Friday, Feb 10th

Last update:12:55:53 PM GMT

You are here:

Medicina Democratica risponde alle offese di Ruggeri

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Pubblichiamo un comunicato inviatoci da Medicina Democratica Livorno e dall'ex consigliere comunale dei Verdi Maurizio Coppola in risposta a Marco Ruggeri, delfino del sindaco Cosimi e segretario provinciale del Pd, che in due articoli apparsi su Il Tirreno ha offeso Medicina Democratica e coloro che si oppongono al rigassificatore di Rosignano definendoli "terroristi" e dandogli degli incompetenti.

Ricordiamo che Ruggeri sta portando avanti a Rosignano una sporca battaglia per far costruire il secondo rigassificatore della provincia. Naturalmente in contraddizione al Piano Energetico Regionale che ne prevede uno solo (a Livorno) e che lo stesso Pd ha fatto approvare.

Ma d'altra parte il Pd non è un partito, ma è un comitato d'affari e quindi laddove c'è un affare (specialmente in favore di cordate o lobby private) il Pd è sempre pronto e generoso. red. 24 marzo 2010

***

PD, demagoghi che non difendono né salute né posti di lavoro

pd_coerenzaDopo un primo momento di disgusto per le affermazioni strampalate di Ruggeri, e l’impressione che non meritasse neanche risposta, rispondo dietro sollecitazione  di vari compagni di Medicina democratica e non solo.

Il suo volgare attacco non sembra dovuto al troppo stress di un giovane mandato allo sbaraglio da vecchie volpi, con poco sale e troppi incarichi: segretario provinciale del PD, consigliere comunale a Livorno e ora anche candidato alla Regione.

Penso sia dovuto a qualcosa di molto più grave: il “non-veterinario” è cresciuto in un periodo e in un partito che ha cambiato tre volte  nome e identità, ed almeno una decina di volte linea. E’ cresciuto in un partito che non è più “ne’ carne ne’ pesce”, che sicuramente non è più di sinistra, e che – ancor peggio – non conosce più neanche la storia della sinistra italiana

Medicina democratica è nata nel crogiuolo del ’68 e dell’autunno caldo del ’69, un’esperienza straordinaria di lotta e d’incontro tra lavoratori, tecnici, operatori della sanità, cittadini che ha espresso il meglio della sinistra italiana e del movimento operaio: dalla lotta  alla nocività in fabbrica al rifiuto della monetizzazione del rischio, dalla lotta per la salute operaia e popolare alla riforma sanitaria del 1978, poi rimangiata con le privatizzazioni bipartisan, ecc.

Ma è inutile dilungarsi con Ruggeri su questi temi, lontani ormai anni luce dal suo modo di pensare.

Irrita però particolarmente  nella demagogia sua e dei suoi amici di partito, la pretesa difesa dei posti di lavoro, contro la presunta “irresponsabilità degli ambientalisti”. Dicono di difendere i posti di lavoro, ma fanno esattamente il contrario: sostenendo vecchie produzioni inquinanti, ad alto rischio, sperperatrici di risorse (sa ad esempio lo sprovveduto Ruggeri quanta acqua consuma Solvay e quanto poco durerà il salgemma della Val di Cecina ?) ingannano i lavoratori, rassicurandoli a breve, ma preparando loro il baratro. Questo vale anche e soprattutto per il gas.

Come ieri, anche oggi i più coerenti difensori dei lavoratori sono coloro che si battono per una rapida radicale riconversione ecologica delle produzioni, a Solvay come ovunque.

Più che i posti di lavoro, questi demagoghi difendono i loro propri posti sulle poltrone.

24.3.10

Maurizio Marchi (Resp. prov.le Medicina Democratica)

***

Contro Ruggeri e altri cloni PD

Mi sento di replicare ad un attacco a cui ho già dovuto reagire in Consiglio Comunale di Rosignano nella scorsa legislatura in rappresentanza dei Verdi.

Quando un ambientalista evoca la situazione degli Ogoni nel delta del Niger e ricorda la recente impiccagione del poeta Ken Sarho Wiwa che parlò direttamente degli scempi delle compagnie petrolifere appena prima di essere strangolato nella pubblica piazza; quando si approfondisce la devastante situazione degli inquinanti pesanti a Rosignano e nella nostra provincia; quando si vuole trattare di economia e affrontare discussioni realistiche sulla situazione critica e futura degli assetti produttivi locali mentre tutti si prodigano negli aiuti che avranno un orizzonte temporale limitatissimo; quando non si ha nessuna ambizione di carriera politica, allora i cloni più attivi del PD ci giudicano terroristi.

Al clone chiaramente mancano le funzioni per maturare, è solo un clone i cui comportamenti sono condizionati e strettamente legati alla memoria con cui è stato creato. Il software è il solito che le sedi PCI - PDS - DS - PD si sono tramandate. Ci vorrebbe che si acquistassero sistemi neurali più sofisticati che permettessero anche un miglioramento e un aggiornamento della memoria quindi delle idee e dell’azione.

Maurizio Coppola

25 marzo 2010

AddThis Social Bookmark Button