Al Sindaco di Livorno,
Al Presidente della Provincia di Livorno,
Al Presidente della Commissione Lavoro della Provincia di Livorno
Siamo i dipendenti di due aziende livornesi chiuse dalle rispettive proprietà non per crisi di mercato, ma semplicemente perché l'importante (per loro) è l'utile esasperato fregandosene se (per noi) la disoccupazione è assicurata con la miseria che ne consegue (sempre per noi, naturalmente, non per loro).
Nel momento della dichiarazione di chiusura degli stabilimenti fu grande la partecipazione, la solidarietà e altrettanto grandi le promesse di ricerche di soluzioni positive per 140 famiglie da parte delle istituzioni cittadine.
Vi ringraziamo per la vostra partecipazione alle nostre assemblee, ancora grazie delle vostre parole e promesse di allora, però scusate la domanda: dopo più di un anno cosa avete fatto di concreto per noi disoccupati involontari e senza colpa?
Lei signor Sindaco, ha passato un anno certamente difficile tra referendum sul nuovo ospedale e il nuovo piano del traffico di questi giorni e difficili equilibri tra le differenti parti politiche. Come ha detto pochi giorni fa "non si può far cadere una giunta per un senso unico" riferito alla viabilità intorno a via Grande. Chiediamo scusa ma per le famiglie di 140 lavoratori il problema sarebbe arrivare in fondo al mese con 800 Euro al mese, senza sconti. Per dire, ci siamo anche noi.
A lei, signor Presidente della Provincia di Livorno non possiamo che esprimere solidarietà.
Se davvero saranno abolite le province chissà quale sarà il suo futuro: forse anche lei sarà da questa
parte della barricata ma speriamo per lei di no. Ci creda, senza lavoro si vive male.
Per lei, Presidente della Commissione Lavoro della Provincia lo stesso augurio rivolto al Presidente della nostra Provincia così bella e così addormentata.
A tutti voi ancora una domanda da cittadini a istituzione, anzi, da persona a persona: perché fate promesse che non mantenete, perché dite parole che poi scordate?
In ultimo, qual è il senso e lo scopo del vostro lavoro?
I LAVORATORI "GIOLFO E CALCAGNO"
I LAVORATORI "INALFA ITALIA S.P.A"
Che non chiedono la carità di un assistenza sociale ma la dignità di un lavoro
8 novembre 2011
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