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Centrale a biomasse: quale ricaduta per la comunità livornese?

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centrale_biomasse2L'attuale console della Compagnia dei portuali Enzo Raugei dichiara in una intervista publicata da il Tirreno che la centrale a biomasse dei portuali porterà grande redditività e un ingente aumento della produttività.
Non sarebbe male fare chiarezza su  questi eventuali guadagni e in particolare sulla distribuzione delle risorse, assumendosi la responsabilità di stilare una sorta di “bilancio preventivo” di questi guadagni, specificando quali saranno le ricadute positive sul territorio, in termini di occupazione e di “sviluppo”.

In attesa della sentenza del TAR per il ricorso presentato da Medicina Democratica su una vicenda dall'iter a dir poco ambiguo e contraddittorio (come dimostrano anche i numerosi “mal di pancia” espressi da taluni rappresentanti della stessa  maggioranza), ricordiamo in modo sommario i dubbi  relativi alle autorizzazioni, all'informazione e alla trasparenza, la certezza che la centrale produrrà una quantità impressionante di inquinanti (soprattutto le micidiali polveri sottili) e che mancheranno i filtri per l'abbattimento delle polveri, la convinzione che non si possa parlare di filiera corta visto che sarà alimentato da biomasse a olio di palma (provenienti dal  sud America o dal sud Africa). In realtà siamo davanti al  nuovo business dell’energia creato dai certificati verdi che incentivano le energie rinnovabili con contributi statali:  molte di queste centrali, nate per bruciare oli vegetali, si riconvertono a bruciare rifiuti industriali o combustibile derivato dai rifiuti urbani.

In una situazione ambientalmente disastrata  (con le relative conseguenze in termini di mortalità per cancro e di patologie invalidanti) come quella livornese nessuno sentiva  la necessità di una nuova fonte di inquinamento come quella costituita dalla centrale a biomasse che la Compagnia portuali ha avuto l’autorizzazione a costruire a pochi chilometri dal centro cittadino.
Inoltre visto l’ingente investimento (90 milioni di euro) è scontato l’intervento di un soggetto ben più solido della fragile Compagnia dei portuali. Soggetto, sia detto per inciso, che ancora non si sa chi sia.

Insomma, un pasticcio alla livornese figlio in primis della cultura politica degli amministratori di questa città fatta di totale acriticità per ogni tipo di intervento, basta che porti un po' di presunto “sviluppo” e che girino un po' di soldi. Ma fortunatamente i cittadini stanno superando questa cultura acritica e anche in questa città i temi dellì'energia, della salute, dell'ambiente iniziano ad essere una priorità per molti. La gente vuole sapere quali sono svantaggi e vantaggi, quali rischi per sicurezza, ambiente e salute ci sono, chi ci guadagna sulle nostre spalle e i nostri polmoni.

Stefano Romboli   Cittadini Ecologisti

25 gennaio 2011

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