Nell’ottobre 2005 un Comitato promotore, coordinato da
Contro questa ammissione Edison (ed esponenti di destra, Angeli e Luparini, autonomamente) ricorse al TAR, bloccando il referendum.
Il Comitato promotore, isolato dalle altre forze contrarie al rigassificatore, ma altresì “perplesse” sul referendum, non ebbe la forza (spese legali) per ricorrere al Consiglio di Stato contro il blocco del TAR toscano. Fu persa per
Ma veniamo ad oggi. Il 16 febbraio
La proposta non ebbe risposta dall’assemblea ”arancione”.
Il 19.2.10 il “Comitato per la consultazione popolare sul terminale gas” (questo il nome completo del comitato promotore dell’iniziativa referendaria del 2005), a firma di
La lettera di richiesta veniva pubblicata il 25.2.10 nella pagina aperta de “Il Tirreno”, venendo quindi a conoscenza di tutti.
Ad oggi nessuna istituzione, gruppo politico o associativo o di altra natura è intervenuto a sostegno o contro la proposta dell’abbinamento della consultazione popolare sul rigassificatore Edison con le elezioni regionali. Tutti sanno che sarebbe il percorso più limpido e lineare, ma nessuno – nella casta politica – vuole praticarlo. Si sta perdendo un secondo cruciale appuntamento con la storia di questa disgraziata cittadina, stretta tra inquinamento, alto rischio, progetti devastanti, e dall’altra parte la poca democrazia e l’ottusità della casta dei politici.
A giorni avremo l’opportunità di una serata con tre professori universitari (Cheli, Luzzati
Maurizio Marchi (
2 marzo 2010
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