Questa redazione non è solita normalmente occuparsi di vicende spicciole di cronaca, beghe di isolato e traffico, quando però per il loro ripetersi assumono una valenza collettiva e diventano stereotipi e simboli di un malgoverno, certe vicende assumono una dimensione politica e divengono degne di un commento.
E' il caso del Ponte di Santa Trinità, altresì chiamato il Ponte killer o dei Sospiri.
Infatti, immancabilmente, ogni volta che piove (ma anche col sole), su questo ponte avvengono tamponamenti, incidenti di vario genere, fino a piroette giù dal ponte.
Stamattina un'altra delle pagine di questa ridicola saga: alle nove il primo incidente viziato dalla pioggia con il solito codazzo di macchine bloccate o a senso unico alternato. Non si fa a tempo a raccogliere i cocci, l'ambulanza a ripartire, che dieci minuti dopo altro crash, altre file, altre ambulanze.
Non è comunque un record: lo scorso inverno nell'arco di una giornata si contarono ben quattro incidenti.
Insomma quello di Santa Trinità è un vero e proprio ponte di sterminio di massa. Chi scrive conosce almeno sette persone coinvolte in un incidente in quel punto ed ha paura che quel numero sia destinato a crescere.
Perchè la gente non lo sa. Non sa che questo ponte, grazie alla incapacità degli ingegneri che l'hanno costruito e di quelli che l'hanno collaudo, ha una pendenza (accertata) nella curva dalla parte della Stazione Marittima, che spinge verso l'esterno invece che all'interno come dovrebbe essere. La conseguenza è un inevitabile slittamento verso la corsia opposta per chi scende, verso lo strapiombo per chi sale.
Ora, se a fronte di questo segreto di Pulcinella e di decine di incidenti, il Comune, che risulta responsabile per il ponte, spende i soldi solo per raddrizzare le ringhiere che ogni due per tre finiscono accartocciate o per mettere un altro contachilometri lampeggiante sotto gli occhi degli automobilisti, credo che un'altra cosa la gente non sappia: per riscattare il maltolto e per arrestare la moria di mezzi (che speriamo non si tramuti mai in una moria di persone) fare una bella causa comune al nostro Municipio a nome degli incidentati, garantirebbe una vittoria senza pari.
Ci sono tutti gli estremi per un risarcimento e per obbligare a realizzare interventi più sostanziali all'infrastruttura.
A fronte delle abitudini al malgoverno della città sono queste le cose che iniziano a far bruciare le sedie di certi dirigenti (ir)responsabili.
Calede Ranieri
8 settembre 2010
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