Sono un genitore di una bambina che frequenta quest'anno il primo anno della scuola materna, precisamente l'asilo statale che si trova a Castell'Anselmo, al momento al centro dell'attenzione per la nota vicenda delle merende.
La struttura, benché piccola, è molto carina e soprattutto si trova in un luogo quasi magico, nel mezzo al verde e al silenzio, perfetto insomma sia per i bambini che per l'attività educativa delle maestre.
Ma tutte le rose hanno le loro spine, direbbe qualcuno – anche se a onor del vero sono per lo più spine che provengono dall'esterno. E non solo per la vicenda delle merende negate.
Innanzitutto, la struttura è talmente piccola da non permettere una vera e propria divisione in classi di età. Tutti i bambini fanno attività insieme, il che probabilmente è anche una buona cosa. Solo che non si tratta della sperimentazione di metodi didattici all'avanguardia, ma di una più prolissa mancanza di spazio. Questo cronica mancanza di spazi ha fatto sì che diversi bambini rimanessero fuori dagli asili del nostro distretto. È però un problema che non riguarda solo l'asilo di Castell'Anselmo e dintorni, ma è un problema oramai strutturale che ha assunto toni quasi drammatici a Livorno e nel suo territorio, presente un po' ovunque, e il distretto di Collesalvetti, a cui il nostro asilo appartiene, non fa appunto eccezione.
Resta però da capire come le amministrazioni comunali potrebbero risolvere tali problemi, senza rifugiarsi nella cantilena della crisi economica e scaricare ogni colpa alla stretta decisa dal governo, che comunque c'è stata, e consistente.
Da questo punto di vista, mi sembra che le amministrazioni delle nostre parti non mettano esattamente al primo posto delle loro priorità questo tipo di problemi. Livorno ha oramai consegnato nelle mani degli speculatori del mattone e del business delle grandi e medie opere il proprio territorio. Collesalvetti non è da meno: dall'affare che si sta rivelando una voragine di debiti che è stato e continua ad essere l'interporto di Guasticce, dove sono stati spesi nugoli di soldi pubblici, al business altrettanto infruttuoso, specie per le popolazioni della zona, del rigassificatore e tutti i lavori che attraversano il suo territorio, al territorio di villaggio emilio e di stagno che sono fra i più inquinati non solo in italia, ma in europa, agli investimenti a dir poco sballati e inutili, come le piscine mai finite dove sono stati letteralmente buttati via fior di soldi pubblici senza alcun risultato,
Collesalvetti rappresenta decisamente un modello di comune non virtuoso all'interno del quale una maggioranza veramente bulgara (quasi l'80 % dell'arco dei partiti la compone, dall'IDV a Rifondazione) gestisce il territorio senza un particolare riguardo per la collettività che ne usufruisce (l'ultimo esempio, emblematico, di Parrana san Martino dove un po' alla volta sono stati tolti tutti i servizi, ultimo le poste che aprivano due volte a settimana e che, chiuse per fantomatici lavori, non sono più aperte, tanto da far “scatenare” i pur sonnacchiosi cittadini parranesi che si sono organizzati su facebook e l'anno scorso hanno organizzato ben 2 proteste davanti le poste centrali di Livorno).
A dimostrazione di tutto questo, come ciliegina sulla torta l'amministrazione di Collesalvetti ha deciso, per tornare a bomba, di “risparmiare” (!) tagliando la merenda ai bambini dell'asilo.
Onestamente, mi sembra una misura oltre che eccessiva ed assurda, anche vergognosa ed inqualificabile. Si tolgano un po' del lauto e spesso immeritato stipendio i politici, è stata la reazione popolare più immediata. Trovino soluzioni diverse, a cominciare col farla finita coi molti sprechi che consumano periodicamente e di cui quelli enumerati in precedenza solo solo una parte.
La risposta data dai responsabili comunali è inaccettabile: la merenda non è comunque obbligatoria. È la stessa che ci dettero i responsabili del circolo didattico quando protestammo per la mancanza di posti agli asili: non ci possiamo fare niente, e comunque l'asilo non è obbligatorio. Aggiungendo che comunque potevamo sempre mandare i nostri figli dalle suore, come se fosse pacifico che tutti siamo legati ad una confessione, e soprattutto quella cattolica!
Sembra che questi signori siano rimasti in un'italia arcaica, da anni '50, dove la presenza di stranieri e di usi diversi dai nostri era insignificante, e dove l'asilo era un optional e non una richiesta sociale come invece è oggi.
Anche da queste “piccolezze” - la revoca di una merenda ai bambini dell'asilo per risparmiare – si capisce che l'unica cosa che deve essere revocata è la gestione dei nostri territori a questa gente qui, capace oramai solo di curare i propri business e aderire alle esigenze dei potenti, senza nessuno sguardo né sulle esigenze della popolazione tantomeno verso un futuro che si preannuncia del tutto cupo ed oscuro, specie se continuerà ad essere gestito da loro
Un genitore deluso e incavolato
4 ottobre 2011
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