Apprendiamo che la relazione conclusiva della terza commissione provinciale sulla discarica del Limoncino "inchioda" l'intero progetto evidenziando inesattezze, imprecisioni e superficialità nella fase autorizzativa. Clamorosa la notizia che il nipote del progettista dell'impianto (nonchè direttore dei lavori e socio della società Atlante che ha la concessione del ripristino ambientale della cava), componente della commissione della Provincia di Livorno che ha approvato il progetto, non si sarebbe astenuto come prevede il "Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni".
Premesso che siamo stati fra i primi a sollevare dubbi e perplessità sul merito e il metodo dell'intera vicenda della discarica (in primis per la scelta di continuare a realizzare simili progetti insostenibili e del tutto inutili per risolvere l'emergenza rifiuti), ringraziamo l'operato della commissione provinciale che ha portato alla luce la totale incapacità di gestione e di programmazione dell'amministrazine comunale. Ma a questo punto chiediamo che si faccia un passo avanti nella direzione della coerenza e del rispetto dei minimi criteri etici: le responsabilità sono politiche e coinvolgono in primis i due assessori competenti (in Comune e in Provincia) che hanno sempre difeso la scelta della discarica, mostrando ignoranza o complicità. Comportamenti che dovrebbero indurre a mettere seriamente in discussione il proseguimento del loro mandato. Lo chiediamo soprattutto a quei consiglieri ( di opposizione e non) che adesso legittimamente rivendicano il merito di questa meritoria azione di informazione e chiarezza. Questo sì che permetterebbe loro di acquisire maggiore credibilità e di sentirsi più vicini alle istanze dei cittadini.
Livorno, 4 febbraio 2011 Stefano Romboli Cittadini Ecologisti
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