Tuesday, May 22nd

Last update:11:48:38 AM GMT

You are here:

La Cgil e lo show del "Basta"

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 8
ScarsoOttimo 

cgil_sciopero_piazza_repubblicaIn occasione dello sciopero della Cgil di questa mattina pubblichiamo un contributo inviatoci da una precaria che per anni ha lavorato all'interno di enti pubblici o società partecipate e che adesso si ritrova disoccupata.

Uno sciopero che ha visto sfilare circa 3000 persone e che si è concluso in piazza della Repubblica con un comizio e una coreografia di cartoncini con scritto "Basta". Uno sciopero figlio di un compromesso interno alla Cgil, spinto dalla Fiom, ma poco sentito a livello nazionale anche se sembra che le adesioni alla fine ci sono state. Uno sciopero che tuttavia non fa partire una campagna o un obiettivo preciso (come del resto abbiamo scritto in un editoriale dei giorni scorsi). Uno sciopero che così come quello dei sindacati di base sembra sempre essere un atto dovuto più che un punto di partenza. red 6 maggio 2011

***

Lo show del "Basta"

La Provincia di Livorno è diventata un tour operator “d’eccellenza” per usare uno dei vocaboli attualmente prediletti dai nostri politici (dopo “valore aggiunto”, “sinergia”, “fare sistema” e “quant’altro”.. come a distrarci dalle “casuali” omissioni di congiuntivi..)

Strano che ci si accorga solo ora che quasi tutti gli uffici della provincia si siano dedicati, impegnando forze lavoro e tempo,  a questo ramo di attività, certamente proficuo dal lato economico viste le cifre esorbitanti che transitano in bilancio provinciale che però singolarmente non si vedono poi tradotte in interventi concreti (d’eccellenza appunto..) sul territorio.

Scambi d’esperienza si dice: certo che nel settore della gestione del territorio come in quello delle politiche occupazionali ed altri sembra che Livorno abbia poco da scambiare, forse parteciperà per imparare qualcosa di buono dagli altri, le famose “buone pratiche” che però per ora sembra restare nei paesi d’origine visto che siamo ben lontani ad es. dagli obiettivi di Europa 2020 su tutti i fronti, sia sul piano occupazionale, che dell’abbandono scolastico che dal lato dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, che dalla diminuzione della povertà e degli investimenti in ricerca e sviluppo.

C’è da rabbrividire a sentire parlare nel 2011 di maxi inceneritori quali “grossa opportunità” o di politiche ambientali basate su discariche e rigassificatori, come di investimenti in autostrade e nuovi agglomerati urbani o capannoni industriali vuoti e privi di destinazione d’uso.

Tornando ai viaggi “gratuiti” dei nostri amministratori, siano funzionari, politici o sindacalisti, forse la destinazione Dubai ha dato particolarmente nell’occhio a qualche organo di stampa (tranquilli, non quello di riferimento dell’amministrazione, ovviamente, su cui non si pubblica mai niente che possa minimamente criticare le scelte - o le non-scelte - delle nostre amministrazioni, non sia mai..)?

Niente di male ci sarebbe se tutto questo lavoro fatto di viaggi all’estero si traducesse, come dovrebbe, in interventi concreti a vantaggio di tutti e del territorio, per innovative politiche di sviluppo, ricerca, occupazione e gestione del territorio, alla fine i fondi comunitari sono comunque fondi dei cittadini europei..

Il male è che pare che tra un viaggio e l’altro (e la relativa preparazione) gli uffici provinciali si fermano, gli atti restano a mesi sulle scrivanie, le funzioni proprie dell’ente ai sensi della legge che fine fanno? Il territorio è a pezzi, i cittadini sono imbelviti, i pareri dei liberi professionisti inascoltati, generando scelte politiche totalmente avulse dalle necessità del territorio, partiti politici, enti e sindacati privi ormai di credibilità a tutti i livelli.

Oggi anche i disoccupati ed i precari vengono utilizzati per uno show di durata massima di un giorno per scrivere “basta” rivolto al governo Berlusconi che certamente ha dato il colpo di grazia su tutti i fronti. Ma dev’esser chiaro che le nuove, e purtroppo anche le non più tanto nuove, generazioni dicono “basta” anche alla mala politica di politici e sindacati di questa “specie di sinistra” che rimane.

La CGIL si sveglia ora facendo su è giù per via grande per difendere i contratti del commercio dei lavoratori dei negozi?

Per non parlare dei lavoratori a 3 euro localizzati al piano di sopra del palazzo di vetro sede del sindacato dalla parte dei lavoratori?

Perché non aveva mai denunciato (forse non se n’era mai accorta?) che in un ente pubblico, fianco a fianco con i loro sindacalisti dipendenti provinciali, negli uffici, lavoravano laureati precari proprio con il contratto del commercio tramite la partecipata Provincia Livorno Sviluppo con contratti atipici? Certo ora la Provincia ha risolto il problema dei precari negli uffici provinciali, mandandoli direttamente a casa, poco importa che fosse gente con voglia di fare, di proporre idee nuove, anzi quasi risultavano una seccatura nell’ambito della burocrazia dell’ente che ha i suoi tempi d’altronde, meglio chi dorme o fa la spesa e timbra il cartellino all’ora giusta senza dar noia, rispetto a chi volendo fare qualcosa di nuovo mette in luce l’immobilismo totale o critica il funzionamento dai tempi paleontologici dell’apparato.

Altro che scrivere “basta” in una giornata simbolica all’anno, la gente vuole posizioni e risultati concreti ai tavoli sindacali quando si decide della vita delle persone, quando si vanno ad intaccare i diritti più basilari del lavoro e sempre in favore del più forte.

BASTA lo dice la gente “normale”, i “nessuno” che non hanno lavoro ed hanno una probabilità su mille di trovare occupazione perché “non conoscono” (intendiamoci, non la “materia” ma la “persona giusta”), altro che iscrizione alle liste di collocamento!

BASTA a considerare “giovani” disoccupati laureati ultraquarantenni con bagagli culturali, di formazione ed esperienza lavorativa.

BASTA ai genitori che sono costretti, quando possono, a mantenere i figli e le famiglie dei figli

BASTA alla strumentalizzazione del precariato e della disoccupazione da parte di politici di turno, partiti e sindacati per i loro show puntuali senza politiche concrete a lungo termine

BASTA ai privilegi assurdi di pochi e al malfunzionamento degli enti che per legge dovrebbero interessarsi ed assicurare in primis la gestione della res publica

E per finire un piccolo aneddoto..Un’amico non più ventenne che, come molti di noi e in svariati settori, ha stupidamente investito in studi, formazione professionale, volontariato ed esperienza mi confida (oltretutto vergognandosi!) che si può ritenere “fortunato” perché è riuscito a trovare un lavoretto come commesso in un negozio, ovviamente grazie alla conoscenza di una persona e altrettanto ovviamente si tratta comunque di precariato, cosa che gli permette di avere una specie di stipendio e di vivere addirittura “alla settimana” (che è già una conquista rispetto al vivere “alla giornata”). E queste sono le fortune per un’archeologo in Italia al giorno d’oggi.

Inviato a Senza Soste da Libera75

6 maggio 2011

AddThis Social Bookmark Button