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Appello: Il sussidio di disoccupazione negato agli artisti. Firma la petizione

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spettacolo_finitoChiedo ai lettori di Senza Soste di sottoscrivere una petizione online che propone di estendere a tutte le categorie di lavoratori dello spettacolo il diritto a percepire l’indennità di disoccupazione. Un diritto che, come è noto, viene garantito a tutte le altre categorie di lavoratori.

Potete trovarla a questo link:

Il problema nasce da un comma di una legge risalente al ventennio fascista, ancora in vigore oggi: si tratta del famigerato Regio Decreto 1827 del 1935, il quale recita “Non sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria: (…) il personale artistico, teatrale e cinematografico”.
Questa legge richiama inoltre un regolamento presente in un altro decreto ancora più “antico”, risalente al 1924, in cui è precisato che cosa si intende per personale artistico: “Non sono considerati appartenenti al personale artistico, così teatrale come cinematografico, a tutti gli effetti tutti coloro che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica”.
In pratica si ritiene che, se in teatro si compiono mansioni che non richiedono una particolare preparazione, si ha diritto all’indennità. Chi invece ha studiato molti anni per acquisire una specifica preparazione tecnica, culturale o artistica, non ne ha diritto.
Si potrebbe arrivare a pensare che il pregiudizio per il quale coloro che svolgono delle professioni in campo artistico non siano dei lavoratori a tutti gli effetti, abbia delle antiche radici fasciste, tradotte nero su bianco in leggi ancora in vigore.

Questo comma mai abrogato, negli anni, ha spesso portato confusione nelle sedi Inps: in alcune province, ignorando questa legge assurda, veniva pagata l’indennità a tutti i lavoratori dello spettacolo, in altre veniva pagata solo ai lavoratori che dichiaravano di aver avuto nel corso dell’anno precedente alla domanda anche contratti a tempo determinato con altre mansioni (molti sono i casi di “artisti” che saltuariamente svolgono anche la professione di insegnanti), in altri casi invece le domande presentate dai lavoratori dello spettacolo venivano respinte. Un caos generato appunto dalla scarsa applicazione di una legge vecchia ed iniqua, nonché da un evidente vuoto normativo sul welfare per il settore.

Recentemente il problema legislativo è tornato prepotentemente a galla perché il 20 maggio 2010 c’è stata una sentenza della Suprema Corte di Cassazione (n. 12355) che, facendo riferimento al già citato Regio Decreto, ha stabilito anche il principio secondo cui il versamento del contributo contro la disoccupazione non è da ritenersi di per sé presupposto costitutivo del diritto alla disoccupazione da parte del lavoratore, perché il lavoratore dello spettacolo, anche se assunto con contratto da dipendente, è da considerarsi lavoratore “autonomo”. Quindi, anche se il datore di lavoro ha versato i contributi DS che dovrebbero garantire il pagamento della disoccupazione da parte dell’INPS, il lavoratore dello spettacolo ne può rimanere comunque escluso.

Nella Sentenza però non era chiarito quali fossero esattamente le categorie professionali alle quali era negato questo diritto. Ad effettuare questo chiarimento ci ha pensato successivamente l’INPS con la circolare 105 del 5/08/2011 dove è presente un allegato con una lunga lista di categorie di lavoratori alle quali è negato questo diritto. Il timore quindi è che, se prima la situazione era vaga e la legge del ventennio veniva scarsamente applicata, adesso, con questi chiarimenti presenti sul sito dell’INPS, le varie sedi non abbiano più alcun dubbio e quindi non paghino più a nessun lavoratore dello spettacolo ne’ l’indennità di disoccupazione ordinaria, ne’quella con requisiti ridotti.

La circolare sostiene che tale elenco di categorie sia scaturito da “ulteriori approfondimenti nonché dal confronto con l’ENPALS e con le parti sociali interessate”
I Sindacati che ho avuto occasione di sentire sulla questione hanno risposto di non aver sottoscritto alcun documento specifico e che, dall’elenco redatto dall’INPS, sono riusciti almeno ad escludere le maestranze tecniche dei teatri (macchinisti, elettricisti, operai generici..), ma non sono riusciti ad escluderne altre a causa dei persistenti commi fascisti di cui ho già ampiamente parlato. Questa in particolare è stata la giustificazione fornita dal SIAM (Sindacato Italiano Artisti della Musica, federato con CGIL)
Sia il SIAM che la Slc Cgil consigliano ai lavoratori a cui verrà negata la disoccupazione, di fare ricorso. La Fistel Cisl ha tenuto anch’essa a precisare che non è stato firmato nessun accordo con l’INPS, che nella circolare stessa si parla solo di “confronto ed approfondimento” e di aver contribuito alla stesura di un disegno di legge che tratta di una riforma del welfare per il settore dello spettacolo.
Personalmente ritengo le risposte ricevute insufficienti in quanto è evidente che il sindacato dovrebbe svolgere un ruolo ben più incisivo a fronte di una situazione così grave.

Se è vero, come è stato dichiarato dai sindacati stessi in occasione dello sciopero generale del settore spettacolo indetto nel marzo scorso, che i precari rappresentano il 90% della categoria, perché il settore è strutturalmente caratterizzato da lavoro occasionale ed intermittente (http://www.articolo21.org/2834/notizia/25-marzo-ripartiamo-dalla-cultura-per-affrontare.html), allora è anche vero che gli ammortizzatori sociali sono fondamentali per queste categorie, specialmente in un momento terribile come questo. Ci tengo a precisare che il consiglio della CGIL, almeno finchè le leggi rimarranno queste, potrebbe rivelarsi addirittura un “boomerang” per i lavoratori: diversi anni fa infatti alcuni colleghi residenti in provincia di Massa Carrara, fecero ricorso all’INPS che aveva negato loro il diritto a percepire l’indennità e persero. L’INPS, come risposta, chiese addirittura indietro le quote delle indennità che aveva versato loro negli anni precedenti e alcuni lavoratori sono stati costretti a pagare somme attorno ai 6000 euro. Ulteriormente incredibile e vergognoso!

Sarebbe doveroso quindi che le sigle sindacali cominciassero ad organizzare una nuova mobilitazione del settore e, parallelamente a questo, non smettessero di sollecitare le istituzioni affinchè vengano semplicemente abrogati questi commi.

E’ importante sapere che in Parlamento giacciono ben 4 proposte di legge che parlano di un nuovo sistema di welfare per il settore spettacolo: una è firmata da due parlamentari del PDL (la C. 1550), un’altra firmata da 5 del PD (C. 762), un’altra ancora, sostanzialmente identica a quella del PD, è firmata da 13 deputati dell’IDV (C. 2112) e l’ultima è firmata da 3 deputati dell’UDC (C. 2654). Tutte e 4 propongono l’abrogazione di questi commi.

Se si vuole approfondire, le varie proposte si possono trovare al seguente link: http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/documenti/progettidilegge/IFT/formEstrazione.asp?pdl=1550

Un’ ultima nota di “colore” prima di salutarvi: il ministro Brunetta ha definito più volte la categoria dei lavoratori dello spettacolo (attori, registi, musicisti, ballerini e tutte le maestranze impiegate nelle produzioni culturali dei teatri e non solo), come un “culturame”, un insieme di parassiti, un’eterogenea aggregazione di privilegiati, fannulloni che “non si mettono sul mercato”, inutili per la società e per l’economia del paese, per di più, molto rappresentati (?) Visto che ci ha definito come dei “privilegiati”, ci potrebbe spiegare come mai esiste così tanto precariato nel settore e come mai, visto che saremmo anche “molto rappresentati”, ci troviamo oggi a lottare anche per dei diritti così basilari come gli ammortizzatori sociali!

Vi propongo questo video della quale vi consiglio la visione lontano dai pasti.. si tratta di un’invettiva pesante e qualunquista che il Mini- Strò (come lo ha chiamato Travaglio) ha fatto 2 anni fa, in un periodo di pesantissimi tagli al Fondo Unico dello Spettacolo, nel “vivace” contesto di un seminario per i giovani del PDL: http://www.youtube.com/watch?v=ENcAPbd4nKM

Per reagire a questa Vergogna e a questo colpevole immobilismo ripartiamo dal basso e firmiamo tutti la Petizione online!

Grazie mille a Tutte/i

Stella Sorgente, lavoratrice dello spettacolo



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