Oggi martedì 24 agosto un gruppo facente parte delle Brigate di Solidarietà per la Pace fondate nel 2002 da militanti italiani e veterani delle ex-forze armate ribelli (FAR) del Guatemala partirà dall'Italia alla volta dei campi profughi palestinesi in Libano.L'intento della spedizione è quello di portare solidarietà ad uno dei popoli più perseguitati del mondo (il popolo palestinese) utilizzando la pratica della cooperazione "dal basso" ossia un approccio di scambio reciproco di esperienze e idee "in un ottica di superamento delle relazioni capitalistiche" rifiutando in toto quelle che invece sono i progetti della cooperazione internazionale classica, ossia delle cosiddette organizzazioni non governative.
All'interno del nostro gruppo oltre a tre militanti appartenenti al movimento livornese sarà presente anche un membro del fronte di azione rivoluzionaria argentino che da anni si batte a favore della causa palestinese e di cui il leader si trova attualmente detenuto a Buenos Aires per aver organizzato una manifestazione contro la politica di Israele.
A distanza di due anni dalla conlusione del conflitto con lo stato di Israele e il consegunte intervento delle nazioni unite con la missione Unifil (di cui fa parte anche l'esercito italiano) la situazione al confine è tutt'altro che pacificata come lo dimostrano gli scontri a fuoco con l'esercito sionista di qualche settimana fa.
Inoltre anche lo scenario politico interno resta molto instabile con da una parte il forte potere politico e di immaginario popolare acquistato dal partito sciita hezbollah e dall'altra le altre forze politiche libanesi legate alle varie confessioni religiose alcune delle quali vorrebbero limitare l'ingerenza della siria all'interno della politica libanese. In questo contesto si inserisce la questione ancora aperta riguardante l'assassinio a beirut del ex primo ministro Rafīq al-harīrī avvenuto nel 2005.
Il nostro obbiettivo è quindi, da una parte vedere da vicino e capire il più possibile la situazione politica e sociale del Libano e dall'altra, portare la nostra solidarietà nei campi profughi palestinesi dove sono attivi da sempre tutti i partiti politici presenti in Palestina (sia nella striscia di Gaza che nella West Bank). Profughi palestinesi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella resistenza popolare e nella guerriglia contro l'esercito di Israele nell'ultimo vittorioso conflitto.
Se sarà possibile inoltre, valuteremo la possibilità di muoverci verso sud a ridosso della cosiddetta linea blu per vedere da vicino gli strascichi di distruzione e morte provocati dall'esercito sionista durante i bombardamenti e il rapporto tra la popolazione civile e gli eserciti stranieri presenti sul territorio in "missione di pace".
contributo inviato a Senza Sopste da un membro della spedizione
24 agosto 2010
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