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FdS: Un errore la trasformazione della Variante in Autostrada

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autostrada-tirrenicaLa trasformazione della variante Aurelia in Autostrada è stato un errore di valutazione politica, ma adesso rifiutiamoci di pagarla! La viabilità è un bene comune come l'acqua e non può essere oggetto di speculazione. L’occupazione militare della Valle Susa,  non è stata solo di un grave attacco alla democrazia, ma ci racconta anche del fallimento economico di un’idea sbagliata di sviluppo, che adesso si cerca di imporre ad ogni costo, persino con l’uso della violenza!

«Rifondazione Comunista-FdS è sempre stata contraria alla trasformazione della variante Aurelia in Autostrada, un intervento inutile, dispendioso e di rilevante impatto ambientale, che non da risposte  ai reali bisogni dei residenti e neanche all’economia turistica che avrebbe invece necessità di interventi mirati per andare oltre i due mesi caldi della stagione balneare, avendone tutte le potenzialità grazie alla ampia e diversificata offerta, derivante dal clima e dalla ricchezza del territorio (paesaggistica ma anche culturale).

Ma ormai, il primo chilometro della nuova autostrada Tirrenica e la barriera per il pagamento dei pedaggi è stata attivata con la benedizione bipartisan del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli (PDL), Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana (PD) assieme ovviamente a Pietro Ciucci, presidente dell'Anas, e Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia. Questa opera è stata approvata ma con la contrarietà di Rifondazione Comunista, eravamo convinti, e visti gli sviluppi lo rimaniamo a ragion veduta, che fosse più conveniente e funzionale effettuare le ristrutturazioni necessarie della variante al fine di renderla più sicura e scorrevole, ma è andata diversamente.

Preso atto di tutto ciò, ora vanno comunque assunte decisioni chiare verso scelte orientate alla tutela delle Comunità locali a partire dai terreni da espropriare e in particolare riteniamo sia indispensabile non far pagare il pedaggio ai residenti delle province di Livorno e Grosseto.

Quanto sostiene il ministro Altero Matteoli, in riferimento al fatto che ovunque il pedaggio è pagato da tutti indifferentemente, risponde a un concetto semplicemente astratto e non attinente allo specificità di questo caso, inoltre nessuno gli ha chiesto di attivare questa speculazione, anzi direi che dopo il fallimento del suo governo (persino nelle grandi opere), ma in particolare dopo il risultato del referendum sui beni comuni, dovrebbe prendere atto che non rappresenta più il paese reale. Deve essere chiaro che il pedaggio autostradale è pretendibile, ma nei casi dove esista la possibilità di scegliere una viabilità alternativa, dove cioè liberamente sia possibile anche optare per l’autostrada, ma da Piombino a Livorno, una volta tolta l’Aurelia, non esiste una strada alternativa, a meno che non ci venga chiesto di attraversare i centri abitati in una gincana tra uno svincolo e l’altro. Va inoltre considerato che l’obbligo del pedaggio imporrà alle amministrazioni dei Comuni della Val di Cornia l’onere di affrontare il problema dei servizi: Questura, Prefettura, Tribunale, Catasto, Ufficio del Registro, ASL e proviamo solo a riflettere sui tanti problemi della sanità che nel nostro territorio si stanno sempre più centralizzando! Non è certamente ragionevole che il cittadino che si sposta per andare a fare un esame medico, per comparire davanti al Tribunale o per lavoro debba pagare un ulteriore tributo!

Senza considerare che a fronte di una crisi scaricata esclusivamente su redditi e salari, difendere il lavoro e le condizioni di vita significa anche battersi per rimuovere gli ostacoli che riducano la sua capacità di prospettiva, a partire dalla valorizzazione e utilizzo funzionale del territorio, ma questa opera oltre a segnare una ferita al paesaggio, rappresenterà un ulteriore ostacolo alla mobilità e alle tasche dei contribuenti.

Pertanto per noi la partita non è ancora chiusa, sull’autostrada Tirrenica c’è ancora molto da discutere e molte risposte ancora le aspettiamo. Noi crediamo che le istituzioni locali possano ancora fare molto per tutelare i diritti legittimi dei cittadini. Ma se in caso contrario rimanessero inascoltate e l’unica opposizione possibile che resterà sarà quella di una grande mobilitazione, al pari delle comunità di Valle Susa Rifondazione non avrà dubbi da che parte schierarsi.

Silvio Lami        Rifondazione Comunista-FdS

29 giugno 2011

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