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Boicotta i prodotti dell'Apartheid, boicotta Israele: iniziativa a Livorno

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LIVORNO 30 marzo. Un gruppo di circa quindici persone nonostante il maltempo ha deciso di ricordare la "Giornata della terra" in onore e in sostegno alla lotta del popolo palestinese. E' stata decisa la forma dell'invito al boicottaggio di fronte a un grande magazzino, in un quartiere popolare, la PAM di Corea. Il volantinaggio ha permesso di informare un certo numero di persone, che hanno dimostrato interesse, su alcuni aspetti rilevanti della situazione della Palestina, della lotta all'apartheid, delle pratiche del boicottaggio, di alcune tipologie di prodotti che non sono così innocue come a prima vista possono sembrare. Un piccolo passo alla volta...fino alla vittoria! red 30 marzo 2010
Di seguito il testo del volantino distribuito:

A partire dal 1994 Nelson Mandela, eletto presidente del Sud Africa, cominciò a smantellare il regime dell’apartheid, che prevedeva che una parte maggioritaria della popolazione dovesse restare separata dall’altra, in una posizione di inferiorità e sfruttamento. Oggi i sindacati Sudafricani riconoscono nelle condizioni del popolo palestinese una situazione analoga a quella vissuta dalla popolazione nera della loro terra ed è per questo che partecipano, insieme a migliaia di organizzazioni di tutto il mondo, alla campagna di boicottaggio verso le merci israeliane. Per piegare il regime razzista che opprimeva il Sudafrica occorsero anni e lo strumento del boicottaggio internazionale fu, anche in quel caso, un’arma efficace per reclamare i diritti di un popolo. 

Perché un giorno la Palestina sia una terra dove tutto il popolo, di religione musulmana, ebraica, cristiana, e ateo possa vivere in pace, occorre piegare anche economicamente la cricca di fanatici alla guida di Israele.Questo lo sanno anche molti ebrei, quelli non scappati da Israele in questi anni e quelli non soggiogati dalla propaganda del regime. Una democrazia apparente, in mano ad elementi confessionali e sempre più allarmanti, che fa del massacro permanente  la sua risorsa principale. Uno stillicidio quotidiano di vittime prima e dopo la strage di Gaza (1500 morti) dell’anno scorso. Una politica sempre più efferata che spaventa anche gli alleati tradizionali e li spinge a distanziarsi. Che porta anche importanti banche, aziende e fondi di investimento a sottrarsi da coinvolgimenti divenuti troppo imbarazzanti e compromettenti, sotto la pressione dell’opinione pubblica internazionale.

OGGI 30 MARZO RICORRE L’ANNIVERSARIO DI UN LONTANO ECCIDIO DEL 1976. IN QUEL GIORNO LE FORZE ARMATE UCCISERO 6 PALESTINESI IMPEGNATI CON ALTRI CONTRO IL SEQUESTRO DI 5500 ACRI DESTINATO AI COLONI DELLA GALILEA. DA ALLORA IL PROCESSO DI ESPOLIAZIONE HA ASSUNTO RITMI SEMPRE PIU’ FRENETICI E CON ESSO IL NUMERO DI MORTI E LA NEGAZIONE DEI DIRITTI MATERIALI E CULTURALI FONDAMENTALI. QUESTA GIORNATA SIMBOLICA VIENE RICORDATA COME GIORNATA DELLA TERRA.

Oggi in ricordo di quei fatti la prassi del boicottaggio vuole avere un momento di accelerazione. Per questo riteniamo giusto informarti, quando acquisterai prodotti in questo supermercato che qui vengono commercializzate delle marche che sono indicate come direttamente colluse con la politica di guerra dello Stato d’Israele, vuoi per interessi economici comuni, rilevanti accordi commerciali, oppure intese riguardanti la ricerca e lo sviluppo. Ti invitiamo quindi a non acquistarle e spiegare ai tuoi amici e familiari perché è importante che facciano altrettanto, in un comune impegno che in tutto il mondo sta coinvolgendo milioni di individui.  Prodotti apparentemente innocui che molti di noi sono abituati ad avere da sempre con sé o sulle loro tavole contribuiscono alla sofferenza di molti. Bisogna fare uno sforzo per sostituirli con altri. Non comprare:

LAVAZZA, NESTLE’, L’OREAL, MOTOROLA. Quest’ultima in particolare fornisce ai soldati israeliani l’apparecchiatura elettronica, compresa quella per il controllo del muro di Gaza.

PER INFORMAZIONI: www.forumpalestinawww.bdsmovement.net

Centro Politico 1921

Studenti Livornesi

Giovani Comunisti

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