Durante la mattina del cinque luglio, una famiglia composta da madre, padre e un bambino di tre anni e mezza, ha deciso di occupare una struttara in via Bonomo n.10, avendo solo ed esclusivamente come seconda possibilità “abitativa”.. la strada.
La struttura occupata dalla famiglia, era completamente vuota ed inutilizzata da vari anni, precedentemente finalizzata ad una cooperativa per disabili, ma attualmente lasciata al più completo abbandono.
In pochissimo tempo, la polizia municipale si è presentata alle porte dell’abitazione in borghese dichiarandosi come rappresentante del comune, al fine di controllare se la struttura stessa fosse idonea all’abitazione.
Dopo essere entrate, hanno tolto le chiavi del portone ed hanno chiamato un’ altra pattuglia.
Un comportamento molto errato, e molto in disaccordo con i doveri di un poliziotto-a, la quale si dovrebbe sempre presentare come tale, e non spacciandosi come un’altra persona sotto un’altra qualifica.
A questo sono seguite le denuncie verso la donna e il marito, che hanno occupato il piccolo abitacolo.
In poco tempo, ragazzi e ragazze dell’unione inquilini, e dell’assemblea per gli spazi sociali, sono giunti nel luogo, per poter esprimere la massima solidarietà verso la famiglia, aiutandoli a resistere nell’abitazione.
La risposta da parte dell’amministrazione e da parte del comune non è stata delle migliori. Alla famiglia è stato annunciato, in un primo momento, l’imminente sgombero, e come alternativa li è stata posta quella di poter trascorrere sette giorni in un albergo, senza accennare che cosa sarebbe successo dopo i giorni passati nell’ hotel.
La famiglia, non accettandondo questa proposta così altalenante e transitoria, ha deciso di rimanere dentro la struttura di proprietà dell’amministrazione comunale.
Il piccolo presidio, ormai composto da una ventina di ragazzi e di ragazze, ha steso uno striscione di fronte alla porta dell’abitazione, uno striscione che riportava parole chiare e bene precise “LA CASA è UN DIRITTO- VIA BONOMO 10 NON SI SGOMBERA”.
Lo spiegamento delle forze dell’ordine, composto da polizia municipale, guardia di finanza e digos, non ha tenuto ancora una volta un comportamento rispettoso, né verso la famiglia stessa né verso quei ragazzi e quelle ragazze che avevano deciso di supportare l’occupazione.
Infatti, la polizia, non soltanto ha esposto minacce personali ad alcuni membri del presidio, come : “tanto ti arrestiamo stasera” – “sappiamo dove lavori, ti veniamo a fare le multe”, ma ha anche utilizzato la forza nel tentativo di sgomberare un bambino di tre anni ed i suoi genitori dall’abitazione, alzando le mani su un ragazzo che tentava, passivamente, di non farli entrare.
Nella tarda serata, l’amministrazione e il comune hanno accettato di poter lasciare la famiglia per una notte dentro l’abitazione, promuovendo un incontro per la mattina seguente.
Dalle stanze lussuose del comune, non è stata avanzata nessuna possibilità dignitosa,tutto è stato mantenuto nell'incertezza, in quanto è stato ri-proposto alla famiglia un soggiorno di dieci giorni nell’ hotel-pensione Gran Sasso,senza che si specificasse quale futuro attendesse la famiglia al termine dei dieci giorni.Al momento il comune non sa trovare nel lungo periodo una sistemazione diversa alla famiglia, se non quella del marciapiede.
Assemblea per gli spazi sociali
6 luglio 2011
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Martedì 5 Luglio una giovane coppia con un figlio di 3 anni, costretta da tempo a vivere in auto, ha occupato dei locali sfitti da anni in Via Bonomo di proprietà del Comune di Livorno.
Questo non è che l'ultimo e più evidente segnale di una emergenza abitativa giunta ormai al collasso.
Non è più solo una questione statistica, non c'è bisogno di snocciolare dati per capire la situazione in cui sono costrette a vivere in città migliaia di persone. Per questo, quello che è successo in Via Bonomo è stato visto con simpatia e solidarietà dagli abitanti della zona e dalle molte persone che martedì sono accorse per sostenere gli occupanti.
L'amministrazione locale teme che azioni come queste possano essere un esempio per i tanti che sono costretti a vivere in condizioni abitative disastrose. Per questo, fin dai primi momenti, sono stati mobilitati per eseguire lo sfratto decine di agenti tra Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza e DIGOS. Questa è l'arroganza e la prepotenza del potere che vuole punire chi cerca di uscire dalle condizioni in cui viene costretto a vivere.
Solo grazie alla spontanea solidarietà di tutte quelle persone che martedì e mercoledì hanno sostenuto gli occupanti, ma soprattutto grazie alla decisione con cui la giovane coppia ha rivendicato il diritto all'abitazione, lo sgombero non c'è stato. La punizione esemplare per far capire a chi è sfruttato che deve stare al suo posto non c'è stata.
Dopo una trattativa la coppia ha ottenuto alcuni giorni di albergazione in una pensione, nell'attesa che il Comune di Livorno trovi una soluzione. Questo chiaramente è solo un piccolo passo, ed è probabile che il Comune non rispetti
le promesse.
Come Collettivo Anarchico Libertario riteniamo positivo che si sviluppino meccanismi di solidarietà e resistenza come quelli che si sono mossi attorno a questa occupazione. Esprimiamo solidarietà alla giovane coppia, come a tutti coloro che vivono l'emergenza abitativa.
Collettivo Anarchico Libertario
6 luglio 2011
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