A poco più di un mese dalle elezioni diamo spazio a questo intervento dei Verdi livornesi (ricordiamo che a livello toscano una parte dei verdi sono dentro "Sinistra, ecologia e libertà" altri dentro la "Federazione della sinistra) sull'accordo salvagente e "salva ceto politico" della cosiddetta sinistra con il Pd. Un accordo che sancisce la fine di un'era anche in Toscana ma che in particolare avrà ripercussioni anche a Livorno dove tutte queste forze sono sempre state all'opposizione.Attendiamo quindi anche il commento di Rifondazione locale su questa definitiva autocondanna a morte del partito. Ricordiamo infatti che Rossi solo pochi giorni fa ha illustrato chiaramente il futuro di Livorno e provincia: 2 rigassificatori, polo energetico, inceneritori e trattamento di rifiuti speciali. Insomma, è venuto a Livorno a dire che se la città vuole sopravvivere economicamente lui propone alla cittadinanza e alla classe politica locale uno scambio: lavoro e profitti (per pochi) in cambio di tumori. Basta saperlo. Tuttavia chi ha ratificato questa volontà deve quantomeno spiegare al popolo perchè l'ha fatto.
red 15 febbraio 2010
Livorno - L’incontro tra il candidato alla presidenza della Regione Toscana Enrico Rossi e i partiti dell’ex Sinistra Arcobaleno si è concluso al fotofinish dopo estenuanti trattative: si presenteranno alle elezioni regionali tutti insieme, con una coalizione che va dal Psi al Pd, dall’Italia dei valori ai Comunisti, da Sinistra ecologia e libertà ai Verdi, dai laburisti ai repubblicani europei.
A nostro avviso si tratta di un accordo salva poltrone per una sinistra in piena crisi di contenuti e rappresentanza. Invece di ragionare alla ricerca di un’alternativa culturale e politica a questo sistema di sviluppo, i dirigenti della sinistra toscana preferiscono saltare sul carrozzone del candidato favorito
“Limature lessicali” sono arrivate sui CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), termovalorizzatori, rigassificatori, impegni sul lavoro. L’intelaiatura del programma resta però quella di Enrico Rossi: gestione moderata del neoliberismo, diritti limitati per i migranti, megaimpianti - come inceneritori e rigassificatori - pericolosi per la salute dei cittadini.
Nessun problema quindi per Rossi, che continuerà senza cambiare sostanzialmente di una virgola il suo programma. E’ lo stesso staff del candidato a dichiarare che “Il clima è stato sereno, c’è l’accordo.
Del programma non è stato cambiato nulla, solo qualche sfumatura.”
Gongolano i responsabili del Partito Democratico, Italia dei valori e Partito Socialista, che fanno notare come l’accordo sia chiuso e che nel programma siano rimasti inceneritori e rigassificatori e come le parole annacquino la forma ma non la sostanza del programma di governo di Enrico Rossi.
Come Verdi di Livorno confermiamo la nostra mancata adesione a questo ennesimo sciagurato accordo. Non condividiamo la scelta dei Verdi di Firenze che, malgrado le contrarietà espresse dalla maggioranza delle province toscane, ha ritenuto ancora una volta, assieme agli altri partiti della sinistra, di privilegiare accordi di natura "personalistica", preoccupati essenzialmente dal pericolo della destra e di sparire dall'unico scenario che per loro conta: quello dei “palazzi”.
Rifiutiamo questo modo di fare politica: siamo spinti dalla necessità di costruire una conversione ecologica e sociale della società e un cambiamento reale e alternativo a questo modello di sviluppo sostanzialmente condiviso da entrambi gli schieramenti, centro destra e centro sinistra.
In questi mesi abbiamo lavorato per costruire una lista alternativa, “Per Un'Altra Toscana”, che avrebbe partecipato da sola, espressione della società civile (comitati, associazioni, cittadini) e di alcuni partiti “ribelli”, condividendo la necessità di superare – una volta per tutte – la sciocca e miope logica di continuare a vedere il PD e il centro sinistra come interlocutore privilegiato.
Non siamo riusciti a rendere concreto questo progetto per la mancanza attuale di alcune minime condizioni “sostenibili”. Quindi rinunciamo alla partecipazione delle elezioni regionali, consapevoli comunque della forza dei nostri contenuti e del lavoro svolto che serviranno per continuare a dare sostegno al nostro progetto.
Pertanto confermiamo che come Verdi di Livorno alle elezioni regionali non sosterremo nessuno dei contendenti, compreso Enrico Rossi e il centro sinistra.
Da qui i nostri “percorsi partecipati” per le sfide passate, presenti e future che coinvolgono la comunità livornese e non solo: il nostro impegno e i nostri sforzi sulla contrarietà del rigassificatore, della centrale a biomasse, dei termovalorizzatori, dell' ospedale nuovo, e per una politica a difesa e sostegno dei beni comuni, del lavoro, dei migranti ecc. si inseriscono nella prospettiva di un progetto di ampio respiro per la definizione di una società equa, sostenibile e solidale, alternativa all'attuale.
Un progetto che deve essere sostenuto da un grande movimento all'interno del quale ogni gruppo o realtà mantiene la propria identità e specificità d'azione, ma dentro una “cornice “ comune, di sistema.
Vogliamo cominciare da qui un nuovo progetto politico che non sia più fortemente condizionato da scadenze elettorali o decisioni verticistiche che contraddicano e smentiscano la nostra volontà, convinti di interpretatre lo spirito e il risultato del recente Congresso di Fiuggi dei Verdi italiani.
Oltra la sinistra (soprattutto questa sinistra) e verso
Questo è secondo noi il senso del coraggio di osare e di lanciare una sfida a medio-lungo termine.
Livorno, 14 febbraio 2010
Stefano Romboli portavoce Verdi di Livorno
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