenziamenti esplicitamente discriminatori, quelli di un padrone cosi stupido da cacciare un dipendente perche ateo o comunista o vegetariano... nella mia lunga esperienza sindacale non ne ho incontrati mai. Per tutte le altre forme di licenziamento il potere deterrente dell'articolo 18 è minato alla radice e non è difficile immaginare il clima alla Marchionne che dilagherà nei luoghi di lavoro.

Ammesso che sia sindacalmente e moralmente accettabile uno scambio sui diritti, qui non ce ne è neanche mezzo, tutti perdono qualcosa. Si diceva che si voleva rompere l'apartheid nel mondo del lavoro tra garantiti e no, ma lo si fa estendendo a tutti discriminazione e precarietà. Sappiamo che la propaganda di regime esalterà questo come un grande accordo, ma ci siamo abituati E' la stessa propaganda che spiegava che era interesse dei lavoratori perdere la scala mobile sui salari, che oggi sono tra i più bassi d Europa e vengono travolti dalla inflazione.

E' quello che faremo.

tratto da www.contropiano.org

15 marzo 2012

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Mercato del lavoro. E' partito l'assalto finale

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Quello che ha in testa il governo è molto peggio di quel che fin qui aveva fatto trapelare. Quasi azzeramento degli ammortizzatori sociali a partire da subito e cancellazione "furba" dell'art. 18.

lavori_in_corsoIl quadro delle proposte presentate ieri sera dal ministro Fornero è stato ricostruito a spizzichi e bocconi, tra mezze parole e goffi tentativi di limitare la portata di quello che stanno preparando, all'uscita dei "sindacati complici" dall'incontro.

L'attacco è totale e non risparmia nulla.

Ammortizzatori sociali. Attualmente c'è la cassa integrazione ordinaria per le crisi aziendali temporanee (durata 12 mesi), quella straordinaria per ristrutturazione o cessazione attività (24 mesi), e quella "in deroga" per i settori che non possono utilizzare le prime due forma perché non pagano i contributi. La cig è infatti co-finanziata da imprese e lavoratori, non dallo stato; tranne quella "in deroga". Fin quando un lavoratore è in cassa integrazione mantiene formalmente il posto di lavoro e non viene iscritto tra i disoccupati.

C'è poi l'indennità di mobilità (due anni per i lavoratori under 50, tre per quelli più anziani). E infine un'indennità di disoccupazione poso usata e con pochissimi soldi.

Il progetto Fornero è semplice come un omicidio: conservare solo la cassa "ordinaria", cancellare la straordinaria e la mobilità, introdurre una nuova indennità di disoccupazione  durata massima 12 mesi, che diventano 15 per gli over 58 anni - con tetto massimo di 1119 euro lordi, che si riducono del 15% dopo sei mesi e di un ulteriore 15$ dopo altri sei.

In pratica, se l'azienda si deve ristrutturare o chiudere gli "esuberi" vengono licenziati subito e "coperti" con l'indennità per un tempo molto più breve di quello attuale. "In compenso", secondo il governo, tale indennità verrebbe estesa anche ai lavoratori pubblici - che oggi non sono licenziabili - quando verranno buttati fuori, e anche ai precari. Diciamo "verrebbe" perché candidamente il governo ammette di non aver ancora trovato i soldi per finanziare questo strumento. Quindi, al momento, non c'è assolutamente nulla.

Inizialmente si era detto che questo massacro sarebbe entrato a regime nel 2017. Confindustria aveva fatto pressione per rinviare il più possibile il varo di questa riforma vista la recessione in atto. La cig, infatti, è una misura a favore delle imprese e sono loro a richiederla, non i lavoratori. Ora Fornero vuole anticipare tutto al 2015, cominciando però da subito un "periodo di transizione" di cui ancora non sono stati chiariti i termini (cosa cessa da subito?).

Su contratto di apprendistato e art. 18, vi proponiamo alcuni articoli sulla stampa di oggi.

Vedi anche

Articolo 18: basta con la confusione, anche in Cgil

tratto da www.contropiano.org

13 marzo 2012

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