Ogni Piano del Traffico è sinonimo di mobilità da e per il centro cittadino, ma su di esso da vent’anni a Livorno pesa l’ipoteca politica detenuta da una parte del piccolo commercio. Ogni volta che si cerca di migliorare la situazione nasce un’insofferenza politico-amministrativa per ogni seria politica di tutela della salute attraverso la riqualificazione del centro urbano, libero dallo smog delle auto private.
L’idea sbagliata di mobilità che da anni osserviamo si riassume così: transito e parcheggio da e per le due principali arterie del piccolo commercio (Via Grande e via Marradi). Insomma, sarebbe difficile fare un piano della mobilità che incrinerebbe un po' di consenso, sommatoria di interessi particolari e di nessun interesse generale.
Il grido di disperazione di alcuni commercianti è legato alle ipotesi di chiudere o "alleggerire" il traffico privato, come se queste possano essere le uniche cause dei loro problemi. Non abbiamo visto proteste simili di fronte alle scelte che hanno cambiato radicalmente l'assetto urbanistico della città (grandi centri commerciali alla Porta a Terra, alla Porta a Mare e al Nuovo Centro): eppure sono queste trasformazioni a rendere impossibile la sopravvivenza del piccolo commercio del centro storico contribuendo alla desertificazione dell'ex cuore pulsante della città.
E’ invece urgente ed indifferibile un piano per la riqualificazione del centro storico, che investa nei parcheggi di scambio e nel riequilibrio dall’auto e moto private verso altri mezzi di trasporto a inquinamento zero, come la bicicletta, o verso il trasporto pubblico, i percorsi ed aree pedonali "smog free". Itinerari sostenibili per la salute umana, in primo luogo delle fasce deboli della popolazione, come anziani e bambini. L’impressione è che nessuno si preoccupi degli effetti sul medio-lungo periodo dell’esposizione dei pedoni del centro città agli scarichi di auto e moto, ormai padroni perfino di marciapiedi ed aree pedonali.
Ricordiamo che l’assenza di un vero e serio piano della mobilità è il killer politico-amministrativo di ogni azienda di trasposto pubblico che voglia unire mobilità sostenibile a ricavi consistenti legati alla capacità di intercettare segmenti di utenti oggi sconosciuti (turisti, lavoratori, studenti).
Soltanto l’organizzazione politica qui ed ora delle istanze di tutela della salute e di qualità del vivere dei cittadini attraverso politiche ecologiste potrà determinare il cambio di passo politico in questa città.
Livorno, 7 ottobre 2011
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