Questa mattina una rappresentanza del Comitato contro il rigassificatore offshore di Livorno ha formalmente consegnato un esposto alla Procura della Repubblica di Livorno sottoscritto da oltre un centinaio di cittadini. L’esposto è stato inviato anche ai Sindaci di Livorno e Pisa, ai presidenti delle Provincie di Livorno e Pisa, al Presidente della Regione Toscana.In sostanza con l’esposto si chiede se la Capitaneria di Porto di Livorno è legittimata ad ignorare la normativa vigente che individua il periodo (1 aprile-30 settembre) in cui effettuare i campionamenti delle acque marine ai fini della balneazione ("Testo aggiornato del Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 470, recante: “Attuazione della direttiva (CEE) n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione”, a seguito delle disposizioni correttive ed
integrative di cui alla Legge 29 dicembre 2000, n. 422, di cui al Decreto- Legge 31 marzo 2003, n. 51 e di cui alla Legge 30 maggio 2003, n. 121"). Questa è la normativa cui ha fatto riferimento la Regione Toscana nella delibera della n. 839 del 28/9/2009, in cui ribadiva quanto già previsto dall’Autorizzazione alla realizzazione del rigassificatore del 23 febbraio 2006 e cioè che per preservare la salute dei cittadini i lavori in mare dovevano essere svolti nel periodo 1 ottobre / 31 marzo.
Non si tratta di una questione formale ma sostanziale:posare ed ancorare al fondo marino le enormi catene necessarie a fermare le ancore che serviranno a tenere ferma una nave lunga oltre 300 metri, con una capacità media di rigassificazione di 11 milioni di metri cubi al giorno e una capacità di stoccaggio di 137.500 metri cubi di gas naturale liquido (GNL), sta comportando il rimescolamento dei fondali dove negli anni 1999-2000 sono state depositate centinaia di tonnellate
di fanghi di escavo del porto di Livorno, fanghi che contengono sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene (composti organostannici tra cui TBT) . Questi sedimenti saranno risospesi e spinti dalle maree sul lungomare pisano-livornese mettendo a rischio la salute dei bagnanti (si legga questa pagina della Comunità Europea:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620762916.htm)
Estate 2010 a rischio dunque? Nel reiterare la richiesta di immediata sospensione dei lavori in mare facciamo appello ai cittadini che frequentano le nostre spiagge e agli operatori turistici, gestori dei
bagni prima di tutti, perché si mobilitino contro questo attentato alla salute e alla sopravvivenza delle loro attività economiche.
Comitato contro il rigassificatore offshore di Livorno
http://www.offshorenograzie.it/
Livorno, 9/4/2010
***
Livorno, 2/4/2010
ESPOSTO
Alla Procura della Repubblica di Livorno
Alla Procura della Repubblica di Pisa
al Prefetto di Livorno
al Sindaco di Livorno
al Sindaco di Pisa
al Direttore sanitario della Asl di Livorno
al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Livorno
al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Pisa
al Servizio veterinario della Asl di Livorno
al Servizio veterinario della Asl di Pisa
al Direttore generale dell’Istituto superiore di sanità
al Presidente dell’Istituto superiore di sanità
all’Arpat Toscana - sezione di Livorno
al Presidente della Provincia di Livorno
al Presidente della Giunta Regionale della Toscana
al Direttore Regionale Energia e Rifiuti
all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Livorno
all’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana
all’Assessore alla Sanità della Regione Toscana
al Presidente della Commissione Ambiente del Senato
al Presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato
al Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
al Presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati
Si rappresentano i seguenti fatti:
rileva agli esponenti che il Decreto Ministeriale di Autorizzazione del 26.02.2006 contempla 27 prescrizioni cui Olt deve assogettarsi nella fase di realizzazione del progetto; fra queste la n. 4 che recita "I lavori di scavo della trincea, di posa e di interro della condotta sottomarina devono avvenire fuori della stagione estiva,del periodo di balneazione ed anche del periodo di campionamento delle acque ai fini dell'idoneità alla balneazione" (che inizia il 31 marzo di ogni anno). L'ordinanza n. 28/2010 della Capitaneria di Porto permette invece il proseguimento dei lavori in mare "indicativamente" fino al 18 aprile o fino a che necessario.
I lavori di interramento di enormi catene al fondo per l sistema di ancoraggio della nave rigassificatrice sono funzionalmente ricollegabili a tale prescrizione.rileva altresi' come la posa dei tubi unitamente alla messa in opera delle ancore avvenganella zona che nel 2000 è stata oggetto del deposito dei fanghi di dragaggio del porto di Livorno. E' bene ricordare che tale deposito fu bloccato dal Ministero dell'ambiente dopo le denunce dell'Archeoclub di Livorno e un clamoroso blitz di Greenpeace che rivelò la presenza nei fanghi di dragaggio portuale di TBT una sostanza che provoca morte in mare e crea gravi problemi all'uomo. Rimuovere quei fanghi creandone la risospensione e nuova diffusione causata dalle maree, vuol dire rimettere in circolo quelle sostanze altamente tossiche, mutagene, degenerative, cancerogene per cui ne fu ordinata la sospensione. Si tratta di una operazione estremamente pericolosa per i bagnanti di tutto il lungomare da Livorno a Marina di Pisa che ormai fra poche settimane frequenteranno il nostro mare.
rileva ulteriormente agli esponenti che in data 19/02/2009 gli organi della Capitanerie e gli ingegneri della Saipem convocavano gli organi di informazione in una conferenza stampa congiunta per comunicare le caratteristiche dell'intervento di posatura dei cavi prodromico alla installazione della pipeline dell'impianto di rigassificazione. Nella circostanza,con modalità che sottoponiamo alla verifica delle SS.LL, pur nella indeterminatezza del regime concessorio relativo allo sfruttamento dello specchio acqueo demaniale corrispondente all'area costiera di Calambrone, l'organo statale di controllo esplicava di concerto con il soggetto attuatore dell'intervento e presunto concessionario dello specchio acqueo demaniale le caratteristiche di funzionamento del terminale di rigassificazione e del suo eventuale impatto ambientale
ciò premesso, se ne evince in primo luogo che l'autorizzazione rilasciata con ordinanza n. 28/2010 della Capitaneria di Portoviola manifestamente la delibera della Regione Toscana n 839 del 28/9/2009;
che in secondo luogo quest'ultima non è l'unica violazione delle prescrizioni previste;risulta infatti palese agli esponenti la violazione delle prescrizioni n.14 e n.15 (che dettano criteri per salvaguardare le popolazioni che vivono attorno alle vie di comunicazione). I blocchi stradali evidenziano la flagranza della violazione.
In relazione a quanto sopra descritto gli esponenti chiedono agli organi competenti l'adozione di provvedimenti contingibili ed urgenti volti a limitare, per quanto di competenza, l'effetto flagrante e nocivo delle violazioni alle prescrizioni emanate dagli organi di prevenzione amministrativa previo accertamento delle responsabilità di procedimento. Contestualmente chiedono all'Autorità Giudiziaria di valutare la repressione degli abusi e delle frodi eventualmente generati dal fatto delle flagranti violazioni e prodottisi in capo ad organi dell'Amministrazione dello Stato
Contestualmente chiedono all'Autorità Giudiziaria se si siano verificati abusi,omissioni od eccessi di potere in capo ad esponenti delle Amministrazioni dello Stato competenti per territorio o siano state commesse frodi in flagrante violazione delle prescrizioni descritte da parte dei soggetti privati destinatari ed attuatori delle autorizzazioni.
In particolare poi, gli esponenti si rivolgono agli organi competenti invocando:l'immediata sospensione dei lavori in mare
la revoca dell'ordinanza della Capitaneria;
la verifica immediata di legittimità o opportunità in riferimento ad ogni atto amministrativo e/o ordinanza emanato dalla Capitaneria di Porto in attesa delle ulteriori verifiche richieste in merito;
l'attivazione di tutte le procedure a tutela della sanità pubblica e ambientale
la diffusione costante e pubblica tramite stampa ed internet di tutte le analisi effettuate nei tratti di mare da sud di Livorno a Marina di Pisa
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