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La storia recente di un referendum che la casta non vuole

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rigassificatore_edison_rosignanoNell’ottobre 2005 un Comitato promotore, coordinato da Marco Manetti, propose e vide ammesso dal Comitato dei Garanti del Comune di Rosignano (presieduto dal Difensore Civico avv. Bruno Neri) un referendum propositivo ai sensi dello Statuto Comunale (si veda sotto il quesito ammesso).

Contro questa ammissione Edison (ed esponenti di destra, Angeli e Luparini, autonomamente) ricorse al TAR, bloccando il referendum.

Il Comitato promotore, isolato dalle altre forze contrarie al rigassificatore, ma altresì “perplesse” sul referendum, non ebbe la forza (spese legali) per ricorrere al Consiglio di Stato contro il blocco del TAR toscano. Fu persa per Rosignano e la democrazia un’occasione storica.

Ma veniamo ad oggi. Il 16 febbraio Marco Manetti (a nome del Comitato promotore del referendum), in occasione di un’assemblea pubblica a Vada promossa dal Comitato degli “arancioni” (RC, PDCI, Verdi ed altri) contro il rigassificatore, proponeva ufficialmente il referendum in abbinamento alle elezioni regionali del 28-29 marzo pv, una consultazione popolare extraistituzionale (non ufficiale) da tenersi nei corridoi delle scuole sede di seggio, come fu fatto pochi anni fa su questioni locali minori. Proponeva il  quesito ammesso nel 2005, la forma di voto indicata  avrebbe garantito la massima partecipazione e chiarezza, e nessuna spesa aggiuntiva.

La proposta non ebbe risposta dall’assemblea ”arancione”.

Il 19.2.10 il “Comitato per la consultazione popolare sul terminale gas” (questo il nome completo del comitato promotore dell’iniziativa referendaria del 2005), a firma di Marco Manetti, scriveva al Sindaco ufficializzando la richiesta, allegando il quesito ammesso nel 2005. Il Sindaco ad oggi non ha risposto.

La lettera di richiesta veniva pubblicata il 25.2.10 nella pagina aperta de “Il Tirreno”, venendo quindi a conoscenza di tutti.

Ad oggi nessuna istituzione, gruppo politico o associativo o di altra natura è intervenuto a sostegno o contro la proposta dell’abbinamento della consultazione popolare sul rigassificatore Edison con le elezioni regionali. Tutti sanno che sarebbe il percorso più limpido e lineare, ma nessuno – nella casta politica – vuole praticarlo. Si sta perdendo un secondo  cruciale appuntamento con la storia di questa disgraziata cittadina, stretta tra inquinamento, alto rischio, progetti devastanti, e dall’altra parte la poca democrazia e l’ottusità della casta dei politici.

A giorni avremo l’opportunità di una serata con tre professori universitari (Cheli, Luzzati  e Martelli) che affronteranno la questione rigassificatore da vari punti di vista (economico, ingegneristico, ambientale), ed una valutazione sulla questione referendum da parte dell’ex-Difensore Civico avv. Bruno Neri.

Maurizio Marchi (Medicina democratica)

2 marzo 2010

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