Oggi anche a Livorno la giornata ha portato con se' rabbia e tristezza per la morte di Vittorio Arrigoni. Ma insieme a questi sentimenti c'è stato spazio per un ricordo, per un saluto e per la voglia di dirgli grazie oltre che ciao. Nel pomeriggio i movimenti cittadini, singoli compagni che hanno partecipato a viaggi di cooperazione con Gaza, Sinistra Critica, Rifondazione e altri hanno ricordato Vittorio con un presidio in piazza Cavour. La sera poi in occasione della partita casalinga del Livorno calcio lo striscione per Vittorio e le bandiere palestinesi si sono trasferite sulla balaustra dello stadio Armando Picchi. Con il cuore in gola, ciao Vittorio. (red.) 15 aprile 2011
Un pensiero per Vittorio Arrigoni, partigiano, morto in Palestina
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare,
lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.
Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti,
sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al
caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
Antonio Gramsci, 11 febbraio 1917
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IN MEMORIA DI VITTORIO ARRIGONI
Il compagno Vittorio Arrigoni , il solidale sostenitore della causa palestinese , è stato assassinato da una banda di fanatici salafiti , che lo avevano rapito per tentare uno scambio di loro camerati detenuti nelle carceri di Hamas a Gaza.
Vittorio era a Gaza dall’agosto 2008 , al tempo dei primi tentativi di rompere l’assedio con l’iniziativa “ Free Gaza” .
Insieme ai palestinesi ha patito i bombardamenti su Gaza ( all’uranio impoverito e altre armi letali) durante l’aggressione israeliana “ piombo fuso : 27.12.2008/18.1.2009 “ costata la vita a 1400 palestinesi, con migliaia di invalidi e malati cronici.
Le sue cronache passate sui media occidentali , hanno fatto conoscere al mondo l’infamia della guerra israeliana , poi condannata dall’ONU con il “rapporto Goldstone” .
Il pacifista Vittorio Arrigoni, pur nella condanna “senza se ne ma” contro Israele , ha mantenuto aperta la speranza con quel “ restiamo umani” , che diverrà il titolo del libro scritto su quel tragico periodo.
Più volte arrestato e ferito nelle lotte in difesa dei pescatori e contadini – il governo israeliano lo gratificherà di “ bersaglio n° 1 (con tanto di foto e particolari)”; Vittorio verrà cacciato con il foglio di via, ma indomito rientra a Gaza dal Sinai , per condividere con i palestinesi la quotidiana resistenza.
E’ paradossale che la vita di Vittorio, scampato al crimine di “ piombo fuso” e di altre aggressioni, finisca nella più grave sciagura che può capitare a chi si è prodigato in aiuti e condivisione alla causa palestinese , quella di finire massacrato dal “ fuoco amico “ !
E’ una tragedia constatare a che punto è giunta la vicenda palestinese .
Della cui parabola vanno comunque accusati i governi arabi e i loro supporter occidentali, Italia compresa, che per mantenere a tutti i costi il criminale regime israeliano , hanno contribuito a distruggere le forze politiche riconducibili ad una visione e cultura laica e universalistica, facendo emergere quelle confessionali e tribali, fino a quelle fondamentaliste e jihadiste.
Gran parte della popolazione araba sta riscattandosi tentando di rovesciare regimi dinastici, dispotici e corrotti .
L’attuale “primavera araba” ha assunto come riferimento l’Intifada Palestinese : meraviglia constatare che proprio nei territori occupati non si stia cogliendo questa ansia di liberazione .
Anche di ciò , dei suoi ultimi resoconti , ringraziamo Vittorio , attento osservatore dei mutamenti e delle difficoltà intervenuti nel popolo amato.
Morire a 36 anni è di per se un’opera incompiuta !
La perdita di Vittorio è tanto più grave se si pensa al contributo prestato come attivista dei diritti umani , ma siamo convinti che la sua giovane esistenza così spesa bene , sarà presto rimpiazzata e motivo di orgoglio per decine di giovani delle attuali e future generazioni.
Ricordiamolo ovunque , Vittorio “cittadino onorario di Gaza” !
Insieme al rinnovato impegno per la causa palestinese e per tutti i popoli oppressi e resistenti.
Affettuose condoglianze ai genitori e alla sorella, ai cooperanti dell’International Solitariry Mouvement (ISM) , a tutte/i noi che perdiamo un fratello coerente,infaticabile, amorevole.
ADDIO VITTORIO , NON TI SCORDEREMO MAI
Roma 15.4.2010 CONFEDERAZIONE COBAS
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La perdita di Vittorio Arrigoni è enorme e straziante. Ma dobbiamo rispondere con forza che non ci faremo terrorizzare, che continueremo il nostro impegno a fianco della resistenza palestinese
Vittorio è stata una presenza importante in questi ultimi anni, da quando aveva deciso di rimanere a Gaza (unico italiano) durante l’offensiva israeliana denominata "Piombo fuso", nel dicembre 2008/gennaio 2009. Le sue testimonianze dalla Striscia di Gaza sottoposta ad un feroce e criminale bombardamento erano per noi una delle poche fonti "dal basso" che ci raccontavano la realtà della violenza che subisce quotidianamente la popolazione palestinese.
Le sue attività insieme ai palestinesi - dalla protezione dei contadini del nord della Striscia che cercano di difendere la loro terra dall’espropriazione "per motivi di sicurezza" all’accompagnamento delle barche di pescatori a cui la Marina israeliana impedisce l’uscita in mare, alla relazione quotidiana con le famiglie palestinesi e con quei giovani che sono stati protagonisti delle manifestazioni dello scorso 15 marzo – hanno rappresentato allo stesso tempo l’esempio di una solidarietà umana e politica e la dimostrazione che i palestinesi non sono soli.
Abbiamo continuato ad ascoltare con interesse e partecipazione i racconti di Vittorio, dal suo blog, nelle telefonate in diretta nei molti presidi nelle città italiane che si collegavano in diretta con lui a Gaza, nelle corrispondenze con le radio ancora libere di questo paese in cui l’informazione è un disastro (soprattutto nei confronti dell’"invisibile" Striscia di Gaza).
Il rispetto per il suo impegno ci impone comunque di provare a capire, per ricordarlo nel migliore dei modi e per continuare il suo e nostro impegno a fianco della resistenza palestinese (quella dei gruppi politici, ma soprattutto dei contadini, dei pescatori, degli studenti, dei medici ecc...).
Non ci entusiasma il gioco del "cui prodest?" e non crediamo che il gruppo salafita responsabile della morte di Vittorio sia semplicemente una "invenzione" israeliana.
Purtroppo la disperazione e il peggioramento delle condizioni di vita e la chiusura degli spazi politici dei palestinesi – soprattutto nella prigione di Gaza – lascia vuoti che vengono riempiti da gruppi iper-minoritari ma che possono fare danni enormi. Naturalmente Israele ha tutto l’interesse che questi gruppi esistano, perché dividono ulteriormente la resistenza palestinese, rappresentano l’ennesima giustificazione per le sue politiche criminali e danno un’immagine terribile (naturalmente falsa) dei palestinesi.
L’assassinio di Vittorio potrebbe fare male alla causa palestinese, perché saranno molti gli avvoltoi che cercheranno di mostrare la "disumanità" genetica dei palestinesi e/o degli islamici; potrebbe fare male perché vuole terrorizzare le/i volontari/e che vorranno seguire le orme di Vittorio – e questo interessa sia ai gruppi fondamentalisti che non vogliono una Palestina aperta al mondo, sia a Israele che vuole rendere ancora più invisibile e assediata la Striscia di Gaza, come dimostrano i suoi tentativi di fermare la Freedom Flottilla (subito seguiti dei loro amici come Berlusconi); potrebbe fare male perché i palestinesi si sentiranno ancora più soli.
Continueremo il nostro impegno a fianco della resistenza palestinese; che continueremo a costruire un ponte tra i giovani palestinesi che esprimono la loro necessità e volontà di liberazione (come i giovani tunisini, egiziani, libici, siriani che stanno in questi mesi facendo le loro rivoluzioni), i militanti della solidarietà internazionale e le/gli israeliane/i antisionisti; che continueremo ad andare a Gaza, a Gerusalemme, in Cisgiordania perché sappiamo che lì saremo sempre benvenuti; che continueremo il nostro impegno alla denuncia delle politiche dell’occupazione e dell’Apartheid e delle complicità dei governi europei in queste politiche.
Questo per noi è il tentativo di restare umani.
Sinistra Critica Livorno
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Morte di Vittorio
Il mondo è nelle mani di Mostri che usano la loro forza malvagia per uccidere e distruggere quanto ritengono magari soltanto diverso dalla loro idea di civiltà e di democrazia. Stamani i Mostri più grossi ed ingordi hanno scritto una lettera a tre mani pubblicata sui capofila della loro batteria massmedica New York Times, Times e FIgarò con la quale dichiarano che è inimmaginabile il futuro della Libia con Gheddafi e che questo si deve togliere di mezzo, se ne deve andare. Una ingiunzione mafiosa basata sulla menzogna, menzogna che peraltro viene ostentata come a significare che questi signori non hanno bisogno di spiegare le loro azioni. Sarcozy, Cameron ed il premio Nobel per la Pace Obama si debbono rifare della umiliazione che Gheddafi ha inflitto all'Occidente mezzo secolo fa ingiungendo alle loro basi militari di sloggiare, la BP si deve rifare delle perdite subite con Golfo del Messico e Sarkozy deve sfogare la sua immensa invidia collerica contro l'Italia alla quale Gheddafi aveva concesso il grosso del suo esport-import e relazioni quasi di appartenenti allo stesso Paese. Ma Gheddafi resiste ed ieri si è mostrato in un raid automobilistico al centro di Tripoli. Incoraggia il suo popolo alla resistenza. Il popolo libico credo sappia che la fine di Gheddafi sarà la fine di un periodo lunghissimo di prosperità pace cultura diritti sociali.Resiste assieme e con lui.
Ma ieri è stato giorno di lutto per l'umanità e per ciò che ci rende umani e ci fa sperare
in un futuro governato dalla ragione in cui i soldi si spendono per dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati e non per ordigni bellici di potenza spaventosa. Ieri è stata stroncata la vita di un giovane che fa onore all'Italia ed al mondo intero: Vittorio Arrigoni attivista dei diritti umani che ci ha permesso di sapere che cosa sono stati questi terribili anni di assedio israeliano di Gaza, le persone morte come topi nei cunicoli scavati per portare qualcosa da mangiare e qualche medicina a due milioni di persone chiuse come bestiame in una città-trappola sottoposta a genocidio permanente e dalla quale non possono andarsene. Questo avviene sotto gli occhi dell'ONU una organizzazione da tempo squalificata e compromessa con il potere imperiale, pavida e meschina contro Israele per quanto è baldanzosa e dura contro la Libia.
Vittorio Arrigoni è stato ucciso in modo orribile. Picchiato a morte e poi impiccato. Una modalità non frequente di dare la morte in questi lugubri scenari di guerra. E' stato ucciso probabilmente quasi subito dopo il rapimento magari perchè, essendo del posto, aveva riconosciuto le persone che lo avevano sequestrato oppure perchè l'ordine era quello di farlo fuori. Vittorio è una icona, un testimonial troppo sgradito ai signori di Israele vogliono azzerare e stanno azzerando la civiltà palestinese . Il delitto è firmato. Rivendicato da Alqaeda che come sappiamo è una cellula creata dalla Cia per creare un movimento terroristico mondiale che potesse servire da giustificazione per le nefandezze dell'Occidente verso i popoli arabi. Nefandezze compiute con la complicità di grossi intellettuali che hanno orientato e dato il materiale di lavoro alla propaganda antiaraba.
Vittorio mi ha ricordato un'altro martirio: quello di Rachele Corrie che si era posta contro la ruspa del soldato israeliano per difendere la casa palestinese dove aveva preso il te con la famiglia che l'abitava. Un odio cieco ed un disprezzo assoluto per la vita umana di coloro che si frappongono ai progetti di annientamento palestinese per fare nascere dove questi abitano da millenni una società razzista fondata sul sangue ebreo, uno Stato che viene spacciato nel mondo come "l'unica" democrazia del Medio Oriente ma che in effetti è soltanto uno stato apartheid e discriminatorio per quandi non sono di sangue ebreo.
Vittorio Arrigoni e Rachela Corrie: due giovani occidentali che hanno dato la loro giovane e bella vita alla causa dell'umanità. Spero che il libro di Vittorio Arrigoni: "Restiamo Umani" venga letto ed adottato in tutte le scuole. E' un raggio di sole nel buoi della tristissima epoca che stiamo attraverso la tristissima epoca che stiamo attraversando, era di violenza c he purtroppo non viene ancora bloccata di coloro che potrebbero farlo se volessero: Russia, Cina, India, Brasile, SudAfrica.
Pietro Ancona
Il libro di Vittorio
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