Ai Consiglieri comunali dei Comuni dell’area AATO 5 Acqua-Toscana
Ai Sindaci “ “
Ai Presidenti dei Consigli comunali “ “
Oggetto: richiesta convocazione di consigli comunali straordinari aperti sul risultato dei referendum nazionali sull’acqua.
Come è noto, il 12 e 13 giugno scorsi il popolo italiano a maggioranza si è espresso, nei referendum in oggetto, contro la privatizzazione del servizio idrico e contro la remunerazione del capitale privato investito o da investire in tale servizio.
Nel nostro ATO, il servizio idrico era stato privatizzato nel 2003 in mano ad ASA SpA, oggi inglobata in IREN Torino-Reggio Emilia.
Visto il risultato della volontà del popolo italiano, riteniamo che si imponga una revisione generale dell’affidamento del servizio idrico a livello locale, alla luce anche delle evidenze negative maturate in loco, così riassumibili :
1- La tariffa dell’acqua nel nostro ATO è per gravosità tra le prime dieci in Italia, secondo i dati Istat.
2- C’è un conflitto evidente di interessi, che non facilita la trasparenza, tra l’Autorità Territoriale ottimale (costituita dal sindaci) che affida il servizio e controlla, e ASA SpA, partecipata a sua volta al 60% dai Comuni presieduti dagli stessi sindaci.
3- Nonostante (o forse a causa di) la presenza del privato in ASA gli investimenti sono stati evidentemente insufficienti, in questi otto anni, se A) la qualità dell’acqua fornita è stata scadente (in deroga ai limiti di legge 31/2001) in quasi tutti i comuni coinvolti, fino al recente paradosso del divieto all’uso dell’acqua di rubinetto negli asili elbani B) le perdite di rete si aggirano oltre il 40% C) ASA non paga, o paga in misura ridotta e ritardata, i canoni dovuti ai Comuni (tanto da attirare i rilievi dell’Ispettorato Generale di Finanza) che hanno dovuto rinunciarvi per ricapitalizzare l’azienda D) Nonostante ciò, ASA è perennemente in una condizione di incerta “bancabilità”, ed ha pagato in media ogni anno oltre 3 milioni di euro di interessi passivi alle banche negli ultimi 4 anni, costo aggiuntivo riversato sulle bollette.
Come cittadini impegnati dapprima nella raccolta di firme necessarie all’indizione dei referendum, poi come cittadini impegnati nel raggiungimento del quorum e nel successo dell’abrogazione delle norme in premessa, riteniamo che i consiglieri comunali tutti, i Sindaci e i Presidenti dei consigli debbano sentirsi impegnati, per un principio di sensibilità democratica, a convocare consigli comunali straordinari aperti, in tempi ragionevoli e con la massima pubblicizzazione, per confrontarsi con i sottoscritti e tutta la cittadinanza, al fine di dare corso quanto prima a livello locale alla volontà popolare chiaramente espressa nei referendum nazionali.
Restiamo pertanto in attesa di comunicazioni al riguardo.
7.7.11
Per il Gruppo “Cittadini per il SI ai referendum”
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