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Biomasse: incredibile sentenza in un’incredibile Toscana

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centrale_biomasse2Il TAR ha respinto il ricorso avanzato da 88 cittadini livornesi e da MD contro la centrale a biomasse che l’Impresa Portuali  a guida PD vorrebbe costruire in porto.

Senza neanche entrare nel merito delle questioni sollevate dai ricorrenti (la centrale non è prevista nel Piano energetico regionale, è esplicitamente contraria al PIER per il combustibile a filiera extracontinentale, non è stata sottoposta a VIA, non è stata sottoposta a consultazione popolare, non sarebbe dotata di impianto di abbattimento degli inquinanti, diverrebbe secondo Arpat uno dei più inquinanti impianti in Toscana, emetterebbe polveri sottili quanto porto, traffico e riscaldamenti di Livorno messi assieme, ecc), il TAR ha sentenziato che i ricorrenti non avrebbero titolo per ricorrere..

Prendiamo atto che gli eccellenti giudici del TAR Toscana non conoscono  il Trattato di Aarhus, recepito in Italia nel 2001 che afferma proprio il contrario: “ogni persona  (ha) la possibilità di presentare un ricorso davanti ad un organo giudiziario o ad altro organo indipendente ed imparziale stabilito per legge.” “È opportuno disciplinare i tre pilastri della convenzione di Aarhus, vale a dire accesso alle informazioni, partecipazione del pubblico ai processi decisionali e accesso alla giustizia in materia ambientale …  Il principio generale è che i diritti garantiti dai tre pilastri della convenzione di Aarhus sono senza discriminazioni sulla cittadinanza, sulla nazionalità o sulla residenza.”

Con un artificio formale il TAR ha pilatescamente evitato di entrare nel merito delle questioni sollevate, d’altra parte avrebbe avuto molti problemi a sostenere che le argomentazioni dei cittadini erano infondate. Però a questo punto è lecito domandarsi: se i cittadini che vivono intorno agli impianti e che ne subiranno le conseguenze non possono farlo chi è legittimato a ricorrere alla giustizia amministrativa in caso di iter autorizzativi errati?

Con questa sentenza si conferma che l’Italia – e con essa la Toscana – non è uno stato di diritto, ma un sistema affaristico in cui quelli stessi che legiferano, violano le loro stesse leggi e ne fanno strame anche nelle aule dei tribunali.

PD e IdV di Livorno, promotori e sostenitori della centrale inquinante e fuorilegge, quale credibilità possono avere nei panni di custodi della legalità a livello nazionale ?

La lotta alla centrale continua con tutti gli strumenti previsti dalla legge e con la contro-informazione.

25.3.11

Maurizio Marchi (Resp. prov.le Medicina Democratica)

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