Che siano un primario di chirurgia o la direttrice generale dell’ASL a sostenere che vadano contati a sostegno della delocalizzazione dell’ospedale tutti i cittadini, che non sono stati raggiunti dalle informazioni a favore del Sì o si rinchiudono nell’isolamento domestico, non sorprende quanto l’asserzione del neo-segretario cittadino del PD, che si presenta con “i cittadini si sono fidati dell’amministrazione che hanno eletto”, irridendo agli strumenti della partecipazione politica e conclude con “il nuovo ospedale nell’area del Pascoli era nel programma elettorale del sindaco”, che evidentemente De Filicaia non ha riletto.
Il risultato del referendum può essere letto in tutt’altro modo, come un macro sondaggio dove i SÌ –a conferma dei contatti con centinaia e centinaia di cittadini durante la campagna referendaria- hanno schiacciato nella misura di 3 su 4 il fronte opposto, nonostante il dispiegamento di tutti i collateralismi disponibili nell’associazionismo, nei sindacati, nel cooperativismo e nei media e degli ingenti mezzi finanziaria del NO, che hanno consentito di raggiungere tutte le famiglie.
Noi del SÌ, accusati di aver causato lo sperperamento di 380.000 euro, annotiamo con estrema preoccupazione il crescere della fattura (30.000 euro mensili e ad oggi 120.000 in totale) per l’inquinante generatore di corrente a benzina, necessario al distretto sanitario di Salviano in via del Levante perché nei nove anni trascorsi dal completamento della sua costruzione non si è stati capaci di ottenere dall’ENEL l’allacciamento alla rete elettrica. Opera dello stesso Comune con gli stessi uffici tecnici che dovranno gestire l’assurdo carosello del trasferimento degli anziani del Pascoli in viale Alfieri ed i malati di viale Alfieri dove prima c’erano gli anziani a Montenero Basso. Dio ce la mandi buona visto il consenso del vescovo all’operazione!
Al sindaco, che suona le campane a morto per i “professionisti della partecipazione”, perché più a suo agio nelle manovre “carsiche” e nelle lobby dei primari, dei progettisti e dei costruttori, vogliamo far notare una coincidenza molto minacciosa. Con il referendum locale abbiamo raggiunto, anzi superata di poco, la percentuale cittadina del 19,99 dei referendum nazionali del 2009: nelle prossime elezioni il PD livornese non scenderà dal 44,1 % dell’anno scorso alla percentuale nazionale dei sondaggi attuali, anzi un tantino più in alto, al 26,45% di questo referendum?
Stefano Romboli Massimo Maggini
rete “Vertenza Livorno “
29.11.2001
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