Anticipazioni e bozze. La riforma del mercato del lavoro preannuncia un «contratto unico di ingresso» sul modello di Boeri e Garibaldi Tre anni senza vere garanzie, poi forse... Cgil, Cisl e Uil chiedono il contratto d'apprendistato, che è anche peggio...L'assalto è in preparazione, ma i dettagli già ci sono e sono davvero inquietanti. L'"assaggio" è venuto con il contratto dei bancari, che già si adegua alle "future" regole e infatti prevede per i neo-assunti un "salario d'ingresso" del 18% inferiore. Così s'imparano a cercare un lavoro... Quello che hanno fatto trapelare finora è molto dettagliato, come si può leggere negli articoli qui di seguito. Resta fuori l'art. 18, ufficialmente. Ma si sa già che sarà poi "ritoccato" in modo da renderlo inapplicabile, ma col "consenso" di Cgil, Cisl e Uil. tratto da www.contropiano.org
Link: Art. 18: su le barricate
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In realtà, chi ha fatto uscire la notizia spiega anche che «ci sarebbe già una convergenza di fondo» con le tre sigle storiche. Non solo sui contenuti, ma anche sulle modalità di svolgimento di quella che comunque non sarà una trattativa in stile «concertazione». Questo governo, e Mario Monti non perde occasione di ripeterlo, si muove su un altro pianeta: ascolta i pareri delle parti sociali, ma poi decide per conto proprio. C'è un po' più di cortesia istituzionale rispetto al predecessore (che faceva solo accordi separati con i «complici» che ci stavano), ma nessuno spazio al «condizionamento». Almeno da parte sindacale.
In non nominarla può però facilitare l'accettazione di uno schema di riforma che non assume la richiesta dei tre sindacati: contratto di apprendistato per i nuovi assunti e modello attuale (modificato peraltro con un accordo separato nel gennaio 2009) per tutti gli altri.
Francesco Piccioni
tratto da Il Manifesto del 21 gennaio 2012
Il coniglio nel cappello del governo si chiama Cui, e non possiamo non chiederci: cui prodest? Al padrone, verrebbe da rispondere. Ma noi, si sa, siamo diffidenti e un po' estremisti. Infatti pensiamo che, dentro una crisi che cancella centinaia di migliaia di posti di lavoro, alla base di ogni confronto sul mercato del lavoro dovrebbe esserci l'estensione a tutti i lavoratori dell'art. 18.
Loris Campetti
Questo contratto, realisticamente, "rappresenta il miglior risultato possibile ottenuto dalle Organizzazioni sindacali senza un minuto di sciopero", aggiunge Sileoni.
Nell'era della crisi finanziaria più forte i bancari stanno dando prova di grande pragmatismo. È senz'altro il momento di maggiore discontinuità nella storia del settore bancario e i sindacati hanno lavorato unitariamente, insieme ad Abi, a un accordo "straordinario". Strardinario per il modo in cui è avvenuto il calcolo dell'aumento per la parte economica innanzitutto. Con il recupero dell'inflazione, ma senza una tantum e senza conguaglio per il 2008, 2009, 2010. Ma straordinario anche perché la categoria che in decenni di negoziati ha fatto le maggiori conquiste di diritti che riguardano la previdenza, l'assistenza sanitaria integrativa, gli scatti, gli orari, le indennità congela una parte di questo prezioso pacchetto, per via dell'emergenza. E straordinario, infine, perché nell'anno in cui la disoccupazione ha raggiunto la punta massima e i giovani sono tra coloro che incontrano le maggiori difficoltà a trovare lavoro le parti hanno deciso di creare un Fondo a sostegno dell'occupazione.
È un quadro maturato in un arco temporale piuttosto ridotto, rispetto alle abitudini della categoria: appena tre mesi e mezzo, considerato l'inizio dei negoziati a fine settembre. L'impianto del contratto è senz'altro il più semplice delle ultime tornate: questo si deve in parte alla scelta di dare una risposta equa ai lavoratori in tempi brevi, ma anche alla scelta di insediare apposite commissioni bilaterali per risolvere i capitoli inquadramenti, armonizzazione orari, apprendistato, semplificazione normativa, salute e sicurezza.
Aumento
L'aumento sarà di 170 euro a regime, pari al 6,05%, divisi in tre tranche, con un alleggerimento della prima e della seconda e un differimento del pagamento della prima. In pratica verranno corrisposti i primi 50 euro di aumento a decorrere dal primo giugno del 2012, altri 50 nel 2013 e infine 70 nel 2014. Dunque ci sarebbe tutta la copertura inflattiva, escluso il conguaglio per il 2008, 2009, 2010 che sarebbe stato dello 0,93% circa ed esclusa anche l'una tantum che non ci sarà. Le parti hanno inoltre concordato il blocco degli scatti di anzianità per un anno e mezzo, dal primo gennaio 2013 al primo giugno 2014, mentre per la long term care è stato acquisito l'incremento del contributo aziendale pro capite di 100 euro.
Area contrattuale
L'intesa prevede l'introduzione del contratto complementare con un orario di lavoro di 40 ore settimanali invece di 37,5, con una riduzione del 20% delle retribuzioni. Questo consentirà l'insourcing di numerose attività attualmente esternalizzate, salvo poi procedere al riallineamento delle retribuzioni e dell'orario di lavoro in un arco temporale di 4 anni.
Nuova occupazione
È stato condiviso un protocollo per l'istituzione di un Fondo bilaterale per il sostegno dell'occupazione da attivarsi con il contributo dei lavoratori e delle aziende. In particolare le aree professionali contribuiranno con una giornata, vedendosi così ridotta a 15 ore, da 23 ore, la "Banca delle ore", i quadri direttivi e i dirigenti contribuiranno con una ex festività, mentre i manager con il 4% della retribuzione fissa, come ha suggerito il presidente di Abi, Giuseppe Mussari. Sul salario dei neoassunti con certezza di qualifica terza area primo livello l'intesa prevede una riduzione del salario di ingresso del 18% che, unitamente alle agevolazioni statali alle aziende che assumeranno con stabilizzazione del rapporto di lavoro, sarà un importante incentivo. Il fondo, inoltre, prevede anche che le assunzioni al sud abbiano un trattamento preferenziale.
Orario di lavoro
Sull'orario di lavoro che è stato uno dei temi più dibattuti e complessi di questo rinnovo, le parti hanno deciso l'orario di sportello prolungato 8-22, dal lunedì al venerdì, con una serie di garanzie sulla turnazione. Per l'applicazione di questo orario "allungato", è stato infatti concordato il confronto negoziale a livello aziendale, che prevede anche un intervento delle segreterie nazionali qualora ci siano difficoltà a raggiungere l'intesa. Nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo l'azienda potrà procedere unilateralmente per la fascia 8-20, mentre l'accordo è obbligatorio per la fascia 20-22. L'orario di lavoro individuale rimane invariato a 7 ore e 30 minuti e sarà privilegiata la volontarietà.
tratto da Il Sole 24 Ore




Con il passare delle ore giungono diverse informazioni sulla protesta di massa in corso in Sicilia contro le insopportabili condizioni di vita in cui versa la popolazione dell'isola.
"Siamo pronti a tutto, anche a usare la forza". La Sicilia è bloccata dalla protesta degli autotrasportatori e del Movimento dei Forconi. Per il quinto giorno porti e strade in tilt. Poca benzina, poco cibo. Il loro leader Martino Morsello spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it qual è la situazione: "Noi non ce ne andiamo. E' una ribellione spontanea, le famiglie arrivano per conto loro per darci una mano". Che cosa chiedono i manifestanti? "Non c'è solo il problema della benzina. Politici e funzionari corrotti stanno uccidendo la povera gente". Confindustria ha parlato di infiltrazioni mafiose nella protesta: "Ho cominciato uno sciopero della fame per quello che ha detto Lo Bello. Io sono stato vittima degli usurai. Se lui sa qualcosa faccia subito dei nomi".
Il blocco della Sicilia da parte del Movimento dei Forconi spiegato dal leader Mariano Ferro: "Siamo le vittime del sistema che stanno morendo e che si vogliono svegliare e che non vogliono morire né di depressione e nemmeno vogliono suicidarsi" dice Ferro, in tempi non sospetti. E alla fine "l'incontro voglio farlo col ministro Passera a San Gregorio", conclude Ferro alla vigilia del blocco.
È bene non sottovalutare la “fase due” del governo dei banchieri, e del presidente, già battezzata Crescitalia. Siamo di fronte a un tentativo dagli esiti incerti, visto il precipitare della crisi globale che l’avvertimento via downgrading di Wall Street a Berlino sembra annunciare. Nondimeno esso indica un percorso che ha dietro di sé una logica ferrea.
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