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Lettera aperta al sig. Onorato

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onoratoA Livorno si dice: "la lingua batte dove il dente dole" e io lo ebbi, oppure "c'ho un sassolino nella scarpa" io invece c'ho uno scoglio....
Sono anni che lei si lamenta del comportamento degli altri, lo hafatto ogni qualvolta qualsiasi altra compagnia o armatore, si sovrapponevano al suo cammino trionfale e lo sta facendo ancora oggi accusando altri di bassezze scorrettezze etc, lei quindi si ritiene vittima di soprusi altrui e se non ricordo male si rivolse anni fa anche alla corte europea per far valere i suoi diritti, quello che mi meraviglia molto e che vorrei chiederle da uomo a uomo, ma lei in questi ventanni ha potuto dormire tranquillo?
Lei è riuscito a rimuovere dalla sua coscienza il peso di avere anche una minima responsabilità nella tragedia?

Badi bene io sono certo che lei responsabilità ne ha moltissime, ma forse lei non se ne rende nemmeno conto, per quanto è preso da altri pensieri. Invece io, noi, vogliamo essere nei suoi pensieri, vogliamo che lei ricordi, che lei provi ad immaginare magari solo per un attimo, l’immane dolore che l'avidità ha causato per 140 famiglie, vorrei che lei si sentisse, innanzitutto responsabile per i passeggeri. che il suo traghetto trasportava, lavoratori, donne, bambini saliti tranquilli su un mezzo di sua proprietà, per andare in sardegna, e che poi si sentisse come datore di lavoro, responsabile della morte del suo equipaggio, suoi dipendenti uomini e donne, che per guadagnarsi il pane alle sue dipendenze hanno trovato morte.

Lei ha capito subito cosa si doveva fare, a differenza di noi sconvolti dal dolore, lei ha raccolto la sua gente, i suoi uomini piu’ fedeli e li ha mandati a lavorare, sul traghetto, nelle procure, nei tribunali, e hanno lavorato bene, talmente bene, che solo i familiari delle Vittime (e nemmeno tutti, qualche simpatia se l'è comprata) la considerano il vero responsabile di questa tragedia, vero è che altri con le loro omissioni hanno contribuito alla tragicità di questo evento, ma lei sicuramente è un passo avanti a tutti.
Lei paga, ne ha la disponibilità e mette sul suo libro paga tutti, paga, ordina e comanda, in democrazia sarebbero corrotti e corruttore, ma si sa in questo paese è facile corrompere visto il livello che abbiamo toccato.

Ma c’è una cosa che non è in vendita, caro dottore, è la DIGNITA’ e quella lei non l'ha mai avuta e non può comprarsela, guardi le foto di quelle madri, di quei padri fratelli o figli, li guardi negli occhi e osservi la DIGNITA' con cui portano lo striscione simbolo MOBY PRINCE 140 MORTI NESSUN COLPEVOLE, li osservi con quelle rose im mano in attesa di gettarle in mare, ascolti il loro pianto.
Vada per una volta all'andana degli anelli e davanti a quella lapide, li legga lei, come faccio io da ventanni, uno per uno nome ed età, e quando ha finito, chiami pure i suoi avvocati e mi denunci, perchè lei sicuramente dentro di se non ha rimorsi.

Loris Rispoli

Livorrno 29 aprile 2011

 


 

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