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Intervento: In risposta a Taddia e Cantù sull'emergenza casa

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casadirittoIn data 6 gennaio Il Tirreno ha pubblicato l’ennesimo sponsor informativo a favore della politica abitativa dei palazzi del potere , nel caso specifico Casalp e Comune . Sebbene le fini penne del Tirreno si sforzino nel mascherare i dati allarmanti e le politiche istituzionali insufficienti , è chiaro come la questione abitativa sia destinata ad acuire l’opera di delegittimazione che i duri tempi stanno esercitando sugli uomini dei palazzi che contano . Delegittimazione di cui i signori chiaramente sono complici e causa , dato che ogni misura istituzionale che cerchi di tamponare l’emorragia di servizi sociali e di welfare oltre a risultare insufficiente e pretestuosa si inserisce in un quadro di gestione del consenso ormai insostenibile. Con i giornali allineati che coprono le spalle al “povero” assessore Cantù, descrivendolo a volte come un “uomo per bene” ma privo di mezzi, il vittimismo di quelle forze politiche che lamentano l’ingestibilità politica di una società in forte recessione economica ha raggiunto livelli stucchevoli.

La logica chiaramente è da ribaltare. Non esiste una crisi che dallo spazio abbia invaso il globo devastando le buone politiche dei governi; la crisi è il risultato delle cattive politiche degli organi che governano i territori, nessuna forze politica di governo esclusa. Siamo al “si salvi chi può” ormai, con esponenti politici che dichiarano la necessità di misure forti che affamano la popolazione come mezzo di gestione di una crisi, quasi come se tra economia e politica non ci fossero relazioni, come se la politica si trovasse disgraziatamente a gestire un contesto di emergenza economica senza averne nessuna responsabilità. La politica invece non è solo complice dello schifo economico che sta mettendo in ginocchio i territori; la politica continua oggi ad investire in quei modelli di economia che hanno dimostrato in questi ultimi anni tutti i loro esiti negativi. Livorno  non rappresenta certo un’eccezione . Guardiamo ora nel dettaglio come l’Agenzia per gli Affitti  si dimostri un’enorme bolla speculativa sul piano politico e delle opportunità sociali.


La giornalista del Tirreno apre il proprio articolo descrivendo una situazione che definisce paradossale : ossia la presenza di migliaia di case sfitte a fronte di un bisogno disperato di casa da parte dei livornesi . L’agenzia per gli affitti dovrebbe “risolvere” il paradosso , avvicinando i cittadini ai proprietari di seconde , terze e magari anche quarte case attraverso gli affitti calmierati. Chi parla di “paradossi” forse si dimentica di scrivere che questa situazione non è casuale : se molte case sono sfitte  e  se molti  sono i livornesi senza abitazione , tra i due dati vi è una chiara  relazione . Se la domanda di casa non incontra l’offerta , come insegnano i maestrini del capitalismo , significherà che intorno al prezzo dell’affitto non riusciranno ad accordarsi  proprietario e consumatore .

In parole semplici: gli affitti sono troppo alti rispetto alle capacità economiche reali dei cittadini, dunque le case resteranno sfitte. Va bene , dirà in camicia e cravatta il presidente di Casalp , appunto per questo abbiamo pensato di calmierare gli affitti offrendo incentivi ai proprietari di immobili . Taddia però si sconfessa presto quando elenca i ridicoli criteri di accesso alle graduatorie di assegnazione dell’Agenzia. I requisiti di reddito richiesti infatti non possono che avere a monte un contratto a tempo indeterminato, o meglio un reddito continuo . A meno che Taddia non conosca precari che lavorando 6 mesi ogni anno riescano a fare un reddito annuo di 14000 euro ; Notoriamente i contratti a tempo determinato producono  infatti redditi tra i più bassi . L’esclusione della fascia precaria è il principale sintomo rivelativo del castello di sabbia chiamato “Agenzia per gli Affitti”. Con il governo Monti deciso a spazzare via l’articolo 18, a liberalizzare i licenziamenti, dunque a flessibilizzare il mercato del lavoro, i nostri governanti locali vorrebbero raccontarci di volere risolvere il problema abitativo, cosa che interessa principalmente coloro che percepiscono un basso reddito o neanche quello, escludendo i veri soggetti sociali bisognosi di una soluzione abitativa di emergenza.

Un consumatore non riesce ad essere competitivo sul mercato degli affitti  e Casalp, Comune e compagnia bella “risolvono “ il tutto escogitando uno strumento risolutivo di cui nessuno potrà usufruire!! Veramente ingegnoso: Taddia, Cantù e Cosimi farebbero meglio ad “escogitare” e promuovere, pubblicizzare, soluzioni a costo zero: i marciapiedi ed i ponti. Sarebbe molto più schietto ed onesto. Farebbero meglio a riconoscere apertamente la propria vena liberale, il proprio disimpegno sul piano dello Stato sociale, la volontà di liberalizzare completamente il mercato degli affitti. Scelte “coraggiose” come requisire immobili sfitti di proprietà, ad esempio, di società immobiliari non rientra nei loro progetti. Eppure sarebbero strumenti emergenziali utilizzati in passato da alcune amministrazioni,  nonché più che legittimi dal punto di vista normativo. Come afferma Cantù sul Tirreno d’altronde, “c’è da tutelare sia chi resto in mezzo alla strada sia chi non riesce a riscuotere l’affitto “. Parafrasando: l’Agenzia per l’Affitti  al massimo potrebbe destinare redditi verso i possessori di seconde case salvando il mercato privato degli affitti e la rendita immobiliare . In questo senso, chi vivrà vedrà. A Livorno , si sa, salvare la rendita immobiliare non è cosa da poco . Peccato che l’ignoranza dei possessori di seconde case non abbia permesso a questi di cogliere l’occasione, un disegno politico ritagliato a loro misura .

Dalla caserma occupata di via Adriana, Saro Degiri

6 gennaio 2012

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