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Mtm, ora servono risposte certe. I Cobas chiedono 200 assunzioni

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Continuiamo a seguire con attenzione le vicende della fabbrica Mtm all'Interporto di Guasticce, fabbrica diventata caso nazionale per il suo ricorso quasi totale a tempo determinato e interinali a fronte di un mercato che continua a crescere ed a linee di produzione che vengono aggiunte. Per ora tutto continua a tacere con i sindacati confederali che continuano a tergiversare ed a permettere a questa azienda di fare ciò che vuole senza nemmeno dover scambiare profitti (tanti) con diritti (pochi). Fino ad ora l'unica voce fuori dal coro è sempre venuta dai Cobas ai quali tuttavia non è stato permesso di partecipare all'assemblea di dicembre. Pubblichiamo un intervento dei Cobas sull'incontro che avverrà la prossima settimana fra azienda e sindacati e sulle rivendicazioni minime da portare avanti

red. 6 febraio 2010

***

Mtm, ora servono risposte certe

cobasFinalmente anche i lavoratori saranno informati del proprio futuro. I sindacati Cgil, Cisl e Uil, infatti, dopo aver “bucato” la promessa dell’assemblea del 21 dicembre (probabilmente non c’erano buone notizie da dare a dispetto, invece, delle rassicurazioni date), incontreranno i lavoratori lunedì 8 febbraio.

Ci sembra ormai chiaro che in quest’assemblea non ci dovranno essere più margini di attesa o di rimando per alcune questioni diventati ormai urgenti:

  1. Ci sono ormai tutte le condizioni affinché la Mtm assuma almeno 200 lavoratori a tempo indeterminato, visto che il mercato del gas continua a tirare ed il governo ha annunciato incentivi per il 2010. Le nostre non sono supposizioni, visto che l’azienda ha incrementato ancora la produzione con nuove linee.
  2. In un contesto simile è intollerabile essere inquadrati al livello minimo dei metalmeccanici. Non si può continuare a incrementare linee e produzione senza prevedere un inquadramento consono al lavoro svolto.
  3. Per l’azienda è arrivato il momento di prevedere un ristoro dignitoso per le centinaia di lavoratori che ogni giorno contribuiscono al suo profitto.

Sono tre punti semplici che, tuttavia, sembrano diventare un ostacolo insormontabile. Questa azienda sta facendo profitti inimmaginabili ed è arrivato il momento di andarsi a prendere ciò che ci spetta.

In questi due anni di attività a questa azienda è stato permesso di fare tutto quello che voleva, traendo profitto non solo dal risparmio sui costi, ma anche dal fatto che non avere dipendenti diretti o averne pochi aumenta artificiosamente il suo valore finanziario sul mercato.

Ora basta!

Per rispondere a molti operai che chiedono cosa è il Cobas, chiudiamo questo intervento con una breve spiegazione.

Il Cobas è un sindacato di base, cioè è diretta espressione dal basso di quei lavoratori che all’interno di un’azienda decidono di creare un gruppo sindacalmente attivo e indipendente dai partiti, dal governo, dagli altri sindacati e dai padroni.

Non ci sono burocrazie sindacali stipendiate, ma solo un esecutivo provinciale che si relaziona coi vari gruppi presenti nei vari posti di lavoro (gruppi che possono contribuire alla formazione e al funzionamento dell’esecutivo stesso, inviandovi a farne parte un loro rappresentante).

L’esecutivo mette a disposizione dei lavoratori iscritti e non iscritti al Cobas un ufficio legale e la propria organizzazione e struttura per iniziative riguardanti le questioni lavorative..

Il Cobas, che dai padroni, dal governo e da Cgil, Cisl, Uil è stato tenuto fuori dai “tavoli” della contrattazione nazionale, è tuttavia presente in molte aziende del territorio con iscritti e con delegati RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) eletti direttamente dai lavoratori, dei quali sono i primi referenti sindacali, col diritto di siglare accordi e contratti aziendali.

COBAS METALMECCANICI

c.i.p., v. Pieroni 27, Livorno - febbraio 2010 – tel. 0586 886868; 050 8312172