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L'arroganza dei vigili anche a Effetto Venezia...altro che manganelli!

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vigili-urbani-palettaVisto che si parla tanto di manganelli…

Per chi come me abita nel quartiere, nei giorni precedenti a “Effetto Venezia” era buona consuetudine istituzionale comunicare per tempo e con avviso stampato le aree dove poter parcheggiare.

Avviso che è stato regolarmente distribuito nelle cassette della lettere anche il mese scorso per l’ iniziativa della “Notte Blu”.

Nel palazzo in cui risiedo, non è stato distribuito nessun avviso.

Una buona comunicazione ci avrebbe aiutato a meglio interpretare la segnaletica temporanea apparsa improvvisamente indicando ore e giorni diversi di divieto, anche per la stessa strada.

Tornando a casa con mio marito da un pomeriggio domenicale passato in famiglia, non avevamo ben chiaro se era possibile a noi residenti autorizzati con contrassegno, l’accesso e il parcheggio in Via Sant’Anna.

Mio marito che guidava, in mezzo al contro esodo labronico che vien dal mare della prima bella domenica di luglio, non sapeva dove svoltare né dove parcheggiare e quindi procedeva a passo d’uomo.

Fortunatamente, ho pensato, possiamo chiederlo alla Polizia Municipale che presidia l’ingressi del quartiere.

Questa in realtà non si è rivelata una buona idea.

Con la massima gentilezza mi sono rivolta per avere informazioni, e nel mentre un agente mi rispondeva cortesemente, contemporaneamente da un altro siamo stati accusati, di non aver segnalato l’ accostamento con le frecce direzionali.

Convinta che tecnicamente non si trattasse di un accostamento e assorta nell’ascolto delle informazioni, non mi sono neanche accorta della verifica solitaria in piena regola che stava effettuando, un altro agente, al mio autoveicolo e quindi ho chiesto spiegazioni.

Con tono non adatto a una signora mi è stato risposto che noi avevamo annuito a non so quale domanda. Ho replicato che stavo ascoltando il collega per sapere dove andare.

E siamo ripartiti piuttosto sconvolti.

Ci tengo a sottolineare che a noi pesa il disagio di dover parcheggiare in luoghi altri da quelli consueti, cosa che invece infiamma molti animi del quartiere; io e mio marito e le nostre famiglie, siamo felici e partecipi della vivacità del quartiere di questi giorni.

Quindi a maggior ragione, se sono obbligata a chiedere un informazione a chi è predisposto per rispondermi, l’ultima cosa che mi aspetto è essere trattata da trasgressore o ancor peggio da criminale.

 Una abitante del quartiere

1 agosto 2011

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